Saturday, December 6, 2008

Afrika Vs Amerika

Quando i rigori dell'inverno cominciano a farsi sentire, l'isola di Laputa con tutti i suoi abitanti veleggia verso lidi più caldi: è la fortuna di essere un paese extraterritoriale e volante, che lascia noi poveri terrestri ai sospiri ed alla malinconia, limitati come siamo dai confini nazionali.

Ma bando ai sentimentalismi. Ci pensa il nostro inviato, il Pesce Volante, a regalarci con il suo ultimo dispaccio un assaggio di quell'Africa che al momento starà probabilmente sorvolando, un'Africa ricca, letale e misteriosa, centro di intrecci internazionali al massimo livello, di commerci illeciti e di congiure.

Voliamo allora con la nostra guida nel cuore del continente nero, per provare qualche brivido, anche se non di freddo. Buon fine settimana e... hakuna matata a tutti!
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Di Giovanni Pesce


Uncle Pom, il più esperto conoscitore delle ricchezze del sottosuolo di Laputa, mi ha raccontato un’intrigante storia relativa al Congo, dove su un substrato di avventure coloniali sono accaduti eventi come genocidi, contrasti atomici e misteriosi incidenti aerei .

Un esploratore inglese, Morton Stanley, girovagando in quella regione africana, tramite la cessione di “un pezzo di vestiario al mese,” riuscì ad ottenere dai vari capi locali alcuni diritti territoriali, che una volta ceduti a Leopoldo II del Belgio permisero a quest’ultimo la costituzione nel 1885 del Libero Stato del Congo al fine di “promuovere il libero scambio e combattere la schiavitù in quei territori.”

Con il nobile proposito di evitare che gli abitanti del Congo potessero prendere cattive abitudini, vennero massacrati (uccisi, ndr) oltre 10 milioni di congolesi, mentre altri milioni di indigeni furono semplicemente mutilati.

Questa vicenda di depopolazione del 50% degli abitanti del Congo non ha mai avuto la dovuta notorietà, forse per lo stretto controllo del mainstream mediatico da parte di Leopoldo II o forse per la totale assenza di un John Wayne belga con relativo codazzo di cineasti hollywoodiani.

La proprietà del Congo fu un’esclusiva della Corona Belga fino al 1906 e l’amministrazione fu affidata alla Societé Generale du Belgique, sorella più povera ma non meno terribile rispetto alla East Indian Company.

Nel maggio 1960 l’amministrazione Belga concesse l’autonomia politica ma tentò di conservare il controllo tecnico amministrativo e militare di quella regione africana; il leader nazionalista congolese Patrick Lumumba nel giugno 1960 fu eletto Primo Ministro del nuovo stato indipendente.

In quegli anni 60, avere accesso alle miniere di uranio congolese costituiva un punto di forza non indifferente nel Balance of Power atomico; per questa ragione le grandi potenze hanno sempre fatto “carte false” per tenere sotto controllo l’approvvigionamento atomico.

Così, nella notte del 16 gennaio 1961, Patrick Lumumba, leader nazionalista congolese, viene ucciso da ignoti.

Per l’assassinio di Lumumba venne sospettato nei primi momenti il Katanghese Tchombe ed il suo subordinato Mobuto; ma senza molte convinzioni.

Un’altra ipotesi puntava il dito contro l’invito fatto da Lumumba a Krusciov per ottenere l’invio di consiglieri sovietici; questa mossa avrebbe fatto scattare una reazione Usa.

Inoltre si ipotizzava che anche il contrasto tra Lumumba ed il segretario dell’ONU, Dag Hammarskjöld, dovesse richiedere un supplemento di istruttoria ma il 18 Settembre 1961 un DC-6B che trasportava il 56enne Dag Hammarskjöld, si schiantò nella giungla vicino a Ndola oggi Zambia.

Un’autopsia stabilì che due delle vittime erano state colpite da proiettili – ufficialmente da una scatola di munizioni esplosa dopo l’impatto. L’inchiesta invece concluse sentenziando ufficialmente un “errore del pilota.”

Lo stesso Harry S. Truman, ex presidente degli Stati Uniti, disse: "Dag Hammarskjöld era sul punto di raggiungere un risultato concreto quando fu ucciso. Notate che ho detto, ‘quando fu ucciso.’”

Quindi è evidente che i risultati ufficiali delle commissioni d’inchiesta di incidenti vadano re-interpretati con il buon senso del “judicous reader,” come diceva il buon Jonathan Swift.

Tornando all’omicidio Lumumba, solo dopo qualche decennio viene registrata questa confessione da parte di un agente belga:
«Avevamo fucilato Lumumba nel pomeriggio» racconta Soete alla commissione parlamentare belga incaricata delle indagini a 40 anni di distanza dall’omicidio. «Poi tornai nella notte con un altro soldato, perché le mani dei cadaveri spuntavano ancora dal terriccio. Prendemmo l’acido che si usa per le batterie delle automobili, dissotterrammo i corpi, li facemmo a pezzi con l’accetta; poi li sciogliemmo in un barile, facendo tutto di fretta, perché non ci vedesse nessuno.»
L’ordine portava la firma dell’allora capo della Cia, Allen Dulles, ed era stato presumibilmente visionato dal presidente statunitense uscente Dwight Eisenhower e dalla monarchia belga.
Incredibilmente il 17 Gennaio 1961, il giorno successivo all’omicidio Lumumba, Eisenhower aveva pronunciato il famoso discorso di commiato, indicando nel complesso militar-industriale l’artefice massimo della politica; un atteggiamento a “lingua biforcuta”: da una parte un attacco a parole alle corporations e dall’altra una collaborazione tramite dirty works con queste organizzazzioni.

Il 20 Gennaio 1961 JFK subentrò ad Ike Eisenhower nell’incarico di Presidente USA, ereditando molte rogne della passata presidenza.

Il pomeriggio del 17 Gennaio 2001 venne ucciso il presidente congolese Laurent Cabila, ed il 20 Gennaio GWB subentra a Bill Clinton alla Presidenza USA.

Coincidenze incredibili.

Vedremo a fine Gennaio 2009 che succederà tra GWB ed Obama.