Friday, October 17, 2008

Mani lunghe e memoria corta

“Mi ha un po' spaventato, dice che vuole redistribuire la ricchezza ma a me sembra una cosa socialista: decido io a chi dare i miei soldi, non può essere il governo a dire che se guadagno un po' di più poi lo devo dividere con qualcun altro.”
Le parole, riferite al programma di Barrack Obama, del fino a ieri sconosciuto idraulico dell'Ohio, diventate suo malgrado l'ultima arma a disposizione di McCaino, dimostrano quanto siano in realtà distanti dalla quotidianità dell'uomo qualunque i grandi discorsi pieni di vuota retorica dei politici, quanto contrari al sentire comune della gente che lavora, sempre in bilico tra una rata in scadenza e il conto del supermercato, i proclami falsamente idealistici delle campagne elettorali.

L'uomo della strada, in realtà, sa perfettamente che lo stanno fregando, magari non capisce bene come, ma vede bene che i soldi così sudati finiscono ogni mese un po' prima. Ma fatica, evidentemente, a ricordare, bombardato ogni giorno da nuovi annunci, minacce, orrendi auspici, avvertimenti, allarmi e clamorose rivelazioni. Il suo problema è la memoria, e così, ad ogni appuntamento elettorale, un po' s'illude che qualcuna delle tante misure promesse e adottate possa riuscire nel miracolo di far durare quel fottuto stipendio qualche giorno in più, e si reca speranzoso all'appuntamento con l'urna.

Eppure, basterebbe ricordare, senza nemmeno tornare troppo indietro nel tempo, quali fossero le parole di chi afferma di avere la soluzione – inevitabile, ça va sans dire – della crisi meno imprevedibile di tutti i tempi. Ecco allora alcune delle dichiarazioni di Paulson degli ultimi mesi, raccolte scrupolosamente da Paolo Prometeo (appena tornato dal viaggio in USA, di cui consiglio il resoconto) sul blog Working Ideas :
20 aprile 2007: quando scoppiò la bolla dei subprime, sancì con la sicumera del gran banchiere di Goldman Sachs: «Non vedo come possa essere un problema. Penso che sarà molto contenuto».

12 luglio: assicurava: «Questa è di gran lunga la più forte economia globale che abbia visto nella mia vita d’affari».

1° agosto: mentre scricchiolava l’intero sistema: «Sì, è una sveglia, c’è un aggiustamento nella valutazione del rischio, ma l’economia sottostante gode la miglior salute».

16 marzo 2008: «I nostri mercati sono l’invidia del mondo: sono resilienti, innovativi, flessibili. Essi raddrizzeranno velocemente la situazione, abbimo istituzioni finanziarie forti».

7 maggio: «Il peggio è probabilmente alle nostre spalle».

16 maggio: «Lo stimolo fiscale sosterrà l’economia mentre superiamo la correzione dell’immobiliare, la tempesta nei mercati dei capitali e i rincari di alimenti ed energia… Prevedo un’accelerazione della crescita economica per la fine dell’anno. A mio giudizio, siamo più vicini alla fine dell’instabilità dei mercati che all’inizio».

20 luglio 2008: «Ci vorranno mesi per superare questo periodo la lista delle difficoltà cresceà… ma insisto, abbiamo un sistema bancario sicuro, un sistema bancario sano. I nostri regolatori sono perfettamente all’altezza. E’ una situazione del tutto gestibile».

10 agosto scorso: «Non progettiamo di immettere denaro in queste due istituzioni (Fannie Mae e Freddie Mac)».
L'idraulico Joe ha confessato di trovare vagamente surreale il fatto di essersi trovato al centro del dibattito elettorale. Ma in un mondo in cui a Henry Paulson, longa manus di GoddamnSucks, viene assegnato il compito di “salvare l'economia,” la cosa è perfettamente normale. E sentite cosa dice ora Paulson:
“Non siamo fieri di tutti gli errori che sono stati fatti da molte diverse persone, da parti diverse, dei fallimenti del nostro sistema regolatore, dei fallimenti nella disciplina del mercato che ci hanno condotti qui,” Paulson ha detto in un'intervista alla Fox Business Network. Ma ha detto che di non avere “nessun rimpianto” per i passi che il governo sta facendo ora per affrontare il problema.
Parlano la nostra stessa lingua, eppure non la capiamo, direbbe Alice. E della tana del Bianconiglio non si intravede ancora il fondo.

1 comment:

workingideas said...

Grazie :)

Ad onor del vero la lista delle dichiarazioni di Paulson l'ho presa da un articolo di Blondet.