Thursday, October 25, 2007

Non voto perché

Riporto dal sito Libertari.org di Leonardo Facco il testo integrale del Manifesto del non voto, che sottoscrivo volentieri.
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Con questo manifesto si vuole portare all’attenzione degli elettori l’inutilità di quel gesto ammantato di “sacralità” che si chiama voto. Sarebbe facile fare demagogia sugli alti stipendi dei politici, sui benefici di cui godono, delle false promesse elettorali, degli sperperi compiuti con i nostri soldi di “cittadini – sudditi – contribuenti” e tutte le altre malefatte che quotidianamente gli organi di informazione portano alla nostra attenzione. Ma l’aspetto fondamentale è porsi la domanda: “perché votare?”

Il voto è indissolubilmente legato al concetto di democrazia e quest’ultima all’idea di libertà; sembra che partecipando alle elezioni che si tengono periodicamente ci si possa sentire immancabilmente liberi. I nostri rappresentanti non perdono occasione per ricordarci che votare è un nostro diritto – dovere e che senza questo “rito pagano” non ci potrebbe essere una convivenza civile e saremmo costretti a vivere in una situazione di caos e di guerra perenne tra gli individui. Peccato che troppo spesso ci si dimentica che nella Germania nazista Adolf Hitler fu eletto democraticamente dal popolo sovrano e che tutte le dittature comuniste (passate e presenti) si definiscono “democratiche”. Solo questi esempi dovrebbero fare riflettere sul binomio democrazia uguale libertà.

Perché votare allora? Ogni volta che ci rechiamo ad un seggio elettorale ci sembra di partecipare alla vita pubblica e di essere fautori del destino della nazione ma le cose stanno veramente così?

Innanzi tutto il concetto di delega è completamente disatteso, in tutti gli ordinamenti giuridici esistono le figure del mandante e del mandatario, nel quale il secondo è obbligato a compiere degli atti giuridici ben definiti per conto del primo. I nostri rappresentanti si comportano secondo questi dettami? No, e si rifanno al dettato costituzionale, un’ottima scusa. La costituzione la rispettano solo quando interessa loro. Rispettano i limiti che gli vengono posti? Chi controlla che tali limiti vengano rispettati?

Per qualunque politico lavorare significa emanare leggi ma tali leggi vengono rispettate da loro stessi? Il caso mele vi ricorda qualcosa? In che misura tali leggi sono di una qualche utilità per il resto della società?

Un ulteriore aspetto da analizzare è quello dei burocrati statali: casta che rappresenta la continuità perenne tra il succedersi dei vari governi. In quale istituzione i lavoratori possono votare i loro datori di lavoro? Qualsiasi cittadino che non ha la “fortuna” di lavorare per lo Stato può scegliere il proprio capo? A quali conseguenze porta questa commistione di interessi? Il politico di turno sarà indipendente dal burocrate? Fino a che punto il burocrate influenzerà il “nostro” mandatario?

A tutte queste domande (e a molte altre che chiunque è in grado di porsi) ciascuno di noi darà le risposte che riterrà più opportune, ma sottrarsi a riflettere su questi argomenti significa arrendersi ad una sorta di karma che decide il nostro destino e soprattutto a perdere la propria dignità di persona in grado di esercitare le proprie facoltà di critica.

Per concludere è utile citare due aforismi che ben rappresentano quanto sopra esposto.
“Lo Stato è quella grande finzione in virtù della quale tutti cercano di vivere alle spalle di tutti” (F. Bastiat).

“La politica è l’arte di cercare guai, trovarne anche se non ce ne sono, fare una diagnosi scorretta e praticare una cura sbagliata” (Sir E. Benn).

Fate circolare il messaggio!


Movimento Libertario

6 comments:

vincenzo said...

quella di facco mi sembra una visione minimalista dello stato, o forse male interpreto le sue parole:"Rispiego meglio. Il Movimento Libertario avrà un programma che potrà essere usato sia per competizioni a livello locale che ad altro livello. Il programma sarà composto da proposte tipo questa: azzeramento di buona parte delle tasse locali e/o regionali e/o nazionali; azzeramento dei contributi pubblici alle associazioni di volontariato; privatizzazione di ogni società partecipata dal denaro pubblico; privatizzazione di tutti i servizi possibili e immaginabili. In breve, sarà un tale pugno nello stomaco che chi ci voterà lo conteremo come uno dei nostri, chi ci metterà alla frusta con domande del tipo “ma poi chi garantirà i servizi” avrà pane per i suoi denti. Non veniamo dalla montagna con la piena. Il Movimento Libertario è nato oltre dieci anni fa su solide basi culturali e non credo avremo problemi a spiegare come potrebbe funzionare il mondo senza che Mastella o Volontè ci rompano le glorie! Usare l’arma politica per diffondere idee sane e di mercato, di libertà e responsabilità, individualiste e fondate sulla libera scelta"

http://tinyurl.com/2ar4n7

http://tinyurl.com/275pr7

Giorgio Mattiuzzo said...

troppo spesso ci si dimentica che nella Germania nazista Adolf Hitler fu eletto democraticamente dal popolo sovrano

Purtroppo la grande illusione della democrazia è che il popolo possa in alcun modo modificare le decisioni politiche dello Stato.

Dispiace vedere che anche i libertari cadano in questo tranello.

Hitler andò al potere sì grazie alla democrazia, ma non per volontà del popolo. Non c'è mai stata nessuna elezione in cui i tedeschi abbiano deciso che Hitler doveva diventare il loro Cancelliere, e il partito Nazionalsocialista non ha mai avuto nessuna maggioranza in Parlamento.

Semplicemente ad un certo punto è stato deciso che Hitler doveva essere capo del Governo e così è stato (nemmeno i nazisti ci credevano veramente).

Direi quindi che una volta di più l'ascesa di Hitler dimostra come la democrazia parlamentare rappresentativa sia solo una presa in giro, alla quale però in molti partecipano volontariamente.

prometeo said...

@ I'm sorry... ma sebbene mi piacerebbe che ci fosse un'alternativa, le proposte del movimento libertario sono irrealizzabili. La necessita' per qualsiasi movimento o partito di interagire con l'esistente meccanismo politico e di conseguenza di accettare e sottostare alla logica della democrazie, che e' non rappresentativa, leva la possibilita' operativa al movimento libertario.

@giogio mattiuzzo
Come del resto Prodi non e' stato votato. E' stato messo li' dov'e' da D'Alema ed esercita il potere in virtu' della fallacia della democrazia. La democrazia e' la dittatura di una oligarchia che in nome di una minoranza domina tutti. Ma che non ha poteri operativi altri che l'imposizione, con il monopolio legalzizzato della violenza, dell'espropriazione sistematica dei beni dei sudditi. Espropriazione neccessaria a ripagare il debito da essa stessa contratto per ricerca i guai di cui sopra, debito, che ha ragion d'essere solo in virtu' dell'infrastruttura legislativa che la medesima oligarchia ha creato ed impone con la violenza.

www.workingideas.wordpress.com

Paxtibi said...

Hai ragione Giorgio, ma in ogni caso la democrazia funziona in questo modo e non potrebbe essere diversamente: una volta passato il concetto di delega, gli elettori non hanno più alcun controllo sugli “eletti” (e se le parole hanno un significato...).

Quello di Hitler è semplicemente il caso di un utile idiota messo lì per diventare comodo capro espiatorio al momento giusto. Ma questo succede sempre, in democrazia come in tutte le precedenti espressioni del potere.

Per quanto riguarda il Movimento Libertario, condivido ovviamente l'invito al non voto, per il resto seguo gli sviluppi, non capisco bene neanch'io se la proposta è quella di uno stato minimo – che per me è un'assurdità – e non sono convinto della scelta di puntare tutto sull'economia e non esprimersi chiaramente sulla guerra.

Come se la guerra non fosse un problema economico, anzi, il problema economico per eccellenza. In fondo, non è forse vero che tutti saremmo disposti a rinunciare alla libertà se questo garantisse la pace? È la pace la priorità. Si è libertari perché si è compreso che rinunciando alla libertà si creano i presupposti per la guerra, difendendola si aumentano le possibilità della pace.

Per me questo dovrebbe essere il messaggio forte e fondamentale dei libertari.

Anonymous said...

Il programma del movimento libertario mi pare stupido e infondato.

Non sarebbe sufficiente eleggere Imperatore la Montalcini e far governare solo lei?

Legittimata dalla Costituzione potrebbe non solo legiferare, ma anche gestire l'economia. A gestire l'editoria penserebbero invece Levi e Mastella.

vincenzo said...

D'accordo con giorgio, anche se non ho nessun dispiacere a vedere un libertario che casca nel tranello. Libertario poi nel senso che ognuno da a quella parola. Condivido il non voto, ma sono piuttosto scettico sulle posizioni di facco.

Concordo con pax quando parla di guerra correlata all'economia e dello stato minimo come un'assurdità. Tuttavia il controllo sugli eletti sarebbe comunque impossibile per una questione pratica o di vita in genere se vuoi.

L'illusione democratica non sta tanto nel voto o la delega rappresentativa, quanto nel propendere con ottimismo verso le istituzioni. Molti votano anche se non credono al voto ma piuttosto nell'istituzione o per sostenere lo stato presente delle cose. I meccanismi sono molto più subdoli e forse ancora restano da essere intesi.