Friday, October 12, 2007

Quei Diavolacci del Doppio Stato

Questa volta il dispaccio telepatico da Laputa ha mandato in cortocircuito lo scudo psicomagnetico anti-voodoo del Gongoro. L'incendio in sala macchine mi ha impegnato per ore. Invitando il nostro inviato a Laputa ad una maggiore prudenza in futuro, avverto i lettori di munirsi di adeguate protezioni prima di affrontare questa discesa negli abissi della Nuova Spiritualità. E come al solito, buon fine settimana a tutti.
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Di Giovanni Pesce

The state is a racket!

Peace is therefore always demonized and brutality is always celebrated!
(Post in the Mises blog - 2007)

Jean Jacques Rosseau aveva pensato ad un Contratto Sociale in base al quale i cittadini rinunciavano, delegandoli allo Stato, ad alcuni diritti personali fondamentali come la possibiltà di autodifendersi o di farsi giustizia da soli.

Bel concetto ideale, ma nella pratica avviene che talvolta lo Stato al quale viene delegata la titolarità della funzione della Difesa personale o della Giustizia non persegua gli obiettivi originali; ma, una volta in possesso del titolo citato, persegua degli obiettivi particolari. Anzi con l'andar del tempo, coloro i quali hanno occupato le poltrone principali dello Stato, si sono inseriti in un'altra rete statale completamente basata su interessi privati; in queste circostanze si può parlare di “Doppio Stato” o “Stato Profondo”.
Caratteristica di questa situazione è il patto segreto che tiene raccolti in un unico anello i principali agenti della cospirazione.

I leaders degli uomini che partecipano al piano, sicuramente fanno parte dell'anello interno, quello che controlla veramente la vicenda. Questo è l'ambiente storico nel quale viene originato il Doppio Stato che come obiettivo operativo si propone la creazione di una tensione, quella che psicologicamente mette una persona o un popolo in condizione di accettare acriticamente tutte le condizioni che vengono imposte dall'alto.
Lord Tavistock sarebbe felice nel vedere le sue teorie così ben applicate.

Lasciamo le considerazioni politiche sul Doppio Stato e controlliamone l'aspetto relIgioso.

Nel Doppio Stato abbiamo una Doppia Religione.

Per il primo Stato va bene una religione generica di tipo classico, corroborata, se dovesse essere necessario da un marxismo o consumismo o altre amenità del genere (sex drug & rock 'n roll, Disney e Beatles veri Pied Pipers trascinatori di folle riunite).

Per lo Stato occulto è, invece, d'obbligo una scelta “occulta e nera”, come quella individuata da Aleister Crowley e madame Elena Blavataskj.
Per “poter gestire” al meglio i due scenari nel teatro mondiale occorre spremere il massimo da se stessi: quindi sia il massimo del bene sia il massimo del male.
Così, se si vuole il potere, occorre prendere contatti con entità "daemoniche" a tutti i livelli (Blavatskj's Planes). I demoni non si raccolgono in comunioni ma si scontrano tra di loro e vivono sulle tensioni create incontro agli scontri.
Per vederne alcune applicazioni pratiche basta osservare i riti della “Skull and Bones” a Yale-USA o gli incontri nazisti al castello di Burg Werfenstein o Wewelsburg dove l'adorazione degli SS (Schwarze Sonne?) era rivolta al “Black Sun”.
Complementi fondamentali per i riti magici di celebrazione del Potere sono le pratiche sessuali.
Anche il bolscevismo non rimase esente da queste atmosfere: Lenin era stato indottrinato praticamente da Lunacharsky e Gor'kij sulle teorie di Helena Blavataskj in una villa di Capri nei pressi della passeggiata Krupp.

Insomma il Doppio Stato ha bisogno di avere una base in un anello mistico “nero” dove il Signore degli anelli è “black” e l'adorazione di questo come il principe dei demoni è funzionale ad un funzionamento criminale del Doppio Stato.

Comunque non prendetevela tanto; anzi, se c'è il sole o un amico (un'amica sarebbe meglio, per via di certi aspetti di secondaria importanza) fatevi due chiacchiere spensierate e una bella bevuta, e non lamentatevi.

Non lamentatevi perché qui a Laputa si dice che i tempi peggiori devono ancora arrivare.

2 comments:

Anonymous said...

Jean Jacques Rosseau aveva pensato ad un Contratto Sociale in base al quale i cittadini rinunciavano, delegandoli allo Stato, ad alcuni diritti personali fondamentali come la possibiltà di autodifendersi o di farsi giustizia da soli.

Diritti che dunque non erano fondamentali in quanto alienabili.

Evidentemente non ha mai avuto la testa rotta dal solito paio di fottuti "nordafricani" e/o "rumeni" sotto casa.

vincenzo said...

se almeno questo contratto prevedesse delle clausole, chessò, una clausola recissoria. O quantomeno la possibilità di firmarlo o meno...