Tuesday, October 7, 2008

La cura per la depressione #2

Di Murray N. Rothbard


Se, allora, l'economia di mercato ha un meccanismo incorporato di selezione naturale per i buoni imprenditori, questo significa che, generalmente, non ci dovremmo aspettare molte aziende che subiscono perdite. E, infatti, se osserviamo l'economia in un giorno o un anno medio, troveremo che le perdite non sono molto diffuse. Ma, in quel caso, il fatto strano che bisogna spiegare è questo: Com'è che, periodicamente, nei momenti all'inizio delle recessioni e particolarmente nelle ripide depressioni, il mondo degli affari sperimenta improvvisamente un enorme grappolo di gravi perdite? Arriva un momento in cui le aziende, gli imprenditori in precedenza molto astuti nella loro capacità di realizzare profitti ed evitare le perdite, in modo improvviso e sconcertante si trovano, quasi tutti, a soffrire delle perdite severe ed inspiegabili? Come mai? Qui c'è un fatto molto importante che ogni teoria delle depressioni deve spiegare. Una spiegazione come “sottoconsumo” – un calo nelle spese totali dei consumatori – non è sufficiente, per una cosa, perché ciò che necessità di essere spiegato è perché gli uomini d'affari, in grado di prevedere ogni tipo di cambiamento e di sviluppo economico precedenti, si dimostrano completamente e catastroficamente incapaci di prevedere questo presunto calo nella domanda dei consumatori. Perché questo guasto improvviso nell'abilità di prevedere?

Un'adeguata teoria delle depressioni, allora, deve tener conto della tendenza dell'economia a muoversi attraverso successive espansioni e contrazioni, senza mostrare segni di stabilirsi in una qualche approssimativa situazione di equilibrio dal movimento scorrevole, o quietamente progressivo. In particolare, una teoria della depressione deve tener conto del gigantesco gruppo di errori che compare rapidamente ed improvvisamente ad un certo punto della crisi economica e indugia nel periodo di depressione fino al recupero. E c'è un terzo fatto universale di cui una teoria del ciclo deve tener conto. Invariabilmente, espansioni e contrazioni sono molto più intense e gravi nelle “industrie dei beni capitali” – industrie che fanno macchine ed attrezzature, che producono materie prime industriali o costruiscono gli impianti industriali – che nelle industrie che producono beni di consumo. Qui c'è un altro fatto della vita del ciclo economico che deve essere spiegato – ed ovviamente non può essere spiegato da teorie della depressione come la popolare dottrina del sottoconsumo: che i consumatori non spendono abbastanza in beni di consumo. Perché se il colpevole è la spesa insufficiente, allora come mai le vendite al dettaglio sono quelle che cadono per ultime e di meno in una depressione, e come mai la depressione in effetti colpisce le fabbriche di macchine utensili, beni strumentali, costruzione e materie prime? Per contro, sono queste industrie che realmente prendono il volo nelle fasi inflazionistiche dell'espansione del ciclo economico e non le aziende che servono il consumatore. Un'adeguata teoria del ciclo economico, allora, deve anche spiegare l'intensità ben maggiore delle espansioni e delle contrazioni nelle industrie di beni non di consumo, o “beni produttivi.”

Fortunatamente, una teoria corretta della depressione e del ciclo economico esiste, anche se è universalmente trascurata nell'economia attuale. Pure, ha una lunga tradizione nel pensiero economico. Questa teoria cominciò con il filosofo ed economista scozzese del XVIII secolo David Hume e con l'eminente economista classico inglese del primo XIX secolo David Ricardo. Essenzialmente, questi teorici videro che un'altra istituzione cruciale si era sviluppata a metà del XVIII secolo, accanto al sistema industriale. Era l'istituzione delle attività bancarie, con la sua capacità di ampliare il credito e la massa monetaria (in primo luogo, sotto forma di soldi di carta, o banconote, e più successivamente sotto forma di depositi a vista, o conti correnti, immediatamente redimibili in contanti alla banca). Erano le operazioni di queste banche commerciali, come questi economisti avevano visto, la chiave per i misteriosi cicli ricorrenti di espansione e contrazione, o di boom and bust, che aveva disorientato gli osservatori fin dalla metà del XVIII secolo.

L'analisi ricardiana del ciclo economico diceva più o meno così: le monete naturali che emergono come tali sul mercato libero mondiale sono prodotti utili, in genere oro ed argento. Se la moneta fosse limitata semplicemente a questi prodotti, l'economia funzionerebbe nel complesso come fa in mercati particolari: un regolare assestamento della domanda e dell'offerta e quindi nessun ciclo di espansioni e contrazioni. Ma l'iniezione di credito bancario aggiunge un altro elemento cruciale e disgregativo. Perché la banca espande il credito e quindi la moneta bancaria sotto forma di note o depositi che sono teoricamente redimibili a richiesta in oro, ma in pratica chiaramente non lo sono. Per esempio, se una banca ha 1000 once di oro nei suoi forzieri ed emette ricevute di deposito istantaneamente redimibili per 2500 once di oro, ha chiaramente emesso 1500 once più di quante possa eventualmente riacquistare. Ma a condizione che non si verifichi una concertata “corsa” alla banca per incassare queste ricevute, le sue ricevute di deposito funzionano sul mercato come equivalenti ad oro, e quindi la banca ha potuto ampliare la massa monetaria del paese di 1500 once d'oro.

Le banche, allora, cominciano allegramente ad ampliare il credito, dato che più lo ampliano maggiori saranno i loro profitti. Questo provoca l'espansione della massa monetaria all'interno di un paese, diciamo l'Inghilterra. Con l'aumento di fornitura di moneta di carta e bancaria in Inghilterra, i redditi nominali e le spese degli inglesi aumentano, e l'aumento di soldi spinge in alto i prezzi delle merci inglesi. Il risultato è inflazione e un'espansione [boom] all'interno del paese. Ma questa espansione inflazionistica, mentre procede allegramente per la sua strada, sparge i semi della propria fine. Perché mentre la massa monetaria ed i redditi inglesi aumentano, gli inglesi cominciano a comprare più merci dall'estero. Ancora, con i prezzi inglesi che salgono, le merci inglesi cominciano a perdere la loro competitività con i prodotti di altri paesi che non hanno inflazionato, o lo hanno fatto ad un grado minore. Gli inglesi cominciano a comprare di meno nel paese e più all'estero, mentre gli stranieri comprano di meno in Inghilterra e più nel loro paese; il risultato è un deficit nella bilancia dei pagamenti inglese, con le esportazioni inglesi che cadono nettamente sotto le importazioni. Ma se le importazioni superano le esportazioni, questo significa che i soldi devono uscire dall'Inghilterra verso i paesi stranieri. E di quali soldi si tratterà? Certamente le banconote o i depositi non inglesi, dato che i francesi o i tedeschi o gli italiani hanno poco o nessun interesse nella tenere i loro fondi bloccati nelle banche inglesi. Questi stranieri quindi prenderanno le loro banconote e depositi e li presenteranno alla banca inglese per la redenzione in oro – e l'oro sarà il tipo di moneta che tenderà ad uscire con insistenza dal paese mentre l'inflazione inglese continua sulla sua strada. Ma questo significa che i soldi inglesi di credito bancario si staranno sempre più accumulando in cima ad una piramide la cui base d'oro diminuisce costantemente nei forzieri delle banche inglesi. Come l'espansione continua, la nostra ipotetica banca amplierà l'emissione delle proprie ricevute di deposito da, diciamo 2500 once, a 4000 once, mentre la sua base d'oro diminuisce a, diciamo, 800. Con l'intensificazione di questo processo, la banca finalmente si spaventerà. Perché le banche, dopo tutto, sono costrette a redimere i loro debiti in contanti, e i loro contanti se ne stanno andando velocemente mentre i loro debiti si accumulano. Quindi, le banche finalmente perderanno la calma, arresteranno la loro espansione del credito e per salvarsi, contrarranno i prestiti bancari in sospeso. Spesso, questa ritirata è precipitata in bancarotta dalla corsa alla banca del pubblico, che a sua volta stava diventando sempre più nervoso per la condizione mai più vacillante delle banche della nazione.

La contrazione bancaria inverte la situazione economica; contrazione e crollo [bust] seguono l'espansione. Le banche abbassano la cresta e le aziende soffrono mentre monta la pressione per il rimborso e la contrazione del debito. Il calo nella fornitura di moneta bancaria, a sua volta, conduce ad un calo generale dei prezzi inglesi. Come la massa monetaria e i redditi calano, e i prezzi inglesi sprofondano, le merci inglesi diventano relativamente più attraenti rispetto ai prodotti stranieri e la bilancia dei pagamenti si inverte, con le esportazioni che superano le importazioni. Con l'oro che ora scorre nel paese e con la contrazione della moneta bancaria in cima ad una base d'oro in espansione, la condizione delle banche diventa molto più solida.

Questo è, allora, il significato della fase di depressione del ciclo economico. Si noti che è una fase che nasce, inevitabilmente nasce, dal precedente boom espansivo. È l'inflazione precedente che rende la fase di depressione necessaria. Possiamo vedere, per esempio, che la depressione è il processo tramite cui l'economia di mercato corregge, elimina gli eccessi e le distorsioni dell'espansione inflazionistica precedente e ristabilisce una condizione economica sana. La depressione è la reazione sgradevole ma necessaria alle distorsioni ed agli eccessi dell'espansione precedente.

Perché, allora, il ciclo successivo comincia? Perché i cicli economici tendono ad essere ricorrenti e continui? Perché quando le banche hanno recuperato abbastanza bene e sono in una condizione più sana, sono allora in una posizione sicura per procedere nel loro percorso naturale di espansione del credito bancario, ed il prossimo boom procede sulla sua strada, spargendo i semi per l'inevitabile crollo seguente.

Ma se le attività bancarie sono la causa del ciclo economico, non sono anche le banche una parte dell'economia di mercato privata, e non possiamo quindi dire che il libero mercato è ancora il colpevole, pur se soltanto nel segmento delle attività bancarie di quel libero mercato? La risposta è no, perché le banche, per una ragione, non potrebbero mai ampliare il credito di concerto se non fosse per l'intervento e l'incoraggiamento del governo. Perché se le banche fossero davvero competitive, ogni espansione del credito di una banca si accumulerebbe rapidamente sui debiti di quella banca verso i relativi concorrenti, ed i suoi concorrenti chiederebbero rapidamente alla banca in espansione di redimerli in contanti. In breve, una banca rivale richiederebbe la redenzione in oro o contanti come fanno gli stranieri, salvo che il processo è molto più veloce e trancerebbe qualsiasi incipiente inflazione nel boccio prima ancora che possa cominciare. Le banche possono espandersi confortevolmente all'unisono soltanto quando esiste una banca centrale, essenzialmente una banca governativa, che gode di un monopolio del governo, e di una posizione privilegiata imposta dal governo sull'intero sistema bancario. È solo da quando è stata stabilita una banca centrale che le banche hanno potuto espandersi per tutto il tempo ed il familiare ciclo economico ha avuto il suo inizio nel mondo moderno.

La banca centrale acquista il suo controllo sul sistema bancario da misure governative quali: rendere le sue proprie passività moneta a corso legale per tutti i debiti ed esigible nelle tasse; garantire alla banca centrale il monopolio dell'emissione delle banconote, contrapposte ai depositi (in Inghilterra la Banca d'Inghilterra, la banca centrale stabilita dal governo, aveva il monopolio legale delle banconote nella zona di Londra); o con il chiaro obbligo per le banche di usare la banca centrale come loro cliente per il deposito delle loro riserve di contanti (come negli Stati Uniti ed il loro sistema della Riserva Federale). Non che le banche protestino per questo intervento; perché è l'istituzione della banca centrale che permette l'espansione a lungo termine del credito bancario, dal momento che l'espansione delle banconote della banca centrale fornisce un'aggiunta alle riserve di contanti per l'intero sistema bancario e consente a tutte le banche commerciali di ampliare insieme il loro accreditamento. La banca centrale funziona come un accogliente cartello obbligatorio bancario per espandere le passività delle banche; e le banche possono quindi espandere una più grande base di contanti sotto forma di banconote della banca centrale così come d'oro.

Così ora vediamo, infine, che il ciclo economico è determinato, non da qualche misterioso fallimento dell'economia del libero mercato, ma proprio l'opposto: con l'intervento sistematico del governo nel processo del mercato. L'intervento del governo determina l'espansione bancaria e l'inflazione e, quando l'inflazione termina, la successiva depressione-correzione entra in gioco.
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Link alla prima parte.
Link alla seconda parte.

2 comments:

GianniPesce said...

In realtà, molti anni fa, era stato studiato il ciclo economico conosciuto con il nome "sette anni di vacche grasse seguito da sette anni di vacche magre" dove economisti-indovini presagivano le sorti economiche di una nazione.

Se gli economisti fossero bravi a risolvere i problemi economici non sarebbero più economisti ma potrebbero diventare miliardari nel giro di qualche settimana.

L'economia è un maledetto mix di realtà, truffe, fede, guerre, speranze che è difficile ricostruire "a posteriori".

Paxtibi said...

In realtà, molti anni fa, era stato studiato il ciclo economico conosciuto con il nome "sette anni di vacche grasse seguito da sette anni di vacche magre"

Il famoso ciclo di Kondratieff? :-D

Se gli economisti fossero bravi a risolvere i problemi economici non sarebbero più economisti ma potrebbero diventare miliardari nel giro di qualche settimana.

Infatti gli austriaci si limitano a studiare il funzionamento del mercato e ha descriverlo.

Gli unici che potrebbero risolvere il problema economico fondamentale sono i politici, abbandonando le cariche e recandosi in massa a dissodare i campi o a scavare in miniera.

Speriamo che Dio li illumini e si decidano a farlo una buona volta. Altrimenti bisognerà trovare il modo di "convincerli."