Monday, September 24, 2007

Socialismo papale

“... ces actes, que ces actions font partie d'un plan, un plan qui a été élaboré assez tôt, au moins au début du siècle, si ce n'est un peu plus tôt, et notamment l'établissement d'un gouvernement mondial, avec une religion mondiale.”
(Mons. Bernard Fellay)
Una cosa bisogna dirla su Benedetto XI: è sicuramente una persona intelligente. Ha capito qual è la religione del nuovo millennio, e ha già cominciato a diffonderne la dottrina. Evidentemente giudica più conveniente incorporare il cristianesimo nella nuova religione laica, fornendole un puntello spirituale per giustificare la sua bella fetta di torta: l'otto per mille? L'esenzione ICI? Soldi meritati, sentite un po' cosa ci dice da Velletri:
“La logica del profitto, se prevalente, incrementa la sproporzione tra poveri e ricchi, come pure un rovinoso sfruttamento del pianeta.”
Ottima padronanza della neolingua, non c'è che dire. Un Peccei non avrebbe potuto esprimersi meglio. Ciò che sfugge al rappresentante (occupazione che va per la maggiore, a quanto pare) di Dio in terra, è che ogni essere umano che si alza la mattina per andare a lavorare lo fa per ottenere un profitto, disattenzione comprensibile da parte di chi è abituato ai lussi e alle comodità del Vaticano. Ancora:
“Quando invece prevale la logica della condivisione e della solidarietà, è possibile correggere la rotta e orientarla verso uno sviluppo equo, per il bene comune di tutti.”
A questo punto non so più se è il papa a parlare o Napolitano, propenderei per il secondo visto che per Gesù Cristo la solidarietà e la condivisione dovrebbero essere spontanee, e qui non se ne fa cenno. Impressionante comunque la quantità di paroline magiche concentrate in sole due righe.
“In fondo si tratta della decisione tra egoismo e amore, tra giustizia e disonestà, in definitiva tra Dio e Satana.”
Se non altro si è accorto anche lui della dualità dell'animo umano, peccato che egoismo e disonestà non vengano attribuite, come sarebbe logico, a chi ha fatto un'arte del vivere alle spalle altrui, ma a chi – ahilui – pretende di lavorare per "ottenere profitto", invece di farlo per far "ottenere profitto" a qualcun altro.
Il Papa ha poi ricordato che la Bibbia “stigmatizza uno stile di vita tipico di chi si lascia assorbire da una egoistica ricerca del profitto in tutti i modi possibili e che si traduce in una sete di guadagno, in un disprezzo dei poveri e in uno sfruttamento della loro situazione a proprio vantaggio.”
Mi par di ricordare che Gesù e il suo padre terreno fossero artigiani, che vendevano i loro manufatti alla ricerca di profitto (probabilmente anche per evitare in futuro i problemi di quel certo 25 dicembre...) mentre la più celebre incazzatura del figlio di Dio, sempre se non ricordo male, fu causata dai mercanti nel tempio, da coloro cioè che sfruttavano la fede del popolo per arricchirsi. Senza parlare del fatto che sempre lui predicava, sì, l'umiltà e la povertà, ma lo faceva da povero vagabondo mediorientale, cosa questa che gli conferiva se non altro quel minimo di coerenza che un tizio bardato come una matrona romana non potrà mai avere. “I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”( Luca 16, 8 ). Sarebbe divertente vedere come stigmatizzerebbe il nazareno lo stile di vita di Ratzinger, ma andiamo avanti:
“Il cristiano - ha rimarcato - deve respingere con energia tutto questo, aprendo il cuore, al contrario, a sentimenti di autentica generosità”. Per giungere a questo, il Papa ha invitato alla preghiera e ha ricordato che già san Paolo nella prima lettera a Timoteo “invita in primo luogo a pregare per quelli che rivestono compiti di responsabilità nella comunità civile, perchè, egli spiega, dalle loro decisioni, se tese al bene comune, derivano conseguenze positive, assicurando la pace e una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità per tutti".
San Paolo, questo simpatico maneggione. San Paolo piace sempre molto ai rappresentanti. In contrasto con la protervia dei poveri diavoli che – ahiloro – lavorano alla ricerca del profitto (sempre meno facile da trovare, sia detto per inciso), San Paolo glorifica la santità di coloro i quali rivestono compiti di responsabilità, dai quali, se si prega a sufficienza, ci si può attendere la pace e la tranquillità. A questo punto vorrei sperare anche il pane quotidiano, visto che il profitto è peccato.

7 comments:

Anonymous said...

Paxtibi dice:"Vestito da mediorentale o da matrona romana?"

A Laputa diciamo "l'abito fa il monaco".

Lui parlava da Velletri.

A Roma se dice "Fra' Ca$$o da Velletri"

Fai tu

Gianni

Anonymous said...

Pòro S.Paolo Apostolo delle genti...o forse delle gens(da cui genti deriva) e quindi Apostolo dei Potenti/Patrizi,cioe' uno che (se prendiamo per buono il suo appellativo) era uno che doveva portare il Vangelo a quelli che comandavano al tempo,anche perche lui era uno che proveniva da quello strato sociale o giu' di li. Che poi si sia fatto "povero" e' altro discorso.
Ma in molti casi non puoi parlare ad alcune persone come parli alle altre,non puoi parlare ai potenti come parli ai poveracci(si poi tenti di dire le stesse cose vabbe') e non tutti ci riuscivano (beh anche in questo caso Gesù Cristo fa caso a parte),quindi Paolo parlava ai ricchi in un certo modo e fece proseliti tra di loro,poi per il semplice fatto di esser povero(o qualcosa del genere) faceva simpatia ai poveri(a cui il messaggio che trasmetteva piaceva,non c'e' dubbio).
Ora prendendo le sue parole (supponendo non siano state maneggiate successivamente) e' ovvio che molto tempo dopo(o anche poco dopo che non c'era lui a contestarle) e prese a sprazzi e commentate fanno comodo,molto comodo, a chi e' potente adesso,pare addirittura giustificarle...questo forse perche' ha avuto la pretesa di parlare ai potenti nella loro lingua...loro che la lingua comandano.
Apologia di Paolo?Forse o forse no...

Anonymous said...

Questi scarafaggi socialisti hanno veramente rotto il cazzo. Potrebbero cominciare a sostenere la comunità utilizzando il loro porco denaro, laonde evitare di essere linciati in piazza con modi molto spicci.

Andate a lavorare invece di toccare il culo ai bambini. Affanculo voi e la dottrina sociale "cristiana" mutuata da qualche pidocchioso centro sociale.

Sick Boy said...

A me sembra perfettamente coerente con lo spirito dei tempi, il discorso del Papa. Tra le righe sembra però dirci: "temete la morte, Cristo non esiste, dobbiamo organizzarci e delegare il potere a chi ci garantirà di gestirlo in modo tale che tutti potremmo sopravvivere".

Fossi PApa io (ahimè, manco vado a messa) direi qualcosa del tipo: fottetevene della propaganda, comportatevi da persone per bene e non curatevi della morte. Quando l'ora più buia arriverà allora tornerà anche Cristo.

E non perchè mi senta teologo, ma perchè questa è l'escatologia Cristiana. Socialismo o no, mi sembra molto più grave il tradimento della fede Cristiana da parte del suo massimo rappresentante in favore di Gaia.

Paxtibi said...

era uno che doveva portare il Vangelo a quelli che comandavano al tempo,anche perche lui era uno che proveniva da quello strato sociale o giu' di li.

Strano, Cristo dei potenti se ne fregò altamente, poi arrivò questo agente dell'esercito romano che, dicendo di esser stato fulminato dalla grazia di Dio (curioso metodo di conversione, hu?), cominciò a predicare la parola di dio così come piaceva ai potenti del tempo. Sarà, ma a me 'sta storia puzza parecchio.

Anonymous said...

Cristo gliene canto' una cifra ai potenti, sicuramente non e' indifferente a loro,certo che essendo un messaggio di speranza(prima di tutto) era indirizzato ai piu' poveri ma dire che se ne fregava e' sbagliato.
Prendendo il Vangelo com'e' (che e' poi il principio da cui parto) ci sono molti esempi di Cristo che ha a che fare con i ricchi che onestamente di solito se la cavano abbastanza male(vendi tutto e dallo ai poveri,prendi la tua croce e seguimi).
Vero e' che Cristo e' venuto per tutti ma proprio tutti(Lui stesso lo dice) che poi chi lo segua e chi no e' un altro discorso.
Ora che chi sia un Apostolo delle Gens non e' insensato seguendo questo principio certo e' che e' un rischio a parlare alle Gens,soprattutto alle sue discendenti.Ammettendo che Paolo sia del tutto onesto per il semplice fatto che ha parlato la loro "lingua" espone quello che dice a rielaborazioni,anche di comodo,anche posteriori.
Certo la cosa potrebbe anche puzzare ma forse puzza meno di come l'abbiano fatta puzzare chi e' venuto dopo.Ah come fa comodo prendere solo quello che fa comodo...

Paxtibi said...

Cristo gliene canto' una cifra ai potenti, sicuramente non e' indifferente a loro,certo che essendo un messaggio di speranza(prima di tutto) era indirizzato ai piu' poveri ma dire che se ne fregava e' sbagliato.

Sì, hai ragione, mi sono espresso male: più che indifferente Cristo era molto duro con i ricchi e i potenti. Ma è proprio per questo a me San Paolo non convince. Però bisogna anche dire che – seppur apprezzi il messaggio cristiano – io non credo...