Tuesday, September 25, 2007

Doh...a!

Il ciclo di colloqui di Doha sul commercio mondiale organizzato dal WTO avrebbe dovuto essere la “soluzione finale” per le nazioni del mondo più povere, ma dopo quasi sei anni i progressi sono stati minimi. Ma... sorpresa! Il segretario generale del Commonwealth Don McKinnon ha svelato il mistero della povertà: sono le sovvenzioni agli agricoltori europei a mantenere milioni di persone intrappolate nella povertà nel terzo mondo. Ha aggiunto che Europa e Stati Uniti hanno molte responsabilità:
“Se un leader africano decidesse di produrre televisori a cinque volte il prezzo mondiale, tutto il pianeta riderebbe di lui, tuttavia i prodotti agricoli possono essere prodotti in Europa a cinque volte il prezzo mondiale e nessuno dice che è un problema reale.”
Ma come, ma cosa sta dicendo!? È la mano dello stato che regola il mercato e corregge gli errori, altrimenti sarebbe la jungla!
“Se eliminate le sovvenzioni agricole in Europa e negli Stati Uniti, libererete 160 milioni di persone da povertà, domani. Se la gente in Europa è davvero preoccupata per i rifugiati economici, bene, meglio che continui a preoccuparsi, perché finchè mantiene quei paesi nella povertà con le sue sovvenzioni, continuerà a ottenere rifugiati economici”
Sorvoliamo sul tono vagamente minaccioso di quest'ultima frase, e chiediamoci: ma erano davvero necessari sei anni per rendersene conto? Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, ma superato il primo momento di shock e d'entusiasmo una riflessione è d'obbligo: mettiamo il caso che l'Europa smetta di sovvenzionare la sua agricoltura (magari cominciando dal biofuel), salvando milioni di persone dalla povertà nei paesi in via di sviluppo e limitando così il problema dell'immigrazione; cosa ne sarà degli agricoltori europei privati delle sovvenzioni, senza neanche più le braccia a buon mercato degli emigranti, e con un costo della vita enormemente superiore?

Un bel casino: da una parte non si riesce più a nascondere qual è il vero problema dell'economia mondiale, dall'altra si vuole continuare a pianificare, a botte di miliardi di euro, nonostante il risultato sia sempre, regolarmente, la fame e la miseria per qualcuno. In altre parole, i pianificatori si riuniscono periodicamente e discutono per anni solo per giungere alla conclusione che il problema sono loro. Però il prezzo della loro follia lo pagano milioni di poveri diavoli, che muoiono di fame a turno.

Chissà, forse le nuove generazioni europee finiranno per fornire le loro braccia per il raccolto di banane da qualche parte vicino all'Equatore. Che mondo meraviglioso!

5 comments:

Pike Bishop said...

non si riesce più a nascondere qual è il vero problema dell'economia mondiale
E quale sarebbe il vero problema dell'economia mondiale?
Io un'ideuzza ce l'avrei, ma non so se e' la stessa che hai tu...

Paxtibi said...

Pensavo fosse chiaro nell'articolo: è la pianificazione centrale dell'economia, con tutti gli annessi e connessi a cominciare dai soldi finti. Tutto il sistema non serve ad altro che a garantire una ricchezza sempre maggiore di un gruppo molto ristretto di persone.

Santaruina said...

il problema è che ogni nuova generazione di "pianificatori" è convinta di aver capito cosa hanno sbagliato quelli di prima...

tutti a raccogliere banane, va...

Pike Bishop said...

Scusa Pax, sono stato un po' troppo sibillino: quel che volevo dire, in soldoni, e' che gli effetti della pianificazione non sono un problema per l'economia mondiale, semmai lo sono per quei 160 milioni di persone che vivono in poverta', con il corollario che dopo avere liberato il mercato dalle pastoie delle sovvenzioni, quegli stessi non diverrebbero naturalmente piu' ricchi, ma che in occidente si sarebbe senza dubbio piu' poveri. Va bene cosi', dunque? Certo che no!
La pianificazione e' pero' funzionale all'approccio soft che si vuole mantenere per ottenere in qualche generazione un mondo completamente asservito al governo mondiale in cui tutti, noi compresi si sia nella cacca piu' spaventosa, senza la possibilita' di uscirne.

Percio' la pianificazione non e' il problema principale dell'economia mondiale, e' solo uno dei metodi con cui stanno fottendo qualcuno in attesa di fottere tutti.

Il problema principale dell'economia mondiale e' l'economia mondiale (nel senso di globalizzata) stessa. E' un problema nel senso che puo' anche darsi che le varie bande di sciacalli che ci stanno comandando non siano poi cosi' d'accordo fra di loro e magari, per l'ingordigia di essere quelli che si pappano tutto alle spese di altre elites, qualcuno inneschi un patatrac e la macchinetta gli (e purtroppo ci) scoppi in faccia. Lacrime e sangue, ma meglio che affogare nel guano, ovvero il sistema fa cosi' schifo che si autodistruggera'. Sperem...

Paxtibi said...

La pianificazione e' pero' funzionale all'approccio soft che si vuole mantenere per ottenere in qualche generazione un mondo completamente asservito al governo mondiale in cui tutti, noi compresi si sia nella cacca piu' spaventosa, senza la possibilita' di uscirne.

Diciamo che quella attuale è una pianificazione “soft” (mica tanto però) che progressivamente diventa sempre più “hard.”

E' un problema nel senso che puo' anche darsi che le varie bande di sciacalli che ci stanno comandando non siano poi cosi' d'accordo fra di loro e magari, per l'ingordigia di essere quelli che si pappano tutto alle spese di altre elites, qualcuno inneschi un patatrac e la macchinetta gli (e purtroppo ci) scoppi in faccia.

È quando si deve dividere il bottino che i rapinatori si ammazzano tra loro...