Friday, September 7, 2007

Schola magistra vitae

Spassosa notizia che combina felicemente delirio redistributivo, lavaggio del cervello e militarizzazione della società: è questo il sogno americano?
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Il distretto scolastico ha un “dress code”, e compra anche le uniformi

Il distretto scolastico di Elizabeth ha speso dal gennaio 2006 più di $2 milioni per comprare blazers blu marino, pantaloni caki, magliette polo, pantaloncini da ginnastica e perfino calzini come parte di nuova politica per mettere tutti i suoi allievi in uniforme.

Il distretto, che serve le famiglie delle minoranze e soprattutto quelle povere, ha rifornito più di 9.000 allievi - quasi metà della relative iscrizioni - in quanto fornisce le uniformi solo ad alcune scuole per volta per spalmare il costo su cinque anni.

“Stanno solo ricevendo un'altra fornitura per la scuola; è così che lo vediamo,” ha detto il soprintendente di Elizabeth, Pablo Muñoz, notando che le scuole forniscono da tempo le uniformi per le squadre atletiche, i cori e le bande. “Se ci aspettiamo successo accademico di alta qualità dalle scuole di Elizabeth, non abbiamo solo bisogno di personale e di materiali, i ragazzi hanno bisogno delle loro uniformi.”
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“Successo accademico di alta qualità”. Chiamate un medico, per le risate sono rotolato giù dalla sedia e mi sono rotto la testa. Ma vediamo l'alta qualità di cotanta istruzione accademica a base di uniformi:

9 comments:

Anonymous said...

Ciao TIBI...TETE!
E' da un po' che frequento il tuo blog, ma non ho mai scritto. Oggi, dato che ho veramente tanto da fare...I try!
Dunque: sui vestiti della scuola devo portare questo contributo: in Irlanda dove sono stato a maggio, i figli dei nostri amici avevano le loro belle divise (beh...mica dei militari...pantalone o gonna, camicia e maglioncino o gilet) e ti dico che condivido: almeno eviteremmo di vedere tutti questi ciccioni di bambini con il culo di fuori e gli occhiali da fotomodello...e i genitori che fanno a gara per far vedere chi ha più soldi tramite i figli!!

Paxtibi said...

Ciao Tete!
Non hai tutti i torti, in fondo anche i pantaloni col cavallo basso sono un'uniforme. Io comunque risolverei il problema mandandoli a lavorare, sicuramente imparerebbero di più che scaldando i banchi pagati dai contribuenti (anche quelli senza figli, tra l'altro, per la serie: sei troppo brutto o povero e una famiglia non sei riuscito a fartela? Poco male, paga anche tu per quelle degli altri!). La scuola pubblica è solo una fabbrica di conformismo.

Paxtibi said...

Aggiungo una domanda: se la scuola è il luogo dell'apprendimento e della crescita intellettuale, com'è che il valore più diffuso e importante tra i ragazzi è l'abbigliamento?

Anonymous said...

Mi hai tolto le parole di bocca!!
TETE

Giorgio Mattiuzzo said...

Ciao Pax

Ho due domande: com'è che ogni volta che qualcuno propone una modifica all'apparato scolastico, non parla mai di lezioni, imparare, studiare, leggere, scrivere e far di cont? Mio padre ha fatto un'istituto tecnico e il suo lavoro oggi verrebbe affidato ad un ingegnere con tre master e cinque corsi post-graduated.

Seconda domanda: ma cosa c...o ha detto la signorina del filmato?

Linucs said...

Aggiungo una domanda: se la scuola è il luogo dell'apprendimento e della crescita intellettuale, com'è che il valore più diffuso e importante tra i ragazzi è l'abbigliamento?

Perché dato il conformismo delle idee imposto dall'istruzione pubblica (ti mettono il voto sulle idee, gli scarafaggi mazziniani) l'abbigliamento resta l'unico mezzo di "distinzione", dove per "distinzione" s'intende ovviamente la catalogazione in poche e demenziali "aree culturali" tra le quali troviamo i "gangstas" oppressi dei miei coglioni, i froci col culo al vento, troie da due soldi (aspiranti veline) anch'esse col culo al vento, e naturalmente i "nerd" che prima o poi si tirano una revolverata in testa dopo aver visto Schindler's List per la ventesima volta.

Quando penso alla scuola pubblica mi viene da vomitare, ma non tanto perché sia "pubblica" (che pure aiuta) bensì perché costituisce il modello più sfacciato di convivenza forzata, con tutte le conseguenze del caso.

Eventuali dipendenti pubblici e sindacalizzati nel settore scolastico che fossero in ascolto sono cordialmente invitati a vergognarsi.

Vi disprezzo uno più dell'altro, e ciò resta valido anche se cambiate ordine, per qualunque ordine possibile, ergo vi disprezzo tutti ugualmente, e l'uguaglianza dei miei coglioni è servita.

La scuola pubblica è solo una fabbrica di conformismo.

Ma anche quella privata finanziata dai vari buoni e voucher assortiti, in quanto il governo ne deve garantire la qualità quindi metterci dentro le mani.

Ciò premesso: la questione dei baggy pants merita il suo bravo post, perché la teoria dietro la questione è notevole.

Comunicazione di servizio: sto per dare l'assalto frontale alla propaganda multiculturale e soprattutto ai suoi laidi mandanti, preparati a "slinkare" il blog quando l'aria si farà pesante (tutela il buon nome del gongoro :-D)

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Ho due domande: com'è che ogni volta che qualcuno propone una modifica all'apparato scolastico, non parla mai di lezioni, imparare, studiare, leggere, scrivere e far di cont?

Perché altrimenti finiremmo per "discriminare" chi non sa leggere, scrive e far di conto. Siccome siamo tutti uguali (com'è ovvio ed evidente) capisci da solo che ciò non è possibile). Anzi, ora ci vuole il mediatore culturale così siamo sicuri di poterci capire solo a forza di gesti e versi gutturali.

Mio padre ha fatto un'istituto tecnico e il suo lavoro oggi verrebbe affidato ad un ingegnere con tre master e cinque corsi post-graduated.

Evidentemente ai tempi di tuo padre gli incapaci finivano giustamente sbattuti fuori a pedate nel culo e zappavano la terra con profitto. Ora invece, siccome siamo "tutti uguali", impariamo le stesse cose nel doppio del tempo così ci arrivano anche i ritardati all'ultimo banco, quelli strafatti di erba già alle 9 del mattino. Così abbiamo tutti il diritto allo studio ed impariamo a vivere insieme: col tossico, col teppista, col fighetto, con le troie sifilitiche.

Poi all'università ricominciamo da zero, perché quella non è più obbligatoria quindi finalmente possiamo smettere di prenderci per il culo. Sfortunatamente la gggente ha la bella idea di laurearsi in antropologia culturale quindi finisce comunque al call center di Vodafone, laonde rompermi i coglioni ogni sabato mattina.

La soluzione è emigrare tutti.

:-D

Paxtibi said...

ma cosa c...o ha detto la signorina del filmato?

Non ne ho la minima idea!

(tutela il buon nome del gongoro :-D)

Non ce n'è bisogno: com'è noto, il gongoro non esiste, e se esistesse non dovrebbe esistere.
Di conseguenza, non è necessaria alcuna, ehm, tutela...

:-D

lanzilreprobo said...

Da Vitruvio: "Schola" luogo nei bagni, ossia portico, dove stanno quelli che volessero bagnarsi, aspettando di avere luogo al bagno ...(in fila dai baroni con i soldi pronti in mano ... o altro di appetenza sessuale?)
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In tema di abiti: - Lo stress è un abito; basta toglierselo quando si è troppo stanchi. - L'abito non fa il monaco, ma copre le vergogne del barone che glielo impone. - Il "contendere" è un abito, anzi una divisa, ... serve per entrare in un discorso, anche se non si è invitati, senza pulirsi i piedi, lasciando le impronte della propria "improntitudine".
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L'Arte del Contendere:
- A una proposta, sospetta di essere sbagliata finchè non si dimostrerà il contario, si contrappone un'altra proposta sbagliata (in politica ciò è ormai abituale, quindi normale).
- L'arte del contendere è invece tarpata ove sia suggerita una proposta individuata alla risoluzione di un problema contingente (non contendente).
- Infatti, se si addiviene ad elaborare una proposta corretta, volta alla risoluzione del problema, l'Arte del Contendere ne soffre in modo esiziale e i "contendenti" rischiano l'esilio (Ostracismo nella Democrazia dell'antica Atene: n.d.r.- valido anche per l'Ateneo -v. Adriano imperatore romano-).
- Per esempio: se viene ad occorrere un ponte di attraversamento di un torrente, ove non preesitesse, può essere corretta la proposta di progettare e realizzare un ponte. Ma una proposta sbagliata può essere quella di lastricare il letto del torrente per crearne l'attraversamento, sostenendo che è perennemente in "secca" ... ma allora non è più un torrente.
Il contendente devierà allora l'occorrenza sulla progettazione del "lastrico" e nascerà la diatriba sulla "presazione" della perennità della "secca" ... non confutabile finchè non si verificasse un evento di "piena".
... Così procedendo non verrà realizzato nè il ponte, nè il lastricato, ma verranno assegnati incarichi professionali sulla progettazione delle due soluzioni (a spese del contribuente che ha la "occorrenza"), anzi, a sostegno del lastrico, verrà proposto un ponte opzionale, rimovibile e trasportabile da immagazzinare per l'eventuale bisogna.
Così resta salvaguardata l'Arte del Contendere e il dominio delle parti contendenti, ma la "occorrenza" dalla quale è insorto il "contendere" resterà perennemente "buggerata" e le "spese", a carico del contribuente, potranno procedere senza soluzione di continuità (sic!)
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Grazie per la fatica della lettura,
ossequiente lanzilreprobo
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Paxtibi said...

Grazie a te per il commento, lanzilreprobo.