Friday, April 25, 2008

Premio Caligola - Aprile '08

Dopo la pausa di marzo riprende l'appassionante viaggio del Gongoro nel delirio da potere. In attesa dei primi atti degli apostoli di Silvio, la giuria del Premio Caligola - Il potere gli ha dato alla testa ha trovato all'estero le nomination per il concorso di aprile, che si presenta particolarmente gustoso.

La prima candidatura è davvero da leccarsi i baffi, in tutti i sensi. Il verdi e socialisti francesi, infatti, invadono la gastronomia e dichiarano guerra, nientemeno, al glorioso croissant. Sembra incredibile, ma pare proprio che i deputati rosso-verdi vogliano oscurare la fama di Marie Antoinette, che consigliava al popolo affamato il sapido cornetto, condannandolo al patibolo fiscale per aver attentato con un eccessivo contenuto di grassi al peso forma del popolo francese. À la guerre comme à la guerre!

Seconda candidatura per Alistair Darling, cancelliere dello scacchiere inglese, che se la guadagna con un raddoppio delle tasse automobilistiche travestito da tassa verde. Non molto originale di questi tempi, ma sempre efficace. Peccato che, come era facile aspettarsi, a fronte del raddoppio delle entrate il taglio delle emissioni previsto si limiti, poverino, a meno dell'un per cento. Ma anche qui, come oltremanica, basta un poco di verde e la pillola va giù: inglesi e francesi quasi li preferivamo quando si scannavano a vicenda, ora che marciano fianco a fianco verso un verde orizzonte ci preoccupano molto di più.

Per il terzo candidato passiamo dalla guerra ai grassi ed alle emissioni alla guerra vera e propria, che in questi tempi tristi è quella al terrore. L'amministrazione Bush, per mezzo del dipartimento di Homeland Security, forse a causa della difficoltà nell'eliminare i terroristi se la prende, pensate un po' come stanno, con il linguaggio. Non riusciamo a scovarli? Poco male, li depenniamo dal dizionario e il gioco è fatto. La prossima mossa, e qui la previsione è facile, sarà di chiamare terroristi i blogger e i dissidenti domestici, che sono molto più semplici da trovare, e deportarli quindi nei campi di prigionia sparsi qua e là negli States: a quel punto la guerra al terrorismo sarà vinta, alla faccia di Osama “Mandocazzostà” Bin Laden.

Orsù, lo so che vi sta venendo a noia, ma votate! È un vostro diritto/dovere, a milioni sono morti perché voi possiate oggi usufruirne!

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Parigi mette alla gogna il croissant


Son peggio dei giacobini, degli edificatori di ghigliottine e di patiboli! Parigi si affanna a inchinarsi a Maria Antonietta, a renderle postumi e toccanti omaggi e all’Assemblea nazionale un gruppo di esagitati, Verdi e socialisti, degni eredi degli aguzzini del ’93, vuol mettere sul ceppo liquidatore il croissant. Sì, quel delizioso «Hornchen», cornetto, che proprio lei, l’austriaca smorfiosetta e gaudente fece diventare di moda a Versailles, ultima delizia gustativa prima della Quaresima di ben più efficaci dispotismi. Che poi la Francia repubblicana si è annessa; obnubilando gli eroismi degli inventori, i panettieri viennesi, che nel 1683 presero come modello la mezzaluna intravista sulle vinte bandiere dei turchi assediatori. E fu un ghiotto modo per ricordare l’ultima ondata islamica arrivata a lambire il cuore d’Europa, prima di Bin Laden, si intende. L’unico avaro pedaggio alla loro arroganza di profittatori l’hanno pagato, i francesi, definendolo «viennoiserie».

Bene, questi deputati forsennati e immemori, mentre si discuteva il bilancio del 2008, hanno caricato delle peggiori colpe il croissant: in particolare di essere il grasso e mattutino alimento della obesità infantile nell’Exagone. Via, bisogna liberarsene, e alla svelta. Affiancandogli nella condanna un’altra notoria e falsamente innocua tempra di brigante da pasticceria, il «pain au chocolat», hanno appoggiato sulla brioche la lama implacabile dell’iva portata al 19,5 per cento. Un boia che non dà speranze. Ne risulterebbe un croissant caro perfino per le finanze del dilapidante Luigi sedicesimo. Come se di salvare la finanza statale dovesse farsi carico quel dolce che la regina proponeva un po’ arditamente ai sudditi dispettosi e maneschi. E pensare che il perfido hamburger americano gode della tariffa di favore del 5,5 per cento! La maggioranza per fortuna ha fatto quadrato, ma è solo un rinvio.
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L'inutile tassa verde sugli automobilisti rastrella 4 miliardi di sterline


Grafici del Ministero del Tesoro indicano che la “tassa verde” sugli automobilisti annunciata nel primo preventivo del tesoro di Alistair Darling raddoppierà il reddito d'imposta sull'auto a 4 miliardi di sterline ma ridurrà le emissioni dei veicoli di meno dell'un per cento .

L'aumento di imposta sull'auto è l'ultimo esempio di politiche possibilmente sgradite che vengono presentate come misure ambientali.

Il cancelliere ha annunciato un aumento significativo della tassa sull'auto in marzo.

Questo costerà ai proprietari di auto familiari, aziendali e dei trasporti pubblici centinaia di sterline in più l'anno per l'utilizzo delle strade.

Il sig. Darling ha sostenuto che l'aumento dell'imposizione è stato studiato per consigliare agli automobilisti di passare ad automobili più verdi e ridurre l'impatto ambientale dei trasporti.

Tuttavia, il Telegraph ha visto le proiezioni del Ministero del Tesoro che rivelano che mentre l'importo raccolto dalla tassa automobilistica aumenterà di più del doppio – da 1,9 miliardi a 4.4 miliardi di sterline entro il 2010 – le emissioni di anidride carbonica dall'automobilismo ci si aspetta che calino di meno dell'un per cento.

Justine Greening, un ministro del Tesoro ombra che ha ottenuto i grafici, ha detto la sera scorsa: “questo è un enorme aumento di imposta che non avrà virtualmente effetto sull'ambiente.

“Nonostante i suoi proclami, il governo non si aspetta affatto che questa decisione possa cambiare i comportamenti: è solo un'altra tassa eco-mascherata del peggior tipo.”

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Il termine “Jihadista” eliminato dal lessico del governo degli Stati Uniti
L'amministrazione Bush all'attacco del linguaggio nella guerra al terrorismo



Non chiamateli più jihadisti.

E non chiamate Al-Qaida movimento.

L'amministrazione Bush ha aperto un nuovo fronte nella guerra al terrorismo, questa volta prendendo di mira il linguaggio.

Gli enti federali, compresi il ministero dell'interno, il dipartimento di Homeland Security ed il centro nazionale anti-terrorismo, stanno istruendo il loro personale di non descrivere gli estremisti islamici come “jihadisti” o “mujahedeen,” secondo i documenti ottenuti da Associated Press. Anche neologismi come “islamo-fascismo” sono da evitare.

Il motivo: tali parole possono in realtà amplificare il sostegno ai radicali fra il pubblico arabo e musulmano dando loro l'apparenza di credibilità religiosa o offendendo i moderati.

Per esempio, mentre gli Americani possono intendere con “jihad” la “guerra santa,” è in effetti un più vasto concetto islamico della lotta per fare il bene, dice la guida preparata per i diplomatici ed altri funzionari incaricati di spiegare la guerra contro il terrore al pubblico. Similmente, “mujahedeen,” che indica coloro impegnati nella jihad, deve essere visto nel suo più vasto contesto.

I funzionari degli Stati Uniti possono “ritrarre involontariamente i terroristi, che difettano della legittimità morale e religiosa, come coraggiosi combattenti, soldati o portavoce legittimi per i comuni musulmani,” dice un rapporto di Homeland Security. È intitolato: “Terminologia per definire i terroristi: raccomandazioni dai musulmani americani.”

3 comments:

Sirpaint said...

Ho visto rientrare il Boeing 777 dell'Alitalia mentre riportava a casa Joseph Ratzinger aka Benedetto 16.
L'aeromobile era immatricolato EI - BDL, ovvero era immatricolato in Eire grazioso nome che indica l'Irlanda.

Riuscirà la nostra compagnia di bandiera a pagare le tasse "nazionali" sugli aeromobili che usa?

Alister pensaci tu!

Santaruina said...

io voto per i francesi.
non toccatemi il croissant.

Anonymous said...

Il croissant alla gogna???!!
Anche io voto i francesi.
Ale