Tuesday, August 4, 2009

Salviamo il mondo


A volte uno si chiede, ma sono solo io a vedere la totale assurdità delle azioni dei politici, che mentre affermano la più ferma volontà di “salvare l'economia” l'affondano in un abisso sempre più profondo? Che da una parte si ergono a paladini della sicurezza e della salute pubblica e dall'altra scoperchiano il vaso di Pandora di tutte le possibili nefandezze che possono affliggere una società? Solo io scorgo nelle loro frasi pompose l'inconfondibile traccia della più sconcia e sfrontata ipocrisia?

Poi leggo un pezzo di Butler Shaffer e, con un misto di sconforto e di sollievo, mi dico no, non sono il solo...
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Di Butler Shaffer


La mia comprensione della storia, dell'economia e delle leggi della causalità, da tempo mi ha portato a prevedere l'attuale crollo della civiltà occidentale. Non avevo però previsto il precipitare della cultura nel buco nero che la attende. Come T.S. Eliot, immaginavo che la società occidentale sarebbe finita “non con uno scoppio ma con un sospiro.” Avevo previsto un declino più graduale, in cui gli individui avrebbero potuto fare quelle necessarie modifiche nelle loro vite che ne avrebbero alleggerito gli effetti ed avrebbero contribuito a ristabilire l'ordine sociale.

I sintomi del nostro declino-e-caduta stanno diventando sempre più evidenti anche a coloro che, non molti anni fa, consideravano la finale di American Idol come il massimo della preoccupazione. Una mentalità sondaggista ha sostituito il pensiero nel nostro mondo moderno, creando un atteggiamento mentale collettivo che insiste su risposte istantanee alle domande che poche persone sono in grado di porre. E mentre il meccanismo della causalità rivela le inesorabili conseguenze di premesse fondate sulla stupidità assoluta, un'orgia di fantasie socio-economiche ci ha sommerso. È raro che passi una settimana senza che qualche fesso – in carica o meno – alzi la posta in un bull market dell'imbecillità senza freni. Tali sforzi continuano a produrre un'espansione nel P.I.L. (“Programmi Inesorabilmente Letali”), con politici, accademici e personaggi dei media che – come i passeggeri dei taxi di San Francisco – si spingono l'un l''altro per essere i primi a salire a bordo.

Murray Rothbard disse, più di una volta, che non c'è niente di male in una persona che non comprende l'economia; ma anche che chi ignora i principi economici non dovrebbe proporre politiche di governo per governare l'attività economica. Mi riesce difficile immaginare Murray che rimane calmo mentre una moltitudine di uomini e donne – con una vaga comprensione dell'economia – consultano le loro tavole Ouija in cerca di ulteriori “soluzioni” al caos calcolato generato dai precedenti praticanti del misticismo politico.

Incapace di dedicarsi all'analisi economica che spiegherebbe e fornirebbe una base per la soluzione dell'attuale crisi – un approccio che metterebbe in discussione l'intera logica dello statalismo – l'ordine stabilito è stato costretto a cercare altre spiegazioni razionali per la sua autorità. Il New Deal ci ha dato una proliferazione di enti federali per fare ciò che Platone immaginò possibile, vale a dire pianificare e dirigere il corso dei sistemi economici. Ma lo studio del caos e della complessità – insieme alla storia di fallimenti della pianificazione statale – ha mostrato la fallacia di tale pensiero. Come esempio lampante, la gente comune sta scoprendo ciò che Ron Paul ed altri hanno osservato a lungo: il vantato sistema “indipendente” della Federal Reserve non è solo incapace di regolamentare il mercato, ma è stata una delle agenzie principali nella semina della confusione nella nostra vita economica.

L'immagine platonica dei “re filosofi” assisi al vertice di piramidi di potere che dirigono le vite di centinaia di milioni di persone verso fini mal definiti, è sempre più messa in discussione da coloro che producono un ordine genuino nella società. Contrariamente ai principi fondanti di tutte le forme di statalismo, è l'ordine spontaneo generato dall'individuale perseguimento di interessi personali in un mercato che rende possibile sia la nostra libertà che il nostro benessere materiale. Ma nei marmorei corridoi dello stato, come pure nei media adulatori e nelle istituzioni accademiche ben pagati per propagare una continua fede nel culto del potere centralizzato, il mantra viene ancora ripetuto, soltanto con qualche modifica nel contenuto delle litanie per adattarsi alle nuove situazioni. “Salviamo il pianeta” ha ora sostituito “salviamo la democrazia,” ma l'edificio delle strutture del potere statale rimane intatto.

Perché una cultura precipiti nel buco della memoria della storia, e con l'illusione della pianificazione centrale che non ha più il supporto intellettuale di un tempo, l'ordine stabilito si è rivolto alla più disperata delle misure: il pensiero magico imposto con la pura e amorale coercizione. Non prevale più la pretesa di una base scientifica e razionale per la pianificazione di stato. Piuttosto, si fa ricorso ad un tipo di stregoneria politica – avvolta in quel termine da modificazione comportamentale che è lo “stimolo.” Trilioni di dollari vengono regalati agli amici corporativi di chi sta al potere, e il sistema aspetta di vedere cosa accadrà. In quella che persino il vice presidente ha chiamato una forma di “congettura,” lo stato ha rivelato il suo sofismo di fondo.

In una società così profondamente politicizzata come la nostra, la massa reagirà sempre chiedendo allo stato di fare “qualcosa,” un atteggiamento mentale che dà agli statalisti un perenne incentivo ad identificare – o inventare, se necessario – paure che possono essere usate per aumentare il potere dello stato. Quando la civiltà stessa sta crollando, la massa insisterà che si faccia qualcosa qualsiasi cosa – se non altro per mantenere viva l'illusione che lo stato abbia ancora il controllo degli eventi mondiali e possa agire per ottenere i risultati voluti. Per la maggior parte delle persone la consapevolezza che non c'è niente che lo stato possa fare per cambiare il destino di cui è la causa è altrettanto inaccessibile delle parole di un medico che ai membri della famiglia comunichi che lo stato terminale dello zio Willie non può essere superato con l'Unguento Anticancro del Dott. Quack!

Che altro ci si potrebbe attendere dai sistemi politici, la cui unica caratteristica distintiva è il godimento di un monopolio dell'uso della violenza? La “ragione,” nella bocca dei funzionari di governo, si riduce sempre a nient'altro che razionalizzazioni per giustificare qualunque cosa gli statisti vogliano fare. Quando i risultati promessi della pianificazione economica non arrivano, le truppe – con i loro carri armati, autoblindi, elicotteri d'assalto e mitragliatrici – scenderanno in campo per far rispettare la volontà dello stato. A quel punto l'uomo comune americano potrà cominciare ad imparare ciò che impararono i tedeschi e i russi, vale a dire che la presunta distinzione fra “applicazione di legge” e “difesa nazionale” non è che un altro inganno impiegato per proteggere l'establishment dalla suo stesso popolo.

E così, pare che abbiamo raggiunto quella fase in cui la violenza dello stato si è trasformata nella sua stessa raison d'être. I problemi sociali ed economici non sono più considerati all'interno della sfera d'autorità degli enti legislativi; il congresso è troppo lento per agire quando “abbiamo bisogno di azione!,” e così il presidente o il governatore assumono la direzione e – senza l'approvazione di nessuno – nominano un altro “zar” per governare vari reami dell'attività umana. Il mio dizionario mi ricorda che i sinonimi di “zar” includono “despota,” “tiranno,” “dittatore,” “padrone di schiavi,” “duce,” “oppressore,” e “Führer.” Un servizio giornalistico ci informa che sono stati nominati circa trentadue “zar” in una quantità di stati.

Questo è ciò che siamo diventati, una conseguenza che dovrebbe rivelare a tutti che scribacchiare delle parole su una pergamena e chiamarle “costituzione” è inefficace nell'impedire ad un significativo numero di persone di fare quel che vogliono. La risposta di certe “teste parlanti” dei media mainstream all'abbraccio dell'America con gli zar non è stata di mettere in discussione le implicazioni del potere statalista, ma solo di suggerire di chiamare tali funzionari con un altro nome! Com'è diventata la norma nel nostro mondo, se usiamo una parola alternativa per descrivere qualcosa (per esempio, “waterboarding” anziché “tortura”), questo diventa un atto diverso.

Mentre il Babbeus Americanus ha imparato il suo catechismo sui costi della sanità e sul terribilissimo, prossimo “cambiamento climatico,” possiamo attenderci che alcuni di questi “zar” si riuniscano e pianifichino una soluzione ad entrambi? Forse presto ci informeranno che ogni persona produce circa 2,3 libbre di anidride carbonica al giorno, un importo che si traduce in 2,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica all'anno per tutti e sei i miliardi di esseri umani. Forse le persone potrebbero essere eutanasizzate all'età di 65 anni – quando la maggior parte di loro è diventata economicamente improduttiva, e sempre più costosa per la previdenza sociale ed il sistema sanitario – una soluzione che ridurrebbe notevolmente la loro produzione di anidride carbonica. Mentre un tale programma vedrebbe esentati i re-filosofi, dalla prossima generazione di Babbeus – poco pratica della natura sia di principio filosofico che spirituale di quel che significa essere umani – possiamo probabilmente attenderci che lo abbracci. Dopo tutto, quale abitante del nostro disumanizzato mondo nuovo e coraggioso potrebbe mai resistere ad una serie di spot televisivi con un orso polare sul suo piccolo blocco di ghiaccio?

9 comments:

Appenninico said...

Lo stesso cambiamento climatico per il quale le Macchie Rosse, su Giove, sono diventate da una a tre, dal 2006 ad oggi.
Lo stesso cambiamento climatico per cui gli astronomi, nel 2007, segnalarono un aumento generalizzato della temperatura in tutto il sistema solare.
Evidentemente, su Urano hanno molti Suv.

Anonymous said...

Ma cazzo dici? l'unico economista,e ripeto,l'UNICO che aveva capito tutto era Hjalmar Schacht,e prova a smentirmi,te e le tue idealizzazioni assurde.Anch'io ho letto Von MIses e pensa che "la grande depressione" di Rothbard ce l'ho qui sul tavolo davanti a me.Non mi credi? ha la copertina verde e bianca.prefazione di Lorenzo Infantino.Universale Rubettino.Voi libertari siete dei sognatori,il libero mercato è una grande stronzata.Ad esempio,io sono 10 anni e passa che colleziono monete d'oro,un mercato che più libero di così si muore.Le ultime sterline le ho comprate in un piccol negozio di numismatica a 150euro,mentre l'intercoin le faceva 180euro.Ora,secondo il vostro ragionamento,il numismatico che mi ha venduto le monete dovrebbe a vere successo nella sua attività,mentre quelli dell'intercoin che sono ladri,facce da culo e pezzi di merda,dovrebbero fallire.Invece no! è vero il contrario.il numismatico sotto casa mia è un povero sfigato,mentre quelli dell'intercoin sono delle Star.E sai perchè? perchè quelli dell'intercoin hanno i soldi,si fanno un sacco di pubblicità.La gente è ignorantissima(questo la vostra scuola non ne tiene conto) e va a comprare le monete all'intercoin.

Anonymous said...

per non parlare di quella feccia di merda di catena di negozi che si fa chiamare "il mercato dell'oro" che sono degli usurai e pagano il metallo giallo 13 euro al grammo,(mentre sto scrivendo quota 20.19),anche questi stanno facendo soldi a palate alle spalle dei coglioni che non hano un'idea di dover andare a vendere l'oro e si rivolgono a loro,perchè fanno pubblicità su tutti igiornali.La gente o è ladra o cogliona e non c'è bisogno di scomodare Freud per rendersene conto.Per Questo il libero mercato è pura utopia.Se si volesse fare il bene della gente onesta bisognerebbe seguire l'esempio di Schacht e..non vado oltre perchè non voglio beccarmi una denuncia(ma tanto hai capito)altrimenti lasciamo le cose come stanno e si salvi chi può.
Goldhunter

Anonymous said...

ah dimenticavo,visto che in italia appena uno apre bocca lo si cataloga:comunista,fascista,razzista,omofobo,guelfo o ghibellino;a me delle ideologie non me ne frega un cazzo,mi interessa solo il ragionamento e cercare di capire nell'ambito del possibile.

rantasipi said...

La gente o è ladra o cogliona

E tu, a quale delle due categorie appartieni? Aspetta, provo a indovinare...

Anonymous said...

ah,immaginavo che dicevi così,sembri quel pelato stoccafisso di Facco!!la gente è ladra o cogliona nel senso di homo homini lupus,oppure,bellium contra omnes..e voi smettete di fare gli idealisti che non avete più l'età.Pensa che i miei amici ed io,quando siamo giù di morale guardiamo i video di Facco e poi leggiamo i commenti di quelli che lo prendono per il culo e lui che risponde a suon d insulti e parolacce.Voi non ve ne rendete conto,ma per chi vede la cosa da fuori è una comica esilarante,alla Richard Benson..ah,ha

Paxtibi said...

Messi bene, tu e i tuoi amici. Ognuno, del resto, si diverte come puo'.

Pippo said...

Hjalmar Schacht?
mmm e certo che aveva capito tutto... ma a me non sembra che fosse l'unico, non mi pare che abbia concepito politiche economiche molto diverse dalle varie politiche Keynesiane tanto care a tutti gli statalisti di ogni colore... l'unica differenza è stata quella di prendersi il leggerissimo vantaggio di ignorare il debito esistente... poi, può essere pure che mi ricordo male.
Aggiungo che leggere non significa anche capire... nonostante che la teoria economica austriaca sia di una semplicità disarmante.

astrolabio said...

anonimo in realtà sta cosa della concorrenza perfetta è una critica semmai alla visione neoclassica microeconomica, non a quella austriaca, nonostante sappia di che colore è il libro di rothbard, magari è il caso che ci togli anche il cellophan e ti leggi qualcosa di hayek che ha trattato l'argomento, inoltre se esordisci dicendo che cazzo dici è un po' patetico pretendere di essere trattato coi guanti