Sunday, October 21, 2007

La cruna dell'ago

Sempre più disgustati dalla cosca al potere come al solito impegnata a proteggere se stessa ed i suoi privilegi con veri e propri attacchi allo stato di diritto, rinfranchiamo lo spirito con una notizia tratta da Repubblica che dimostra la persistenza di qualche forma di vita intelligente in Italia. È il resoconto dell'esperienza di Enzo Rossi, imprenditore marchigiano di successo:
Per un mese ha provato a vivere con lo stipendio di un operaio. Dopo 20 giorni ha finito i soldi. Enzo Rossi, 42 anni, produttore della pasta all'uovo Campofilone, ha deciso allora di aumentare di 200 euro al mese, netti, gli stipendi dei suoi dipendenti, che sono in gran parte donne. Ha dichiarato di essersi vergognato, perché non è riuscito a fare nemmeno per un mese intero la vita che le sue operaie sono costrette a fare da sempre. Ha detto che "è giusto togliere ai ricchi per dare ai poveri".
Il quotidiano progressista non poteva certo lasciarsi sfuggire quest'ultima battuta, che sottolinea con la domanda: “Signor Rossi, per caso non sarà comunista?” Al cronista sfugge evidentemente il piccolo particolare che la sottrazione in questione è avvenuta spontaneamente, a seguito di una decisione unilaterale del “padrone.” Che infatti spiega: "No. Non sono marxista. Sono un ex di destra. Ex perché quelli che votavo non sanno fare nemmeno l'opposizione". Orrore e raccapriccio: lo spettro dell'antipolitica!

Non è strano? Mentre i sindacati confederali – unica difesa dei lavoratori verso l'avidità criminale dei padroni, ricordiamolo – organizzano un referendum-farsa per creare la falsa impressione di un appoggio popolare al protocollo sul welfare, già da tempo sottoscritto con Governo e Confindustria e immodificabile, del benessere dei lavoratori finisce per interessarsi proprio uno dei loro peggiori nemici: un imprenditore. Che non ha bisogno della solidarietà imposta dalla cosca per comprendere che chi lavora per lui merita rispetto e considerazione.
“Secondo l'Istat, il costo della vita è aumentato di 150 euro al mese. Per quelli come me non sono nulla. Per gli operai 150 euro al mese in meno sono quasi 2.000 all'anno, e questo vuol dire non pagare le rate della macchina o non comprare il computer al figlio.”
E ancora:
“Da due anni le cose vanno davvero bene, e mi posso definire benestante. Non è giusto che sia solo io a goderne. Il valore aggiunto derivato dalla trasformazione della farina e delle uova deve portare benefici sia ai contadini che mi danno la materia prima che ai lavoratori della fabbrica.”
Fin qui, atmosfera da libro Cuore, si immagina la gioiosa eccezione del ricco folgorato dalla luce divina che passa con il cammello per la cruna dell'ago, ma c'è dell'altro: a quanto pare, dietro la decisione ridistributiva del signor Rossi non c'è soltanto la solidarietà, l'umana empatia, ma – sorpresa! – anche un vero e proprio calcolo economico (oh no!):
“E poi, lo confesso, io ho aumentato i salari anche perché sono un egoista. Secondo lei, come lavora una madre di famiglia che sa di non poter arrivare a fine mese? Se è in paranoia, dove terrà la testa, durante il lavoro? Le mani calde delle mie donne che preparano la pasta sono la fortuna della mia azienda. E' giusto che siano ricompensate.”
Ma come, questa è la logica del profitto, quella che rende i ricchi sempre più ricchi e gli schiavi sempre più schiavi! Com'è possibile che abbia fatto guadagnare ai lavoratori 200 euro netti al mese? Sarà una bufala, se i sindacalisti, paladini dei lavoratori, non ci sono mai riusciti, Enzo Rossi non può esistere. Benvenuto quindi nella terra dei gongori.

3 comments:

vincenzo said...

per chi ha avuto anche la fortuna di lavorare con gente così sa di cosa si tratta. Qui fuori c'è tanta gente così e ciò è una prova dell'inutilità della coercizione sindacale. Ma domani il mintru cancellerà la notizia e la razione di cioccolata verrà alzata.

Anonymous said...

Concordo sulle notizie: da un po' di tempo la COSCA si sta preoccupando di dire che in Italia l'antipolitica perde!
Prima si fa a botte destra e sinistra, ma appena arriva uno (anzi...direi più di uno) a dire : "Andatevene a fanculo tutti, ingnoranti prepotenti!" Casta e Seguito (giornalisti e opinionisti) cercano di dimostrare che chi critica è in minoranza.
Stamattina (La7) la preoccupazione di chi ha fatto la manifestazione comunista di sabato a Roma (contro il governo...ma non contro Prodi...bellissimo come fratello Marx abbia insegnato a questi coglioni a dire di tutto senza sentirsi ridicoli!), dunque...la preoccupazione era di dire: noi eravamo un milione, i fasci sabato scorso erano mezzo milione (vanno pure a braccetto adesso!), a votare le primarie erano 3 milioni...ma dove sono questi anti-politici?
P.s. chi ha visto Report ieri sera è riuscito a addormentarsi senza vomitare?
TETE

vincenzo said...

l'ho visto report. in paragone l'italia è disdicevole, ma attenzioni a giudicare la puntata come comparizione tra due o tre cose, piuttosto che come modelli da seguire.