Sunday, September 9, 2007

Ancora Osama, che barba!

“Spetta dunque ai governanti, se mai qualcuno ne ha il diritto, mentire per ingannare i nemici o i concittadini nell'interesse della città”
(Platone: Repubblica, Libro III)

Ed è quindi arrivato il nuovo video di Bin Laden ad occupare giornali e canali televisivi, puntuale mentre aerei israeliani violano lo spazio aereo siriano, mentre in un nuovo sondaggio gli americani chiedono di indagare su Bush e Cheney, mentre il partito della guerra spinge gli USA verso una nuova tragica avventura in Iran.

Ci eravamo già abituati – diciamo pure stufati, a questo punto – alle trasformazioni à la Stanislao Moulinsky del vecchio Osama e ai suoi messaggi sospetti, ma stavolta il supercriminale ha stupito tutti: si è presentato con una barba nuova di zecca come le tette della Ventura (e una faccia vagamente diversa, se mi è permesso dirlo, ma non sottilizziamo, in fondo non è la prima volta).

Tale sorprendente trasformazione, secondo Richard Clarke, ex funzionario dell'anti-terrorismo alla Casa Bianca ed ora consulente in materia di ABC News, è spiegabile così:
“Sembra stranamente che stia portando una barba finta. Se guardiamo un nastro di tre anni fa, aveva una barba molto bianca. Questa assomiglia ad una barba posticcia.”
Sempre secondo Clarke la “barba finta” può essere un indizio importante su dove Bin Laden sta nascondendosi:
“Un posto in cui una barba spiccherebbe potrebbe essere l'Asia sud-orientale, le Filippine, l'Indonesia. Nessuno pensava si trovasse là, ma quello è un ambiente in cui la maggior parte degli uomini, e dei musulmani, non hanno la barba.”
Si potrebbe chiedere a Clarke se il clima delle Filippine è anche in grado di cambiare i connotati, ma sono certo che troverebbe una risposta sensata anche a questo interrogativo, del tipo: “da quelle parti i chirurghi plastici sono molto preparati e convenienti, e in genere odiano l'America”. Ma passiamo ad altro e approfittiamo dell'occasione per tirar fuori due vecchi articoli, giusto per provare a collegare i puntini.
Da Fox News, dicembre 2001:
Osama bin Laden è morto pacificamente a causa di una complicazione polmonare non curata, ha segnalato il Pakistan Observer citando un capo dei talebani che presumibilmente ha assistito al funerale del capo di Al Qaeda.

“Le truppe della coalizione sono impegnate in una folle operazione di ricerca ma potrebbero non raggiungere mai il loro ambito obiettivo di ottenere Osama vivo o morto,” ha detto la fonte.

Bin Laden, sempre secondo la stessa fonte, stava soffrendo una seria complicazione polmonare e si è arreso alla malattia a metà dicembre, nelle vicinanze delle montagne di Tora Bora. La fonte ha sostenuto che Bin Laden è stato deposto per l'onorato riposo nella sua ultima residenza e la sua tomba è stata fatta secondo il suo credo wahabita.

Circa 30 appartenenti ad Al Qaeda vicini a Bin Laden, comprese le sue guardie del corpo personali e più fidate, i membri della sua famiglia ed alcuni “amici dei talebani,” hanno assistito al rito funebre. Una salva di fucileria è stata inoltre sparata per rendere tributo finale “al grande capo.”

E dal Washington Post, febbraio 1999:
“Signori! Vi abbiamo chiamati insieme per informarvi che stiamo per rovesciare il governo degli Stati Uniti.” Così comincia una dichiarazione rilasciata dal gen. Carl W. Steiner, ex comandante in capo del Special Operations Command degli Stati Uniti.

O almeno, la voce sembra la sua in modo stupefacente.

Ma non è Steiner. È il risultato della tecnologia di “morphing” della voce sviluppata nel laboratorio nazionale di Los Alamos nel Nuovo Messico.

Prendendo appena 10 minuti di registrazione digitale della voce di Steiner, lo scienziato George Papcun può, quasi in tempo reale, clonare modelli di discorso e sviluppare un accurato facsimile. Steiner è rimasto così impressionato che ha chiesto una copia del nastro.

È giunta l'era del morphing digitale – voce, video e fotografico – ed è disponibile per l'uso nelle operazioni psicologiche. Le PSYOPS, come le chiamano i militari, cercano di sfruttare le vulnerabilità umane nei governi, eserciti e popolazioni nemiche per perseguire obiettivi nazionali e bellici. [...]

Per qualcuno, le PSYOPS sono una disciplina militare fatta di opuscoli e propaganda radiofonica. Per un crescente gruppo di tecnici della guerra delle informazioni, è il nesso tra fantasia e realtà. Essere in grado di produrre convincenti audio o video, dicono, può far la differenza in un'operazione militare o in un golpe.

... oooOPS!

5 comments:

Linucs said...

Moulinsky, un russo che cambia nome e travestimento ad ogni episodio... mi ricorda vagamente qualcosa... sarà un'impressione! :-D

Paxtibi said...

«Ebbene sì, maledetto Linucs: non sono Moulinsky, ma Khodorkovsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti!»

:-))

Giannizt said...

Un classico argomento che viene studiato dalle "barbe finte" è quello affrontato nel corso di disnformazione.

Secondo la mia opinione, anche gli errori presenti nelle "presentazioni per il grande pubblico" sono studiati a tavolino; probabilmente servono a far discutere su stupidaggini quei poveri pazzi che non vogliono credere alle versioni ufficiali.

Se volessero potrebbero fare dei filmati "perfetti"; quindi l'imperfezione è voluta.

ciao Gianni

Paxtibi said...

Sì, è probabile che serva a confondere le acque, ma non solo nel "campo complottista", basta vedere le congetture di Richard Clarke citate nell'articolo.

Ma è anche possibile che, semplicemente, non si ritenga necessario curare più di tanto i particolari, fidando nell'autorità accordata dalle masse ai mezzi di comunicazione ed alle fonti ufficiali.

Ancora, sospetto che il fatto di far accettare menzogne plateali faccia parte di un più vasto schema di programmazione mentale: una volta presa per buona una palese boiata diventa più facile venderne un'altra ancora più sfacciata, e così via finché una realtà completamente fittizia è finalmente creata e approvata dal pubblico.

Da quel punto in poi, distinguere la realtà dalla fiction vera e propria diventa praticamente impossibile.

Linucs said...

"Dai basta con questo revisionismo che scade inevitabilmente nel negazionismo!"

Chi nega l'esistenza di Bìnneladìnne nega per definizione la Shoah, quindi fate due conti.