Monday, October 15, 2007

Piccolo Glossario della Neolingua #13

I am disillusioned enough to know that no man's opinion on any subject is worth a damn unless backed up with enough genuine information to make him really know what he's talking about.
(H. P. Lovecraft)

Strettamente collegata all'istruzione, l'informazione, come nota Lovecraft, è l'indispensabile presupposto per raggiungere una visione del mondo credibile e coerente, che a sua volta è la premessa per poter agire nel mondo positivamente. Vediamo come anch'essa abbia perso il suo significato e si sia trasformata in disinformazione, almeno in una direzione.
___________________________

Informazione
Significato originario:
1a l’informare, l’informarsi e il loro risultato: diritto all’i., libertà di i.
1b elemento o dato che permette di venire a conoscenza di qcs., notizia: chiedere un’i. a qcn., dare, fornire informazioni riservate, scambio di informazioni, trovare una buona fonte di informazioni; informazioni per l’utente, per i passeggeri
2 settore del terziario comprendente i mezzi di comunicazione di massa: un provvedimento di legge che penalizza l’i. | nella radio e nella televisione, la programmazione finalizzata a fornire notizie, in contrapposizione agli spettacoli di intrattenimento: i. televisiva, un’emittente che privilegia l’i. rispetto allo spettacolo
3a scient., qualsiasi messaggio inviato secondo un determinato codice da un dispositivo trasmettitore a uno ricevente
3b inform., dato o insieme di dati codificati e immessi in un sistema informatico
4 il formarsi, il prendere forma


Osserviamo il mondo e gli eventi che si susseguono, sempre più spesso con una certa apprensione. Ma siamo in grado di capirne il senso, di cogliere la trama che unisce gli effetti con le cause, le azioni con le conseguenze?
Siamo riconoscenti al Washington Post, al The New York Times, a Time Magazine e ad altre grandi pubblicazioni i cui i direttori hanno presenziato alle nostre riunioni ed hanno rispettato la loro promessa di discrezione per quasi quarant'anni.
Queste parole sono state pronunciate da David Rockefeller al meeting del Bilderberg a Baden-Baden, in Germania, nel giugno del 1991. Ringrazia i responsabili della nostra informazione per non averci informato, obbedendo non al loro dovere verso i loro lettori, ma agli ordini dei membri di questo club esclusivo. Per un nobile scopo:
Sarebbe stato impossible per noi sviluppare il nostro programma per il mondo se fossimo stati esposti alle luci della ribalta durante quegli anni. Ma, il mondo è ora più sofisticato e preparato per marciare verso un governo mondiale. La sovranità internazionale di un'elite intellettuale e dei banchieri mondiali è certamente preferibile alla auto-determinazione nazionalepraticata nei secoli passati.
Quindi, quando cerchiamo attraverso i giornali e la tv di comprendere la realtà che ci circonda, dobbiamo considerare che ci viene tenuta nascosta la parte più importante dei dati necessari: quella delle motivazioni e delle decisioni.

Ancora. A John Swinton, editore del New York Tribune, considerato dai suoi colleghi "il decano della professione," fu chiesto, ad un ricevimento in suo onore, di proporre un brindisi di fronte all'Associazione della Stampa di New York. La sua risposta fu questa:
Non esiste una cosa chiamata libera stampa in America, a parte nei centri rurali. Lo sapete voi e lo so io. Non c'è nessuno tra voi che osi scrivere la sua onesta opinione, e se lo faceste, sapreste in anticipo che non verrà pubblicata.

Mi pagano 150 dollari alla settimana per tenere la mia onesta opinione lontana dal giornale per cui lavoro. Altri tra voi sono pagati con salari simili per fare cose simili. Se permettessi che delle oneste opinioni venissero stampate in un numero del mio giornale, come Otello, entro 24 ore, il mio impiego svanirebbe.

Il lavoro del giornalista di New York è di distruggere la verità; di mentire spudoratamente; di strisciare ai piedi di Mammona; di vendere la sua patria e i suoi compatrioti per il suo pane quotidiano. Lo sapete voi e lo so io, ed è folle brindare alla “stampa indipendente." Siamo strumenti e veicoli per ricchi uomini dietro la scena. Siamo prostitute intellettuali.
Avendo già riscritto la storia, il potere si trova nella condizione di dover riscrivere giornalmente anche il presente, alla stessa maniera di un bugiardo patologico che non può evitare di inanellare una menzogna dietro l'altra. Il suo mondo è ormai irrimediabilmente diverso da quello reale. È un mondo in cui l'organismo statale provvede per tutti, pur non producendo nulla. In cui si fa una guerra costosissima “per rubare il petrolio”, giusto quello necessario per farla, la guerra. Un mondo in cui le merci vengono scambiate per dei pezzi di carta, e l'inflazione è un fenomeno naturale.

Ma è proprio il controllo delle informazioni la sua difesa migliore. Privati di tasselli fondamentali, gli uomini non sono in grado di scorgere le insidie della strada su cui vengono condotti. Incapaci di collegare gli effetti alle loro cause, si scontrano tra di loro, facilmente guidati dai media che di volta in volta indicano un colpevole. Certo, la tecnologia moderna consente l'accesso ad una quantità di informazioni mai vista prima, ma in un simile oceano di dati prevale sempre chi fa le onde più grosse, soprattutto se fornisce uno scenario preconfezionato che non necessita di ulteriore indagine. Una versione ufficiale.

Al contrario, l'informazione che il potere pretende dagli uomini è assoluta. Nulla deve restare nascosto: telefonate, posta elettronica e non, condizioni fisiche e sanitarie, storia personale, religione, orientamento politico e preferenze sessuali. Si fanno sforzi per arrivare a conoscere anche il pensiero e, eventualmente, controllarlo. I “controllori” sanno bene quanto è importante la completezza dell'informazione per sviluppare una vera conoscenza. E la conoscenza è potere.

12 comments:

troll said...

Non sarebbe il caso di cambiare il sottotitolo del tuo blog, da "Lo stato è la cospirazione" in "Il potere bancario è la cospirazione"?

Paxtibi said...

O meglio ancora, “lo stato è la cospirazione dei banchieri"...

troll said...

Se per stato intendi lo stato "costituzionale" inventato da loro, allora hai ragione.

Paxtibi said...

Chi ha il potere sottomette chi non ce l'ha.

Qualunque stato è una forma di potere.

Do the math.

Giannizt said...

None Dare Call it Conspiracy by Gary Allen

http://www.scribd.com/doc/63728/conspiracy-Gary-Allen-None-Dare-Call-it-Conspiracy-english-rarereactor

Anonymous said...

Chi ha il potere sottomette chi non ce l'ha.

Qualunque stato è una forma di potere.

Si, però prima degli stati costituzionali si vedeva chi deteneva il potere.
Con gli stati costituzionali, non si vede più.

Paxtibi said...

Si, però prima degli stati costituzionali si vedeva chi deteneva il potere.

Ora invece solo alla pecorina.
Sarebbe comunque preferibile non prenderla in quel posto, piuttosto che cercare soltanto una posizione più comoda.

Con gli stati costituzionali, non si vede più.

Accontentiamoci di vedere i vari Prodi, Mastella, Schioppa, i Berlusconi, i Fini e i Casini. Già dovrebbero essere sufficienti per capire che qualcosa non sta andando esattamente per il verso giusto.

Anonymous said...

Per non prenderla in quel posto occorre riappropriarsi della proprietà della moneta.

Paxtibi said...

Per riappropriarsi della proprietà della moneta bisogna che la moneta sia qualcosa che si possa "possedere."

Anonymous said...

"BISOGNA ACCREDITARE LA MONETA AL POPOLO DISTRIBUENDO SOLDI TRAMITE IL REDDITO DI CITTADINANZA PER STIMOLARE I CONSUMI PERCHÉ LA GENTE RISPARMIA TROPPO! ALTRIMENTI COME FANNO POI PEDRO E GONZO A COMPRARE LA BIRRA PER POI ABBANDONARE LE LATTINE IN MEZZO AL MARCIAPIEDE?"

Anonymous said...

"BISOGNA ACCREDITARE LA MONETA AL POPOLO DISTRIBUENDO SOLDI TRAMITE IL REDDITO DI CITTADINANZA PER STIMOLARE I CONSUMI PERCHÉ LA GENTE RISPARMIA TROPPO! ALTRIMENTI COME FANNO POI PEDRO E GONZO A COMPRARE LA BIRRA PER POI ABBANDONARE LE LATTINE IN MEZZO AL MARCIAPIEDE?"

Da quanto hai scritto sembra che tu sia Pedro o Gonzo; in ogni caso, un ubbriaco.

Anonymous said...

Per riappropriarsi della proprietà della moneta bisogna che la moneta sia qualcosa che si possa "possedere."

Col sistema bancario vigente, infatti non la si possiede affatto.