Wednesday, July 9, 2008

Il Comitato Reece

Quando leggo notizie come questa, o come quest'altra, mi tornano in mente alcuni lontani ricordi. Ad esempio, che la scuola pubblica è prima di tutto uno strumento di ingegneria sociale.

Godetevi questo articolo.

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Il Comitato Reece: le scienze sociali come strumento di controllo

Di Daniel Taylor


Nel 1954 il Comitato Reece, presieduto da Carroll B. Reece, presentò i suoi risultati per quanto riguarda l'influenza delle fondazioni esenti da tasse nel campo dell'educazione.* Il rapporto accenna inoltre brevemente alla loro influenza nella politica, nella propaganda, nelle scienze sociali e negli affari internazionali. La Fondazione Rockefeller, la Fondazione Ford, la Fondazione Carnegie ed altre sono stati esaminate durante le udienze del Comitato.

Il Comitato Reece venne denigrato dai media e dallo stesso John D. Rockefeller III come completamente sbagliato, ma il giudizio storico retrospettivo ci offre una prospettiva da cui vediamo che ciò che il comitato scoprì è molto più vicino alla verità di quanto Rockefeller vorrebbe farvi credere.

Un tema predominante nei risultati del Comitato è il desiderio delle fondazioni e delle persone dietro di esse di generare un sistema di controllo mondiale. L'uso della propaganda e dell'ingegneria sociale fu identificato come il mezzo per realizzare questo obiettivo. Nel 1932, il presidente della Fondazione Rockefeller, Max Mason, dichiarò che “le scienze sociali… si occuperanno della razionalizzazione del controllo sociale…”

Il comitato citava un rapporto della Commissione Presidenziale sull'Istruzione Superiore, pubblicata nel 1947, che descrive gli obiettivi dei programmi di ingegneria sociale; la realizzazione da parte del popolo della necessità di un governo mondiale “… psicologicamente, socialmente e… politicamente.” Il rapporto citato dichiara,
“Nella velocità dei trasporti e della comunicazione e nell'interdipendenza economica, le nazioni del globo sono già un unico mondo; il compito è di assicurare il riconoscimento e l'accettazione di questa unità (oneness, ndt) nel pensiero della gente, giacché il concetto di un mondo può essere realizzato psicologicamente, socialmente ed in tempo utile politicamente.

È questo compito in particolare che sfida i nostri studiosi ed insegnanti ad aprire la via verso un nuovo modo di pensare. C'è un'esigenza urgente di un programma per la cittadinanza mondiale che può diventare parte dell'istruzione generale di ogni persona.

Saranno necessarie la scienza sociale e l'ingegneria sociale per risolvere i problemi dei rapporti umani. La nostra gente deve imparare a rispettare l'esigenza di una conoscenza speciale e di un addestramento tecnico in questo campo come fanno con gli esperti in fisica, chimica, medicina ed in altre scienze.” [enfasi aggiunta] (P. 483)
Rene A. Wormser, autore del libro Foundations: Their Power and Influence, prestò servizio come consulente legale per il Comitato. Wormser discusse l'indagine delle scienze sociali da parte delle fondazioni – come le fondazioni Carnegie e Rockefeller - e l'influenza che esercitano.
“Mr. WORMSER. Professore, tornando a questo termine, “l'ingegneria sociale,” ancora, non c'è una certa presunzione, o arroganza, da parte dei sociologi, nel considerarsi l'unico gruppo dell'elite ad essere in grado – e a cui dovrebbe venir offerta l'opportunità – di guidarci nel nostro sviluppo sociale? Essi escludono per deduzione, suppongo, i leader religiosi e quelli che potreste chiamare leader umanistici. Combinano la tendenza verso il concetto auto-generato di ingegneria sociale con un'alta concentrazione di potere in quell'intreccio di fondazioni ed agenzie e mi sembra che potrebbe essere qualcosa piuttosto pericoloso.” [enfasi aggiunta] (P. 579)
Il comitato elencava le varie organizzazioni che erano coinvolte con l'indagine sulle scienze sociali della Fondazione Rockefeller. Erano inoltre identificate altre organizzazioni come il Council on Foreign Relations, che sono state strumentali nell'elaborazione della politica globalista.
“Quando la Fondazione Rockefeller si rivolse alle scienze sociali ed agli studi umanistici come mezzi per migliorare il “benessere” dell'umanità, la sezione intitolata “Scienze Sociali” nel rapporto annuale venne ripartita nei seguenti titoli, che sono rimasti identici fino al 1935:

Progetti di Scienza Sociale Generale: Impegni Cooperativi.
Ricerca nelle Discipline Fondamentali.
Studi Internazionali e Interrazziali.
Studi Sociali Correnti.
Ricerca nel Campo della Pubblica Amministrazione.
Ricerca Fondamentale e Promozione di Determinati Tipi di Organizzazioni.
Associazioni nelle Scienze Sociali.

Il rapporto dichiara che tale ripartizione era ai fini di “semplificare e per dare risalto allo scopo per cui sono stati fatti gli stanziamenti.”

Nel decennio dal 1929 al 1938 gli stanziamenti delle fondazioni ai progetti di scienze sociali ammontavano a 31,4 milioni di dollari e sono stati fatti ad agenzie come la Brookings Institution, il Social Science Research Council, il National Research Council, la Foreign Policy Association, il Council on Foreign Relations, e l'Institute of Pacific Relations in questo paese così come ad un dozzina o più in altri paesi, ed al Fiscal Committee of the League of Nations. “(P. 879)
Una campagna per denigrare il Comitato Reece ebbe inizio poco tempo dopo la sua pubblicazione. Lo stesso John D. Rockefeller III rispose ai risultati del Comitato, negando recisamente che la Fondazione Rockefeller o qualsiasi delle organizzazioni a cui aveva dato del denaro avesse mai sostenuto il governo mondiale. Rockefeller dichiarò,
“Se l'espressione “teorie del governo unico mondiale” significa qualcosa, significa governo mondiale. Nessun brandello di prova è stato presentato nel rapporto per indicare che la Fondazione Rockefeller o qualsiasi delle organizzazioni che ha finanziato abbia sostenuto il governo mondiale.” (P. 1104)
Con il vantaggio del giudizio storico retrospettivo, questa affermazione di Rockefeller può essere facilmente smentita. In realtà, la famiglia Rockefeller – a partire da antica data – ha promosso il governo mondiale ed il globalismo, che oggi è quasi una realtà. Il seguenti sono alcuni esempi dell'influenza dei Rockefeller durante i vari decenni passati. Programmi di ingegneria sociale progettati per preparare la gente alla politica e gli obiettivi globalisti, insieme alle pressioni per il controllo globale sono stati imposti sul popolo americano per quasi 100 anni.

Il Movimento Interecclesiale Mondiale

Un progetto iniziale della famiglia Rockefeller fu il Movimento Interecclesiale Mondiale, nato nel 1919. Il MIM venne fondato da John D. Rockefeller Jr, figlio di John D. Rockefeller II. Charles E. Harvey, professore di storia all'Università dello Stato della California, ha scritto una storia del Movimento Interecclesiale Mondiale in un documento del 1982 chiamato John D. Rockefeller, Jr., and the Interchurch World Movement of 1919-1920: A Different Angle on the Ecumenical Movement. L'obiettivo del MIM era di consolidare le chiese in una singola organizzazione che avrebbe controllato la direzione delle chiese in generale. Il MIM, nelle parole dello stesso Rockefeller, aveva un'inclinazione globalista. Egli scrive,
“Non penso che possiamo sopravvalutare l'importanza di questo movimento. Come lo intendo, è in grado di avere un'influenza molto più ampia della Lega delle Nazioni nel determinare la pace, la soddisfazione, la benevolenza e la prosperità fra i popoli della terra.”
Una lettera rivelatrice scritta da Rockefeller stesso indicava che vedeva un potenziale per una sicura “stabilità” guadagnando il controllo sulle chiese.
“Non conosco migliore assicurazione per un uomo d'affari per la sicurezza dei suoi investimenti, la prosperità del paese e la stabilità futura del nostro governo di quella permessa da questo movimento…” [1]
Il Consiglio Federale delle Chiese

Un'organizzazione successiva, il Consiglio Federale delle Chiese, evidenzia inoltre l'investimento dei Rockefeller nelle organizzazioni che promuovono il governo mondiale.

Secondo le aspettative, il Consiglio Federale delle Chiese – che si fuse con il Consiglio Nazionale delle Chiese nel 1950 – ricevette finanziamenti significativi da John D. Rockefeller Jr. [1] Usando una struttura corporativa delle chiese simile a quella adottata dal Movimento Interecclesiale Mondiale in primo luogo, il programma sviluppò diverse linee guida per le chiese, con il governo mondiale come scopo finale. Come segnalato dalla rivista Time nel 1942,
“Questi sono i punti salienti del nuovo programma del protestantesimo organizzato degli Stati Uniti per una pace giusta e durevole dopo la seconda guerra mondiale:

In definitiva, “un governo mondiale dei poteri delegati.”

Totale abbandono dell'isolazionismo degli Stati Uniti.

Forti limitazioni immediate della sovranità nazionale.

Controllo di internazionale di tutti gli eserciti e marine.

“Un sistema monetario universale… progettato per prevenire l'inflazione e la deflazione.”

Libertà di immigrazione universale.

Eliminazione progressiva di tutte le tariffe e quote nel commercio mondiale.

“Autonomia per tutti i popoli assoggettati e delle colonie” (con un trattamento molto migliore per i negri negli Stati Uniti).

“Nessuna riparazione punitiva, nessun umiliante decreto di colpevolezza di guerra, nessuno smembramento arbitrario delle nazioni.”

Una banca internazionale “democraticamente controllata” “per mettere a disposizione il capitale per lo sviluppo ogni parte del mondo senza le conseguenze predatorie ed imperialistiche così caratteristiche dei prestiti privati e governativi su vasta scala.”

Questo programma è stato adottato la settimana scorsa da 375 rappresentanti nominati di 30 confessioni chiamate insieme all'Università Wesleyan dell'Ohio dal Consiglio Federale delle Chiese. Ogni chiesa protestante locale nel paese sarà ora invitata a seguire il programma. “Come cittadini cristiani,” i suoi promotori hanno affermato, “dobbiamo cercare di tradurre la nostra fede in realtà pratiche e di creare un'opinione pubblica che assicurerà che gli Stati Uniti sostengano pienamente la propria parte essenziale nella creazione di un senso morale della vita internazionale.” [2]
Le Nazioni Unite

Dopo la seconda guerra mondiale, John D. Rockefeller Jr. donò il terreno su cui sorge la sede delle Nazioni Unite a New York City con un regalo di 8,5 milioni di dollari. L'ONU è servita da sbocco per varie iniziative dei Rockefeller fin dalla sua fondazione. Steven C. Rockefeller, ex presidente del consiglio fiduciario della Rockefeller Brothers Fund, è stato intimamente coinvolto con la Carta della Terra delle Nazioni Unite. Durante i primi stadi della Carta della Terra, ha presieduto l'Earth Charter International Drafting Committee dal 1997 al 2000.

L'Unione Atlantica

Nelson Rockefeller fu un importante fautore dell'Unione Atlantica fra gli Stati Uniti e l'Europa. Oggi, questa visione è un passo più vicino alla realtà con la fondazione del Consiglio Economico Transatlantico nel 2007. Gary Allen documenta l'influenza di Rockefeller nella spinta per un'Unione Atlantica in The Rockefeller File (1976),
In The Future of Federalism, Noble Nelson ha affermato:

“Nessuna nazione oggi può difendere la sua libertà, o soddisfare i bisogni e le aspirazioni del proprio popolo, dall'interno dei propri confini o per mezzo soltanto delle proprie risorse…. E così la nazione-stato, restando da sola, minaccia, in molti sensi, di sembrare anacronistica come le città-stato greche diventarono alla fine nei tempi antichi.”

Capito? L'uomo che non poteva essere eletto alla Casa Bianca, ma che è riuscito comunque ad entrarci, dice che gli Stati Uniti liberi ed indipendenti sono ora anacronistici.

Webster definisce “l'anacronismo” come qualcosa da un'era precedente che è incongruente nel presente. Ogni efficace fautore di governo mondiale impara presto alcuni trucchi retorici, come chiamare il nero “bianco.” Nelson Rockefeller non fa eccezione. Nello stesso libro, suggerisce:

“L'idea federale, che i nostri padri fondatori applicarono nel loro atto storico della creazione politica nel XVIII secolo, possono applicarsi in questo ventesimo secolo nel più grande contesto mondiale delle nazioni libere – se vogliamo eguagliare i nostri antenati in coraggio e visione.” [1]
L'Alleanza delle Civiltà

Come esempio dell'impegno continuato della famiglia del Rockefeller nelle scienze sociali e nell'ingegneria sociale, il programma della Alliance of Civilizations (AoC) Media Fund per la valutazione delle risposte psicofisiche ai media è un buon posto per cominciare. La AoC fa parte del “Meccanismo di Risposta Rapida dei Media” dell'organizzazione dedicato a sorvegliare e tentare di guidare il contenuto di vari mezzi di comunicazione compreso Hollywood. Con l'obiettivo di creare “… il pluralismo religioso e culturale come valore globale,” la AoC sta sostenendo la ricerca “… sul processo tramite cui immagini di umiliazione e di violenza influenzano le risposte fisiologiche e del comportamento.” La ricerca investigherà inoltre,
“L'uso dei metodi psicofisici (conduttività della pelle, frequenza cardiaca ed impedenza, livelli ormonali, ecc.) e di risonanza magnetica cattura l'attivazione del cervello e del corpo mentre gli individui interagiscono con i media e/o i membri esterni al gruppo, facendo luce su come le emozioni e le convinzioni degli individui possono cambiare – anche senza esserne consapevoli.”
La ricerca, secondo la AoC “… sarà usata per generare le raccomandazioni politiche per le persone dei media ed i funzionari di governo.” La ricerca è un progetto speciale dei consiglieri di filantropia dei Rockefeller Philanthropy Advisors.

I metodi della Alleanza delle Civiltà sono simili a quelli di un'altra organizzazione dell'ONU, la United Nations Educational, Scientific and Cultural Organisation (UNESCO). L'Unesco riceve regolari finanziamenti dalla Fondazione Rockefeller. Nel documento fondante dell'organizzazione, Unesco, il suo scopo e la sua filosofia, sir Julian Huxley scrive,
“Prendere le tecniche di persuasione ed informazione e la vera propaganda che abbiamo imparato ad applicare nazionalmente in guerra, e deliberatamente piegarle alle mansioni internazionali della pace, se necessario utilizzandole, come Lenin concepì, “vincendo la resistenza di milioni” ad un desiderabile cambiamento. Usare il dramma per rivelare realtà ed arte come metodo con cui, nelle parole di sir Stephen Tallent, “la verità si trasforma in in principio di azione impressionante e vitale,” e mirare a produrre quello sforzo concordato che, per citare Grierson una volta di più, necessita di un background di fede e di un senso del destino. Questa dev'essere una filosofia totale, una dottrina religiosa totale e non potrà mai essere realizzata senza l'uso dei mezzi di comunicazione di massa. L'Unesco, nella stampa del proprio dettagliato lavoro, non deve dimenticare mai questo enorme fatto.”
Se ci sono dubbi quanto all'impegno della famiglia Rockefeller per il globalismo ed il governo mondiale, date un'occhiata alle parole di David Rockefeller alla pagina 405 delle sue memorie,
“Alcuni credono persino che facciamo parte di una congiura segreta che lavora contro gli interessi degli Stati Uniti, caratterizzando la mia famiglia e me come ‘internazionalisti’ e che cospiriamo con altri in tutto il mondo per costruire una struttura politica ed economica globale integrata – un unico mondo, se volete. Se questa è l'accusa, mi dichiaro colpevole e sono fiero di esserlo.”
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Citazioni:

*Vedi il documento completo del comitato di Reece: Parte 1, parte 2, parte 3, parte 4

Il Movimento Interecclesiale Mondiale

[1] Harvey, Charles E. John D. Rockefeller, Jr., and the Interchurch World Movement of 1919-1920: A Different Angle on the Ecumenical Movement. Church History, Vol. 51, No 2. (Jun., 1982), p. 198-209.

Consiglio Federale delle Chiese

[1] lbid, Harvey. p. 205.

[2] “American Malvern.” Time. 16 marzo 1942. Disponibile a: <>

L'Unione Atlantica

[1] Allen, Gary. The Rockefeller File. Seal Beach, California: '76 Press, 1976

11 comments:

GianniPesce said...

“Meccanismo di Risposta Rapida dei Media” somiglia moltissimo al "Allerta con reazione rapida-Quick Reaction Alert" metodo usato dai militari.
Le dottrine di impiego dei militari e dei media sembrano quindi simili.

Quando leggo materiale di Gary Allen mi gira la testa; ci vorrà un cordiale.

Paxtibi said...

Chissà se queste notizie riguardano il “Meccanismo di Risposta Rapida dei Media”...

http://tinyurl.com/5mxtnj
http://tinyurl.com/67a29w

Mah...!

gpdebellis said...

In una fase storica di crescente nazionalismo, razzismo, provincialismo culturale, in una parola illiberalismo, il globalismo che vuole abbattere le barriere alla libera circolazione di persone, idee, beni, mi sembra una ventata di aria fresca. Condannare il globalismo e farlo passare per governo mondiale centralizzato mi sembra gettare via il bambino con la scusa di gettare via l'acqua sporca.

Paxtibi said...

A parte il fatto che le intenzioni di questi globalisti mi paiono evidenti, hai mai sentito la storiella del leone che “salva” il pulcino dalla cacca di vacca?

gpdebellis said...

Leggo, tra le intenzioni di questi globalisti:

Libertà di immigrazione universale.

Eliminazione progressiva di tutte le tariffe e quote nel commercio mondiale.

Vedo, tra le pratiche degli antiglobalisti (Berlusconi, Bush, Sarkozy, Brown, Merkel e tutta la brigata criminale dei simpatizzanti dello stato) :

schedatura dei bambini rom
passaporti, visti e impronte digitali per tutti
protezionismo a oltranza
nazionalismo culturale
ecc. ecc. ecc.

Contenti voi ...
L'importante è che non vogliate imporre il vostro credo nazionalista e protezionista a tutti.

Paxtibi said...

Vedo, tra le pratiche degli antiglobalisti (Berlusconi, Bush, Sarkozy, Brown, Merkel e tutta la brigata criminale dei simpatizzanti dello stato)

E questi sarebbero gli antiglobalisti, che si radunano tutti assieme – a spese dei contribuenti – per decidere all'unisono politiche e tasse "verdi" globali?

Leggo, tra le intenzioni di questi globalisti:

Libertà di immigrazione universale.

Eliminazione progressiva di tutte le tariffe e quote nel commercio mondiale.


Non leggi però, della banca e della valuta unica mondiale a corso legale, né sembri essere al corrente di ciò che sta scritto nei documenti dell'Earth Charter...

L'importante è che non vogliate imporre il vostro credo nazionalista e protezionista a tutti.

Ovvia, che mi si venisse a dare del nazionalista e protezionista qui a casa mia davvero non me l'aspettavo!

:-D

Santaruina said...

A parte il fatto caro Pax che è inutile che ti nascondi - la tua anima nazional-protezionistica ormai è palese - direi che questo articolo è veramente un ottimo condensato.

A volte mi distraggo un po' e rifletto sul fatto che certe nostre "preoccupazioni" siano esagerate, ma poi la realtà bussa e si vanno a leggere pezzi come questo.

E sono proprio i protagonisti di queste "visioni" che ce le descrivono, linearmente, in prima persona.

persone che hanno i mezzi e il potere per portare avanti i loro obbiettivi.

Hanno un progetto, e lo portano avanti pazientemente.

Come i giochini della settimana enigmistica, quelli dell' unisci i puntini.
Che capisci di cosa si tratta solo alla fine.

gpdebellis said...

Politiche di repressione globale attuate dagli stati nazionali non vuol dire globalismo. Come pure protezionismo globale non è globalismo. Stiamo attenti a non giocare con le parole.
Ho riletto il documento che pubblicate in italiano e non ho trovato traccia di valuta unica mondiale a corso legale (forse nell’edizione inglese). Comunque, non ci vedo molta differenza tra valuta mondiale a corso legale o valuta nazionale (o europea) a corso legale. Stessa merda. Quindi non griderei allo scandalo. Nella merda monetaria ci siamo già da un pezzo (con o senza Rockefeller).
In definitiva, quello che mi sorprende è che si rimprovera a Rockefeller di essere un internazionalista e lui fa una affermazione che mi sembra straordinaria.
Rockefeller dice:
“Alcuni credono persino che facciamo parte di una congiura segreta che lavora contro gli interessi degli Stati Uniti, caratterizzando la mia famiglia e me come ‘internazionalisti’ e che cospiriamo con altri in tutto il mondo per costruire una struttura politica ed economica globale integrata – un unico mondo, se volete. Se questa è l'accusa, mi dichiaro colpevole e sono fiero di esserlo.”
In tempi di ultranazionalismo e di anti-internazionalismo prendersela con Rockefeller mi sembra come gridare contro le stelle per continuare a vivere nelle stalle.

Paxtibi said...

Caro de Bellis, sui nazionalismi siamo d'accordo, ma sai qual è il mio problema?
Questo:

una struttura politica ed economica globale integrata

Ecco, una struttura politica ed economica globale integrata per me non ha niente a che vedere con la libertà di commercio: è solo e soltanto il buon vecchio interventismo economico statalista elevato alla massima potenza.
La libertà, quella vera, è un'altra cosa.

Paxtibi said...

E aggiungo: questo mi pare il classico caso in cui si presentano due alternative obbligate. Non vuoi il nazionalismo? Eccoti Rockefeller e i globalisti. No! Io non voglio né l'uno né l'altro! Io voglio andare per la mia strada da uomo libero! Non ho bisogno di un deus ex-machina che mi cali dall'alto della sua infinita bontà "il diritto alla libertà". Sono destinato alla sconfitta? Probabile, ma non mi interessa. La vita è breve e la voglio vivere da uomo, e non da pecora che ha bisogno del suo pastore.

Anonymous said...

La vita è breve e la voglio vivere da uomo, e non da pecora che ha bisogno del suo pastore.

Temo che avresti potuto essere più fortunato nei natali allora.

Santa uniamo i puntini, ma benchè vicini, mi pare proprio che ancora non riusciamo a capire cosa ci aspetta. Altrimenti, così non fossse, potremme prenedere delle contromisure, o almeno tentare. Ma è ancora troppo presto.

Sick boy