Tuesday, July 24, 2007

Economia estetica

Puntuale dopo il successo del libro-inchiesta La Casta, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, con tutte le polemiche che ne sono seguite, arriva il taglietto strategico ai costi della politica. Una sessantina di milioni in meno all'anno, a partire da gennaio.
Briciole, a fronte dei quattro miliardi di euro l'anno che ci costa questa casta di parassiti, ma l'importante è cominciare, assicura Bertinotti: "abbiamo cominciato, vi prego di considerare questo aspetto, da anni si parla di tagliare i costi della politica ma questa è la prima legislatura che decide qualcosa di concreto."

Ovviamente, non è vero: quasi ogni legislatura esegue questi ritocchini estetici, questi colpetti di bisturi giusto per dare una riverniciata di buona volontà alle fattezze cadenti di governi ormai sputtanati. Anche Berlusconi lanciò un decreto taglia-spese alla fine del suo turno al governo, nel 2005:
La finanziaria 2006 prevede infatti all’art. 13 (“riduzione dei costi della politica”) un taglio del 10% degli emolumenti, delle indennità e dei costi generali relativi all’esercizio di funzioni di rappresentanza, gestione, consulenza nella Pubblica Amministrazione.

... parlamentari, sindaci, presidenti di regione, consiglieri circoscrizionali, provinciali, sottosegretari, nonché numerosi enti: Senato, Camera dei Deputati, CNEL, Consiglio Superiore della Magistratura, ecc., mentre altre categorie non compaiono.
(pdf)
Quali saranno queste categorie?
“Tra le "vittime" della riduzione - continua Marcon - si nota l'assenza dei ministri del governo e del Presidente del Consiglio nonché del Governo e della Presidenza del Consiglio.”
Chissà, magari era davvero sicuro di vincere, o si trattò di un regalino per il prossimo governo? Ma soprattutto, qualcuno ha notato la differenza, tra il pre e il post trattamento estetico?