Thursday, October 2, 2008

La base della fede

“Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.”
(Costituzione Italiana, art. 75)
Il Consiglio di Stato ha deciso che chiedere il parere dei vicentini sull'ampliamento della base Usa del Dal Molin è inutile: del resto se “lo stato siamo noi,” e lo stato ha deciso che l'ampliamento è un “bene,” il noi che comprende i vicentini ha già espresso la sua preferenza. Sì, lo so, è un po' complicato all'apparenza, per questo è meglio affidarci alla superiore conoscenza degli eletti (= “coloro che hanno preso i voti”) e accettare il dogma con fede democratica.

La motivazione del Consiglio di Stato, che annulla il provvedimento del Tar che aveva detto no alla richiesta di fermare la consultazione popolare, è illuminante. L'ordinanza ha giudicato il referendum “illegittimo” perché avrebbe per oggetto un auspicio “irrealizzabile”: “non occorrono infatti sondaggi per accertare il fatto che i cittadini sono favorevoli ad aumentare il patrimonio del comune in cui vivono. Sarebbe come chiedere loro se sono favorevoli ad aumentare il loro patrimonio personale.”

Appunto, lo Stato ha deciso, ergo i vicentini hanno deciso, di conseguenza qual è lo scopo di chieder loro cosa desiderano? Lo Stato agisce sempre e solo in nome del Bene Comune, è un dogma che nessuno può mettere in discussione senza venir bollato come infedele, ovvero come oscuro agente delle forze del male il cui scopo è rovesciare l'ordine e la felicità portati dalla D-Emocrazia. In questa malsana categoria rischia di rientrare il sindaco di Vicenza Achille Variati, che ha dichiarato:
“Sono qui come atto di libertà e di lealtà alla mia città. Voglio parlare ai miei concittadini - ha dichiarato Variati - direttamente, in piazza, esercitando una volta di più quel diritto democratico e pacifico ad esprimere un punto di vista su materie decisive per il nostro futuro. Un diritto che le decisioni di Roma hanno cercato oggi, una volta di più, di negare. Chi ha bloccato la consultazione, non è neppure amico degli americani, che ora si trovano loro malgrado nella situazione peggiore. Quella di voler costruire una nuova base in una città umiliata e imbavagliata. Una città a cui è stato negato il diritto non di decidere, ma di poter esprimere il proprio parere. Questa consultazione, l'ho sempre detto, era l'unica strada per provare a sanare una situazione gravemente compromessa, incanalando in un'opzione democratica e di confronto civile le pesanti tensioni frutto di scelte non condivise e neppure spiegate con trasparenza alla popolazione. Chi spiegherà agli americani che ora la base dovrà essere imposta ad una comunità di cui non si sono volute ascoltare le ragioni?”
Qualcuno avverta Variati che rischia la scomunica: chi ha preso i voti dev'essere esempio di fede per i suoi fratelli meno illuminati, e il dio degli eserciti, D-Emocrazia, non è incline al perdono per chi si oppone alla costruzione delle sue chiese.

5 comments:

Domenico Letizia said...

nel nome della sovranità spero che il popolo di vicenza diventi l'esempio di ribellione non per l'anarchia, non per la libertà, che è un valore nostro che non tutti condividono, ma solo per loro per il loro vivere consapevolmente di essere sudditi cose che diciamo da sempre...

robyf1965 said...

Serve ben poco ma in questo caso una preferenza l'ho lasciata volentieri, il minimo che si possa fare...
http://www.nodalmolin.it/consultazione/consultazione.php

rantasipi said...

E pensare che quando a metà anni 90 abitavo a Vicenza e Variati era al suo debutto alla Loggia del Capitanio, non c'era giorno in cui non lo mandassi a maledire.

Domenico Letizia said...

robyf1965 si ho votato anche io, per noi non vicentini è quello che possiamo fare...

Domenico Letizia said...

robyf1965 si ho votato anche io, per noi non vicentini è quello che possiamo fare...