Thursday, September 11, 2008

L'insostenibile falsità della memoria

Molte ricostruzioni dei gravi eventi che hanno segnato questo primo decennio del XXI secolo si basano, in assenza di prove più solide, sui resoconti dei testimoni oculari, quelli che erano presenti e hanno visto ciò che è successo. O meglio: che credono di aver visto. La puntualizzazione è importante, perché anche in perfetta buona fede, il film che ciascuno porta con sé nella memoria non è necessariamente quello che è successo nella realtà: non è tanto un documentario, quanto piuttosto un'opera di fiction.

Lo rivela uno studio di un ricercatore inglese che ha analizzato i ricordi di diverse persone riguardo ad un evento che causò forti emozioni: gli attacchi terroristici del 7 luglio 2005. Quello che ha scoperto, leggetelo in questo articolo del Telegraph.
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False memorie del 7 luglio suscitano dubbi sulle prove processuali

Uno psicologo ha scoperto che i ricordi di eventi molto carichi emozionalmente quali gli attentati del 7 luglio possono essere totalmente errati e troppo inaffidabili per essere usate in tribunale.

Di Graham Tibbetts


Più di un terzo delle persone interrogate in un'indagine su uno degli eventi terroristici di Londra ha sostenuto di aver visto video inesistenti.

Il dott. James Ost, dell'università di Portsmouth, ha detto che la gente si crea false memorie che possono porre dei problemi alla polizia che investiga crimini importanti, agli assistenti sociali che studiano famiglie in cui si sospettano abusi, ad adulti che credono di avere memorie “recuperate” di traumi infantili ed ai tribunali in cui si conta sulla testimonianza di testimoni. Ha detto al Festival della Scienza a Liverpool che molte persone possono essere persuase di aver visto cose che non sono mai accadute.

I suoi risultati si basano su uno studio eseguito in un periodo di due settimane nell'ottobre 2005, tre mesi dopo gli attacchi alla metropolitana e ad un autobus nel centro di Londra.

In tutto 300 persone, metà britanniche, metà svedesi, hanno compilato un questionario sui loro ricordi dell'attentato all'autobus n. 30 a Tavistock Square.

Tra i britannici, il 40 per cento ha risposto di aver visto l'autobus esplodere in un inesistente video CCTV, e il 28 per cento di aver visto un'altrettanto inesistente ricostruzione digitale dell'esplosione.

Alcuni sono andati molto oltre quando gli è stato chiesto di descrivere cos'è accaduto al momento dell'esplosione dell'autobus esploso – che nessuno di loro poteva aver visto.

Alcune risposte hanno rivelato un alto livello di abilità nella fabbricazione di memorie immaginarie.

Uno ha scritto: “Il bus si è arrestato ad un semaforo. C'è stata una luce abbagliante e un forte scoppio e la parte superiore dell'autobus è volata via e dopo molte grida, quindi è sembrato fermarsi.”

Coloro che hanno fornito false memorie erano significativamente più inclini alla fantasia di chi non l'ha fatto, ha detto il dott. Ost.

Ciò suggerisce che le persone più creative, o con migliori abilità immaginative, potrebbero essere più inclini a questo genere di errori.

L'incidenza delle memorie false è in linea con altre ricerche pubblicate dalla squadra del dott. Ost e da suoi colleghi in Svezia e nei Paesi Bassi.

Ha detto: “ci sono ora numerosi studi che dimostrano questo effetto di base.

“Per esempio, un altro studio che abbiamo condotto a Portsmouth mostra che alcune persone credono di aver visto il video dell'incidente automobilistico della principessa Diana, ripreso dai paparazzi. Ma, ancora, questo video non esiste.

“Presa complessivamente, questa è un'ulteriore prova che i nostri ricordi non sono perfetti. Non sono come un videotape che potete riavvolgere e ripetere con una resa perfetta.

“A causa di questo, la memoria da sola non è abbastanza affidabile per costituire la base di decisioni legali.

“Abbiamo trovato che qualche persona è suscettibile alla fantasia; sono fortemente inclini a credere di esser state testimoni di qualcosa che non avrebbero potuto vedere. Si ingannano credendo di aver visto qualcosa.”

3 comments:

vincenzo said...
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vincenzo said...

Che può sempre tornare utile se la gente non ha visto quello che ha visto. Fa paio con l'articolo dell'indipendent sulla notizia che non c'è.

Curioso che delle fonti ufficiali sostengono quello che gli altrinformatori respingono. Forse dovrebbe accadere il contrario.

Chi li debunka mo sti articoli? Valgono come prova a sostegno che glia aerei non c'erano??? :D

Gianni said...

Nell'articolo ci sono due o tre punti chiave.

Uno è la cattiva testimonianza di chi ha veramente visto un incidente particolarmente shockkante; è classico nella ricostruzione di incidenti aerei avere testimonianze discordanti di testimoni in buona fede; ci sono delle metodologie per decidere quali siano le testimonianze "accettabili".

Due "Il Tavistock". Non penso che abbia bisogno di commenti.

Tre, i seggiolini di plastica dell'autobus 30 indicano che probabilmente il double-decker era del tipo turistico "open roof", già senza tetto da quando era uscito dalla fabbrica.

Non penso che abbia significato discutere i dettagli di questo argomento tanto "strano".