Friday, November 14, 2008

Egalitarismo, rivolta contro la natura #5

Di Murray N. Rothbard

L
a rivolta egalitaria contro la realtà biologica, per quanto significativa, è soltanto un sottoinsieme di una ribellione più profonda: contro la struttura ontologica della realtà in sé, contro la “stessa organizzazione della natura”; contro l'universo come tale. Al cuore della sinistra egalitaria c'è la credenza patologica che non esista una struttura della realtà; che tutto il mondo sia una tabula rasa che può essere cambiata in qualsiasi momento in qualsiasi direzione per mezzo del semplice esercizio della volontà umana – in breve, che la realtà possa immediatamente essere trasformata dal desiderio o dal mero capriccio degli esseri umani. Certamente questo tipo di pensiero infantile è il cuore dell'appassionata richiesta di Herbert Marcuse per la negazione completa dell'attuale struttura della realtà e per la sua trasformazione in ciò che egli profetizza essere il suo vero potenziale.

Da nessun'altra parte l'attacco della sinistra alla realtà ontologica è più apparente che nei sogni utopistici su come sarà la futura società socialista. Nel futuro socialista di Charles Fourier, secondo Ludwig von Mises,
tutte le bestie nocive saranno scomparse, ed al loro posto ci saranno animali che aiuteranno l'uomo nel suo lavoro – o persino faranno il lavoro al posto suo. Un anticastoro si occuperà della pesca; un antibalena sposterà le navi in porto; un antiippopotamo rimorchierà le barche sul fiume. Anziché il leone ci sarà un antileone, uno destriero di meravigliosa velocità, sulla cui groppa il cavaliere si siederà confortevolmente quanto in un carro ben ammortizzato. “Sarà un piacere vivere in un mondo con tali servitori.” [15]
Ancora, secondo Fourier, gli oceani stessi conterrebbero limonata piuttosto che acqua salata. [16]

Fantasie similmente irragionevoli sono alla radice dell'utopia marxista del comunismo. Liberata dai presunti confini della specializzazione e della divisione del lavoro (il cuore di ogni produzione oltre il livello più primitivo e quindi di ogni società civilizzata), ogni persona nell'utopia comunista svilupperebbe completamente tutti i suoi poteri in ogni direzione. [17] Come Engels scrisse nel suo Anti-Dühring, il comunismo darà a “ciascun individuo l'occasione di sviluppare ed esercitare tutte le sue facoltà, fisiche e mentali, in ogni direzione.” [18] E Lenin guardava nel 1920 all'“abolizione della divisione del lavoro fra i popoli… l'educazione, istruzione ed addestramento del popolo con uno sviluppo totale e un'addestramento totale, il popolo dev'essere in grado di fare tutto. Il comunismo sta marciando e deve marciare verso questo obiettivo e lo raggiungerà.” [19]

Nella sua tagliente critica della visione comunista, Alexander Gray accusa
Che ciascun individuo debba avere l'opportunità di sviluppare tutte le sue facoltà, fisiche e mentali, in ogni direzione, è un sogno che incoraggierà la visione soltanto dei semplici, dimentichi delle restrizioni imposte dagli stretti limiti della vita umana. Perché la vita è una serie di scelte ed ogni scelta è allo stesso tempo una rinuncia.

Anche l'abitante del futuro regno delle fate di Engels dovrà decidere prima o poi se desidera essere arcivescovo di Canterbury o primo signore del mare, se dovrebbe cercare di eccellere come violinista o come pugile, se dovrebbe scegliere di conoscere tutto sulla letteratura cinese o sulle pagine nascoste della vita di uno sgombro. [20]
Naturalmente un modo per provare a risolvere questo dilemma è di fantasticare che l'uomo nuovo comunista del futuro sarà un superuomo, sovrumano nelle sue capacità di trascendere la natura. William Godwin pensava che, una volta che la proprietà privata venisse abolita, l'uomo diventerebbe immortale. Il teorico marxista Karl Kautsky ha asserito che nella futura società comunista, “un nuovo tipo di uomo sorgerà… un superuomo… un uomo esaltato.” E Leon Trotsky profetizzò che sotto il comunismo
l'uomo diventerà incomparabilmente più forte, più saggio, più bello. Il suo corpo più armonioso, i suoi movimenti più ritmici, la sua voce più musicale…. La media umana aumenterà al livello di un Aristotele, un Goethe, un Marx. Sopra queste altre altezze nuovi picchi appariranno. [21]
Abbiamo cominciato considerando l'opinione comune che gli egalitari, malgrado un po' di impraticità, hanno l'etica e l'idealismo morale dalla loro parte. Finiamo concludendo che gli egalitari, anche se intelligenti come individui, negano la base stessa dell'intelligenza umana e della ragione umana: l'identificazione della struttura ontologica della realtà, delle leggi della natura umana, e l'universo. Così facendo, gli egalitari agiscono come bambini terribilmente viziati, che negano la struttura della realtà in nome della rapida materializzazione delle loro irragionevoli fantasie. Non solo viziati ma anche molto pericolosi; perché il potere delle idee è tale che gli egalitari hanno buone probabilità di distruggere lo stesso universo che desiderano negare e trascendere, e di far crollare quell'universo sulle nostre teste. Dal momento che la loro metodologia ed i loro obiettivi negano la struttura stessa dell'umanità e dell'universo, gli egalitari sono profondamente antiumani; e, pertanto, anche la loro ideologia e le loro attività possono essere stabilite come profondamente malvagie. Gli egalitari non hanno l'etica dalla loro parte a meno che si voglia sostenere che la distruzione della civiltà e perfino della razza umana in sé, debba essere premiata con la corona dell'alloro di un'alta e lodevole moralità.
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Note

[15] Ludwig von Mises, Socialism: An Economic and Sociological Analysis (New Haven, Conn.: Yale University Press, 1951), pp. 163–64.
[16] Ludwig von Mises, Azione Umana. Mises cita il primo e il quarto volume delle Opere Complete di Fourier.
[17] Per altro sull'utopia comunista e sulla divisione del lavoro, vedi Murray N. Rothbard, Freedom, Inequality, Primitivism, and the Division of Labor (cap. 16, presente volume).
[18] Citato in The Socialist Tradition, Alexander Gray (London: Long-mans, Green, 1947), p. 328.
[19] Il corsivo è Lenin..V.I. Lenin, Left-Wing Communism: An Infantile Disorder (New York: International Publishers, 1940), p. 34.
[20] Gray, The Socialist Tradition, p. 328.
[21] Citato in Socialism: An Economic and Sociological Analysis, Mises p. 164.
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Link alla prima parte.
Link alla seconda parte.
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Link alla quarta parte.

1 comment:

Enrico said...

Il problema non è tanto la rivolta contro la struttura ontologica della realtà, che Rothbard aborrisce a priori in quanto assolutista epistemologico, ma l'idea delirante che sia necessario modificare la realtà stessa per produrre un cambiamento nei singoli individui. Se la loro dottrina auspicasse il cambiamento interiore dei singoli allo scopo di produrre una modificazione nella struttura della realtà, sarebbero pericolosi quanto un gruppo di miti monaci tibetani.