Tuesday, May 19, 2009

La ricerca dell'infelicità

“Tutti vogliono vivere a spese dello stato.
Dimenticano che lo stato vuole vivere a spese di tutti.”

(Frederic Bastiat)

Impazza in Inghilterra lo scandalo dei rimborsi spese dei parlamentari. Per noi italiani, ormai assuefatti all'idea di vivere in una società di casta, tanta indignazione è persino divertente: ma di cosa si sorprendono, questi inglesi? Non sanno che l'occasione fa l'uomo ladro, devono forse imparare da noi il significato di moral hazard? Pensavo fosse chiaro a tutti che l'interesse personale viene sempre prima di qualsiasi altra considerazione, per tutti, e che le rare eccezioni in cui non è così si chiamano in genere santi, o simili, e di certo non poggiano le loro nobili chiappe sulle morbide poltrone dei parlamenti.

La semplice e lampante verità, che però tutti sembrano scordare, è che la politica è una carriera, e tra le carriere la più comoda e remunerativa di tutte, visto che si nutre di soldi guadagnati da altri senza rispondere alla logica del mercato che impone la soddisfazione del cliente. Non c'è nulla di strano se chi ottiene dei privilegi ne fa l'uso che ritiene più consono per sé. Mi si dirà che queste sono aberrazioni, degenerazioni del sistema, che è possibile correggere in modo che i soldi dei contribuenti vengano spesi nel modo più consono. Per la ricerca, ad esempio.

Ecco, la ricerca, questo Sacro Graal della spesa di governo. Ma cosa ricerca, il governo, con i soldi del contribuente? Qualcosa che sta molto in alto nella sua lista di priorità, si presume. Che possa rendere la sua vita più semplice, che possa risolverne qualche problema impellente. Come per esempio questi tre studi finanziati dal governo federale degli Stati Uniti, segnalati da CNSNews, che sembrano usciti direttamente dal film Idiocracy.

Uno:
Il governo spenderà 400.000 dollari per studiare le abitudini sessuali e alcoliche degli omosessuali in Argentina

L'Istituto della Sanità Nazionale (NIH) sta finanziando uno studio che cerca di scoprire un collegamento fra il bere ed il sesso fra gli omosessuali in Argentina.

Lo studio manderà dei ricercatori in sei bar di Buenos Aires per intervistare sia gli avventori che i proprietari nel tentativo di scoprire cosa in quei bar potrebbe incoraggiare dei comportamenti rischiosi.

Lo studio è cominciato il 30 settembre 2008 e continuerà fino al 31 agosto 2010. È già costato ai contribuenti 198.776 dolalri. Alla sua conclusione, il progetto ne sarà costati 403.902, secondo il NIH.
Due:

Gli Stati Uniti pagheranno 2,6 milioni di dollari per insegnare alle prostitute cinesi a bere responsabilmente sul lavoro

L'Istituto Nazionale per l'Abuso di alcool e l'Alcolismo (NIAA) e in parte l'Istituto della Sanità Nazionale (NIH) pagheranno 2,6 milioni di dollari provenienti dalle imposte degli Stati Uniti per insegnare alle prostitute cinesi a bere in modo responsabile sul lavoro.

Il Dott. Xiaoming Li, il ricercatore che guida il programma, è direttore del centro di ricerca di prevenzione alla Scuola di Medicina dell'Università dello Stato del Wayne a Detroit.

La concessione, fatta novembre scorso, si riferisce alle prostitute come “lavoratrici sessuali” – o FSW – ed i loro protetttori come “custodi.”

“Gli studi precedenti in Asia ed in Africa ed i nostri dati sulle FSW [lavoratrici sessuali] in Cina suggeriscono che le norme sociali e la politica istituzionale all'interno delle sedi di incontri sessuali così come gli agenti che sorvegliano le FSW (cioè, i “custodi,” definiti come persone che dirigono le imprese e/o le lavoratrici sessuali) siano potenzialmente di grande importanza nell'influenzare il consumo di alcolici ed il comportamento sessuale fra le FSW in loco,” dice il riassunto della concessione del NIH presentato dal Dott. Li. [...]

“Lo scopo del progetto è di provare a sviluppare un programma d'intervento che abbia come bersaglio il rischio del HIV e il consumo di alcolici,” ha detto Li a CNSNews.com. “Così, fondamentalmente, è un progetto d'intervento per la riduzione del rischio del HIV e dell'alcool.”
Tre:
Gli Stati Uniti spendono 117.000 dollari per studiare l'uso di “droghe da party” in Brasile

L'Istituto della Sanità Nazionale (NIH) sta finanziando uno studio sull'uso di extasy, lsd e di altre “droghe da party” a Porto Alegre, in Brasile.

Per far ciò, i contribuenti degli Stati Uniti investiranno 117.876 dollari per uno studio triennale, condotto dai ricercatori dall'università del Delaware, che lavoreranno in collaborazione con i ricercatori dall'Università Federale del Brasile di Rio Grande do Sul.

Secondo il sommario della concessione del NIH, “il soggetto è interessante ed i dati saranno utili per capire il problema emergente delle droghe nei club e nei rave party in Brasile.”
Ora, siamo tutti uomini di mondo, e non ci vuole una gran fantasia per capire che questi studi, lungi dal servire a scoprire cose che già sappiamo benissimo, ovvero che drogarsi o bere alcolici spinge a comportamenti rischiosi, non sono che delle patetiche giustificazioni per farsi pagare dai contribuenti americani vacanze a base di sesso, droga e rock'n'roll in località esotiche. Dovrei sorprendermi? Non mi sorprendo affatto.

L'occasione fa l'uomo ladro. Se la ricerca è finanziata per decisione politica, e non in risposta a precisa domanda di chi la paga, questi sono i risultati: l'interesse personale, in questi tre casi il vizio, diventa la priorità da soddisfare. La moralità potrà essere ristabilita solo quando e se ciascuno dovrà affrontare in prima persona le conseguenze – negative o positive – delle azioni compiute. La dipendenza più grave, quella da cui è più urgente disintossicarsi, allora, non è né quella dall'alcol né quella dalla droga: è la dipendenza da uno stato-papà che si rivela sempre più come padre-padrone.

3 comments:

Anonymous said...

Non ci sarebbe un posticino in Brasile, come vice-direttore di "quella" ricerca?

Potrei dare il meglio di me, affrontando la ricerca con grande spirito di sacrificio, in nome della scienza e per il bene della nazione.

Potrei portare con me qualche collaboratore fidato!

rumenta said...

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