Tuesday, November 18, 2008

«There goes my crystal!»

Non poteva mancare tra le recensioni del Gongoro il film-totem del maestro dell'animazione Hayao Miyazaki Laputa: Castle in the sky (Tenku no shiro Rapyuta, '86), l'avventura di due ragazzi alla ricerca dell'isola volante di Laputa, tra pirati, militari, congiure e una miriade di invenzioni visive e narrative. Alla fine l'isola fantastica, simbolo dei sogni e delle aspirazioni umane, rivelerà la sua doppia natura di giardino incantato e arma micidiale, ma il finale è a lieto fine, e il coraggio dei due ragazzi riuscirà infine a sgretolare la metà oscura di Laputa.


13 comments:

Giannizt said...

Per questioni anagrafiche non avevo mai avuto occasione di apprezzare i cartoons giapponesi.

In realtà,questo sembra molto europeo.

Ha delle ambientazioni piacevolissime.

Anonymous said...

Domanda di un profano: perchè nei cartoni animati giapponesi i protagonisti principali o a volte addirittura la maggior parte dei personaggi sono disegnati con tratti caucasici?
Che ricordi, solo personaggi esplicitamente tratti dalla tradizione giapponese (come ad esempio l'amico samurai di Lupin) sono rappresentati con fattezze orientali.


Jorge Perro Liberista.

Thomas Morton said...

I personaggi dei manga e degli anime non sono proprio disegnati con tratti caucasici. Si tratta più che altro di una sorta di "international style", ovvero di tratti somatici stilizzati e non riconducibili a nessuna etnia in particolare. I giapponesi vi riconoscono i propri simili, semplicemente perché li hanno sempre visti disegnati così, come gli occidentali pensano di vedere in quei tratti caratteristiche caucasiche. Ma non è che le ragazzine occidentali hanno gli occhi grandi quanto l'intero viso, come a volte vengono disegnati...
Il caratteristico stile manga, in particolare, si sarebbe evoluto sull'impronta lasciata da Osamu Tezuka ("Astro Boy") che si era ispirato ai classici dell'animazione occidentale della sua epoca (Betty Boop, Topolino...).
E' più facile vedere caratteristiche asiatiche in quegli autori che vogliono avere uno stile realistico e non caricaturale.

Riferimenti:
ex ragazzino appassionato di manga

Voglio 10 punti per la migliore risposta!

Paxtibi said...

Quando arrivi a cento vinci la bambolina vudù del Gongoro... :-)

Pike Bishop said...

Lasciate perdere i Manga del Menga e andate indietro ai veri maestri europei, ragazzi, come ad esempio:
http://www.youtube.com/watch?v=RxsJgtrA5mw&NR=1

http://www.youtube.com/watch?v=xCYmhmASqAM

http://www.youtube.com/watch?v=A8QqmQi_28A&NR=1

E, sopratutto, il grandissimo Karel:
http://www.youtube.com/watch?v=p53GLKRL0FA

http://www.youtube.com/watch?v=wF8HoWgdJcY&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=kOhoMl0kWfw&feature=related

E non scordiamo gli ungheresi:
http://www.youtube.com/watch?v=HsVv75VCOH0

Buon divertimento.

Paxtibi said...

Be', Pike, ma quelle sono cose molto diverse: Moebius è sicuramente il più grande autore di fumetti, ma i suoi disegni, le poche volte che sono stati animati, hanno perso molto del loro fascino. Corben è un grande, anche se non è tra i miei preferiti, ma non fa animazione.

E il cinema di Zeman non si può chiamare esattamente di animazione, tra l'altro lui è sicuramente uno degli ispiratori di Miyazaki.
Gustav invece, che è un'animazione, è tutta un'altra cosa: sono animazioni elementari, funzionali a delle semplici gag.

Quello di Miyazaki invece è vero e proprio cinema, e il livello e la difficoltà dell'animazione sono davvero altissimi. Poi ovviamente si può non apprezzarne lo stile, ma questo è normale, trattandosi di arte.

Pike Bishop said...

Certo che sono diverse, Pax, ma un nesso c'e':
Zeman faceva animazione(e non solo mista a realta' cinematografica, che alla fine e' sempre animazione)ed e' stato l'ispiratore di tanti, dagli anni '50 in poi. Si e' giustamente occupato piu' delle atmosfere che delle tecniche, nelle sue produzioni piu' recenti.
Moebius e' il responsabile di storie allucinati con un tratto che sembra semplice e pulito e che aiuta a entrare nelle storie, una specie di Tin-Tin in acido, e da cui i giapponesi hanno preso ispirazione (forse piu' da Tin-Tin il giorno dopo l'acido).
Corben e' l'unico fuori luogo, non solo non fa animazione, ma ha un tratto molto diverso, e l'ho citato per evidenziare che possono esistere altri stili egualmente evocativi per storie che hanno parecchio in comune.
Gustav e' semplice, ma non semplicistico, ed e' la dimostrazione di come l'abilita' tecnica cinematografica possa trasformare il piu' semplice dei cartoon con storie banali in una chicca: tempi perfetti e disegno che stimola chi lo guarda non tentando di essere minimamente realista e' molto realistico, un po' come uno spettacolo di un mimo.

Non so che farci ma a me Miyazaki sembra che prenda a piene mani da alcuni di questi ed altri senza aggiungere niente di suo, sintomatico il disegno dei volti, come e' stato fatto notare. Una noia, insomma: sarebbe bastato cosi' poco per trasformare il tutto, ma l'inventiva non abita in Giappone. Per quella, unita a tecnica incredibile, bisogna andare a L.A. dalla mitica PIXAR...

Anonymous said...

Una noia, insomma: sarebbe bastato cosi' poco per trasformare il tutto, ma l'inventiva non abita in Giappone.

(...risate in sala...)

Paxtibi said...

Ci voleva una recensione di Miyazaki per far tornare Linucs da queste parti... Vorrà dire che la prossima sarà per il Castello errante. :-)

Anonymous said...

Grazie Thomas Morton per la risposta alla mia curiosità: a quanto pare qui dentro girano veri e propri sommelier dell'animazione giapponese; la mia esperienza invece si limita ai tempi lontani in cui guardavo i G.I.-JOE... puoi figurarti :-)


Jorge Perro Liberista.

El_Vizcaino said...

La semplice ragione che i Nipponesi non possono enunciare il suono elle non sarebbe una ragione per essere profani: Ho letto anche che battezzando uno dgli loro automobili "uomo di paglia" nelle sue connotazioni "coreane" sudamericane hanno, forse per "opposizione", corretto o rettificato loro errore, maglrado il fatto che le vittime non sono mai compensate, anche monetariamente. Dante per la sua parte, nonostante le ingiurie gravissime subite da lui dal potere quanto secolare tanto spirituale, ha sempre riferito al suo Stato con allegorie ad una scala molto piu elevata anzi sottilea. Certo, per concorrenza felicissima in che riguarda sua persona, era soltanto il soggetto di un inferno le cui circonstanze nel tutta loro divagazione como alle distrazioni straziate e schernite nelle beffe della loro natura ad ogni momento non fossero sommesse ovvero non lo siano in termini realmente validabili a' tale ripetizione tanto meno meritando la designazione psicoanalitica, a' tale dilatazione temporale tanto meno meritando la designazione relativistica, ma invece a' quelli costretti che tanto piu' promuovono la pura espressione artistica, nemmeno per la loro intenzione insidiosa pienamente identificabile per le facolta' mentali dell'individuo.

Anonymous said...

Ζιβανία for all!

Thomas Morton said...

Sono d'accordo con El-Vizcaino!

(ma che ha detto?)