Monday, July 30, 2007

La sordina

“See, in my line of work you got to keep repeating things over and over and over again for the truth to sink in, to kind of catapult the propaganda.”
(George W. Bush)
Ci sono notizie che conquistano le prime pagine a titoli cubitali, che quando si sgonfiano, le smentite le devi cercare tra gli annunci personali e i necrologi. Sono le notizie del terrore, quelle del "vivono tra noi", dell'emergenza continua, degli arresti a tappeto, che tanto bene riescono a creare l'impressione di una società in pericolo, sotto la minaccia di assassini fanatici e inafferrabili: sì, perché quelli che invece vengono fermati, di solito non sono quelli giusti. Ed è allora che la montagna di inchiostro della "prima" si trasforma nel trafiletto-topolino delle pagine interne, giusto per coltivare l'illusione di fare informazione senza disfare il mostro appena creato nell'immaginario collettivo.

L'ultima notizia in ordine di tempo riguarda il rilascio del medico indiano arrestato in Australia, ma è solo una tra le tante, tanto numerose quanto nascoste.
Cadono le accuse di "supporto terroristico" nei confronti di Mohamed Haneef, il medico indiano fermato dalla polizia australiana all'aeroporto di Brisbane, all'indomani dei falliti attentati di Londra e Glasgow.
Il Direttore dei pubblici ministeri del Commonwealth, Damian Bugg, ha ritirato le accuse contro il medico ammettendo che "si è trattato di un errore".
Haneef era stato accusato di "supporto a gruppo terroristico", dopo che una sua scheda telefonica era stata trovata in possesso di uno degli attentatori di Glasgow, suo cugino di secondo grado. Detenuto dal 2 luglio, incriminato soltanto dopo 12 giorni, Haneef è stato anche privato del permesso di lavoro.
Superfluo sottolineare il disprezzo che lo stato mostra per i diritti umani di cui si proclama ad ogni occasione strenuo difensore, ma che non tarda mai di negare in nome della sicurezza nazionale e del bene comune che tanto comune non è, visto che non comprende gli arrestati ingiustamente. E poco alla volta, grazie alla propaganda e alla paura da essa generata, il bene comune comprende sempre meno persone: tutti siamo in pericolo, perché tutti sono sospetti, questo è l'assioma che la grancassa dei media pompa nel pubblico con le prime pagine sulle clamorose operazioni di polizia, sulle retate, sugli insospettabili dalla doppia vita. Salvo poi smentire in sordina, pro forma, là dove non leggerà nessuno a parte i paranoici di internet.

Il sistema è ormai tanto abusato, che la natura propagandistica dell'informazione mainstream, il suo essere un meccanismo orwelliano di revisione del passato e di continua creazione del presente, è diventata esplicita, addirittura plateale. Ma se lo può permettere: il suo pubblico, nella gran maggioranza, non ha gli strumenti per accorgersene. Sarebbe da ingenui, del resto, aspettarsi di riceverli dalla scuola pubblica, che è piuttosto il primo stadio della programmazione mentale di stato in questo grande esperimento sociale in cui tutti siamo immersi.

Sullo stesso argomento:

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Vivere in emergenza

Il leader di Al Qaeda era un attore


2 comments:

libertyfighter said...

Clap clap clap
Caro Pax sei sempre perfetto!

Paxtibi said...

Grazie, grazie, troppo buono...

:)

A proposito, da qualche parte c'è una lista delle vittime del terrorismo islamico in Europa negli ultimi anni: il numero totale è inferiore anche ai morti "per pianoforte caduto in testa durante un trasloco"... eppure, chissà perché, dev'essere la nostra prima preoccupazione.