Wednesday, November 26, 2008

Tremonti di pietà

“All almsgiving inevitably tends to pauperize the recipient.”
(Ludwig von Mises, Socialism)
Il disgusto che provo alla vista dell'ultima trovata del governo per combattere la crisi è indescrivibile. Il populismo, il falso pietismo, la negazione di leggi economiche elementari, l'osceno populismo che emanano dalla cosiddetta carta acquisti, sono davvero un perfetto ritratto di quella banda di criminali parassiti che sta riducendo ad un cadavere la nostra società succhiandole il sangue fino all'ultima goccia, ma che nel farlo pretende di mostrare il volto compassionevole del benefattore.

È infatti sventolando il marcio vessillo delle politiche keynesiane, sempre fallite in quasi un secolo di applicazione, che il ministro Tremonti esibisce senza vergogna il patetico cartellino plastificato, magico amuleto in grado di contrastare una crisi sistemica senza precedenti. Come se il consumo creasse la produzione. Come se spostare qualche spicciolo da una parte all'altra potesse cambiare il volume complessivo della ricchezza, o come se 40 euro al mese potessero salvare famiglie e pensionati dallo sprofondare nella miseria più nera, o permettere a disoccupati e precari di rientrare con profitto nel mercato del lavoro.

Ma, scriveva Lew Rockwell a proposito del “pacchetto di stimolo” del presidente Bush,
gettare soldi nelle mani dei consumatori, ricavati da dovunque possano averli trovati, è l'unica maniera che questi tipi sanno sognare per portare la prosperità. Questo dimostra soltanto che non conoscono cosa determina la prosperità in primo luogo, che non è il Congresso ma la libera impresa.

L'economista Robert Higgs confronta un “pacchetto di stimolo” al togliere l'acqua dal lato profondo di una piscina per versarlo nel lato poco profondo, aspettandosi che il livello d'acqua aumenterà. Come egli sottolinea, gli economisti non dovrebbero mai stancarsi di chiedere da dove arriveranno i soldi per lo stimolo. L'umanità deve ancora inventare una macchina per crearli dal niente: saranno quindi tasse, inflazione, o debito che dovrà essere più tardi pagato (ed impedisce adesso la creazione di capitale). Non c'è altro modo.
E ad aggiungere squallore alla demenza intrinseca di questo provvedimento, c'è la limitazione paternalistica su come questi spiccioli dovrebbero essere spesi, ché il cittadino non può esser di per sé responsabile: non sia mai che voglia sperperare la ricca somma per cercare di annegare la sua disperazione in qualche bar. Paghi prima le bollette e, se avanza qualcosa, si compri un tozzo di pane!

Tale è l'attitudine di queste piattole ingrassate con i pasti gratis permessi dalla refurtiva fiscale, e vorrebbero magari applauso e assoluzione per aver concesso ai derubati di leccare le briciole cadute dal principesco desco da loro apparecchiato.

Prendete la vostra elemosina pelosa e ficcatevela là dove tenete i vostri scarsi grumi di cervello, ben in fondo agli sfinteri, e che siate maledetti voi e tutta la vostra progenie infame!

3 comments:

lafranchi maurizio said...

Concordo pienamente!

L'agliuto said...

Concordo anch'io pienamente, caro Pax.
Il solo dubbio che mi assilla è se farei così anch'io, se fossi sulla loro poltrona. Io, tu e chiunque la pensi come te. È un dubbio devastante.

Paxtibi said...

Ma io non ci sono, su quella poltrona, né ho mai fatto qualcosa per esserci.

Personalmente quindi, quel dubbio non mi sfiora nemmeno.