Sunday, February 17, 2008

Mattatoio 5

Slaughterhouse Five (Mattatoio 5, '72) di George Roy Hill è la versione cinematografica dell'omonimo romanzo del '69 di Kurt Vonnegut, che certamente converrebbe leggere prima di vedere il film, senza comunque il timore di restare delusi. Storia inusuale del protagonista Billy Pilgrim, che per uno strano caso del destino è costretto a vivere gli episodi della sua vita in ordine solo apparentemente casuale, quando in effetti tutto gira attorno al momento cardine del bombardamento di Dresda, del quale, come lo stesso Vonnegut nella realtà, è uno dei pochi sopravvissuti. Un inno contro la guerra e la sua assurdà crudeltà.

Saturday, February 16, 2008

Opere pubbliche femminili

Questa settimana il nostro inviato da Laputa ci accompagna, novello Virgilio, in un'ardita quanto piacevole incursione in quella che per i maschiacci come noi è una specie di impenetrabile quarta dimensione: il misterioso mondo popolato da quelle soavi ed enigmatiche creature chiamate donne. Devo confessare che di tutte le esplorazioni del nostro inviato questa è forse quella che più mi inquieta. Cosa scoprirà? Quali inconfessabili segreti verranno alla luce, potrò ancora dormire sonni tranquilli o mi sveglierò nel cuore della notte tutto sudato?

Ma soprattutto: riuscirò a capirci qualcosa? Numerose esperienze passate mi suggeriscono di dubitarne. In compenso ci sono sempre i “soliti noti” che hanno ben compreso come sfruttare anche questa attrazione ancestrale per i loro scopi, ma anche questa non è una novità.

Il buon Giovanni Pesce suggerisce di coadiuvare la lettura con un buon Ouzo, da parte mia vi ricordo che va sempre gustato accompagnato con qualche stuzzichino – sardine salate e olive greche (“ελιές των ηρώων”) sarebbero ideali – e vi auguro un buon fine settimana.
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Di Giovanni Pesce


Ho fatto esperienza che nei post che trattano anche occasionalmente l’elemento femminile c’è una forte partecipazione dei lettori del Gongoro.

E’ da sempre così; anzi i pastori dei nostri cervelli hanno utilizzato questa nostra naturale predisposizione per dei fini utili massimamente a loro.

Ci hanno presentato l’elemento femminile come fattore chiave per accompagnare altre decisioni e questo tipo di operazioni fa parte della storia dell’umanità.

Nei tempi antichi c’era il mito di Iside/Cibele/Diana/Artemide alle quali venivano dedicate delle bellissime opere pubbliche (basiliche), con, ahimè, un forte impegno di finanza pubblica.

Con il termine basilica attualmente si intende un edificio di culto sacro, in origine ed in particolare ad Efeso per basilica si intendeva un’opera pubblica dove si amministrava il governo o la giustizia. Se dal punto di vista keynesiano il risultato economico della costruzione dell’opera pubblica era significativo, eccezionale era il risultato artistico.

Ad Efeso venne costruita una delle sette meraviglie del mondo antico: Il tempio di Artemide/Diana; purtroppo questa opera pubblica non ha retto all’avanzare del tempo e non è giunta a noi. Ancor prima, sempre ad Efeso, era stata costruita la basilica di Cibele “Gran madre”; sembrerebbe che invece di costruire le classiche strade, in “mancanza di chilometri” si costruissero basiliche.

L’adorazione della donna doveva essere molto forte in Asia Minore, tant’è che molte donne si trovarono bene in quei posti e la fama si diffuse nel Mediterraneo e così anche la Madonna si sarebbe trasferita ad Efeso accompagnata da San Giovanni, subito dopo i fatti di Gerusalemme.

Tuttora a nove km a sud di Efeso, su un fianco dell'antico monte Solmisso, circondata da una folta vegetazione si erge una piccola cappella conosciuta come casa della Madre Maria (Meryem Ana (!)).

Ma Efeso è famosa anche per la favola milesia di Petronio conosciuta con il nome “Matrona di Efeso” che ha dei riferimenti precisi a fatti conosciuti con ben altri protagonisti.
E che dire della Dama Kypsò (Calipso dell’Odissea vera “Gypsy Queen”) di Ipponatte di Efeso?

Ed ad Efeso fu deciso nel concilio del 431 d.c. di iniziare l’adorazione di Maria.

Riassumendo, possiamo notare come i nomi della Grande Madre siano tanti rispetto ad un unico argomento: Inanna per i Sumeri, Ishtar per gli Accadi, Anat ad Ugarit, Atargatis in Siria, Artemide-Diana ad Efeso, Baubo a Priene, Aphrodite-Venere a Cipro, Rea o Dictinna a Creta, Demetra ad Eleusi, Orthia a Sparta, Bendis in Tracia, Cibele a Pessinunte, Ma in Cappadocia, Bellona a Roma.

A seconda dei vari problemi da superare venivano utilizzati, accanto ai nomi già citati, degli appellativi come “Gran Genitrice,” “Vergine,” “Regina Coeli” e simili tutti collegati al sentimento di base “standard” nei confronti dell’elemento femminile. Il sentimento di base verso la figura femminile probabilmente si matura al momento dell’attaccamento a quel corpo che, per primo, i bambini sentono e a cui restano legati per sempre; un imprinting vero e proprio.

Purtroppo a causa di questo imprinting, siamo invogliati ad essere legati ad automobili, opere pubbliche e tutti quegli oggetti che ci vengono propinati mediante l’uso mediatico della figura femminile, sia lato “A” che lato “B”.

Propongo quindi al Ministro dell’Economia di nominare la prossima basilica (opera pubblica, ndr) con un grazioso nome femminile.

Spero che sig. Tessera P2 n. 1816 e mr. Bilderberg '96 si ricordino di questo consiglio per la costruzione del loro Piano delle Grandi Infrastrutture.

Messalina – il Ponte sullo Stretto
Veruska - La Regina della TAV
potrebbero essere delle soluzioni vincenti per la prossima ottava meraviglia.

Spero che la scuola economica austriaca non se ne abbia a male, ma sono convinto che, quando c’è di mezzo un bel pezzo di ragazza, l’economia passa in secondo piano e molti problemi vengano risolti prima ancora di essere pensati.

Forse è questo il motivo per il quale alla Sfinge (grande opera pubblica) era stata data una sembianza femminile.

Ci penserò questa settimana con un bicchierino di Ouzo, per via dei trascorsi mediterranei di Pax.

Friday, February 15, 2008

Governati dal caso?

Questo articolo di Rothbard, originalmente apparso in Reason nell' aprile del 1977, è stato pubblicato oggi da mises.org in “prima pagina,” e chiaramente, da buon “anarco-cospirazionista” non potevo lasciarmelo sfuggire. Un must per chi non crede che gli eventi umani siano governati esclusivamente dal caso.

Imperdibile la chiosa di Rothbard che definisce quelli che oggi chiameremmo “debunker,” semplicemente, naïf.

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La teoria cospirazionista della storia rivisitata

Di Murray N. Rothbard


Ogni volta che viene presentata un'analisi pragmatica su chi ci governa, su come i loro interessi politici ed economici si intrecciano, è invariabilmente denunciata dai progressisti e dai conservatori dell'establishment (e perfino da molti libertari) come “teoria cospirazionista della storia,” “paranoica,” “economicamente determinista,” e perfino “marxista.” Queste etichette denigratorie sono applicate trasversalmente, anche se tali realistiche analisi possono essere, e sono state fatte da tutte le parti dello spettro economico, dalla John Birch Society al partito comunista. L'etichetta più comune è “cospirazionista,” scagliato quasi sempre come epiteto ostile piuttosto che adottato dal “cospirazionista” stesso.

Non meraviglia che queste realistiche analisi vengano enunciate solitamente da vari “estremisti” al di fuori dal consenso istituzionale. Perché è vitale per il continuo dominio dell'apparato dello Stato che abbia legittimità e perfino santità agli occhi del pubblico ed è vitale per tale santità che i nostri politici e burocrati siano ritenuti essere spiriti incorporei dedicati solamente al “bene comune.” Lasciate una volta che il gatto esca dal sacco rivelando che questi spiriti sono tutti troppo spesso ben piantati nella solida terra del favoritismo verso un insieme di interessi economici e la basilare mistica del governo comincia a collassare.

Facciamo un facile esempio. Supponete che scoprissimo che il congresso ha approvato una legge che aumenta la tariffa dell'acciaio o impone quote di importazione sull'acciaio. Certamente soltanto un imbecille non riuscirebbe a rendersi conto che la tariffa o la quota è stata approvata per favorire gruppi di pressione dell'industria siderurgica interna, ansiosa di impedire l'ingresso a competitori stranieri efficienti. Nessuno scaglierebbe l'accusa di “cospirazionista” contro una tal conclusione. Ma quello che fa il cospirazionista è semplicemente di estendere la sua analisi fino ai provvedimenti del governo più complessi: per esempio, ai progetti di lavori pubblici, l'istituzione della ICC [Interstate Commerce Commission, ndt], la creazione del sistema della Riserva Federale, o l'entrata degli Stati Uniti in una guerra. In ciascuno di questi casi, il cospirazionista si chiede cui bono? Chi trae beneficio da questo provvedimento? Se trova che il Provvedimento A avvantaggia X e Y, il suo passo successivo è di investigare l'ipotesi: hanno Y e X in effetti fatto pressione per il passaggio del Provvedimento A? In breve, X e Y hanno capito che avrebbero ottenuto vantaggi e si sono comportati di conseguenza?

Lungi dall'essere un paranoico o un determinista, l'analista cospirazionista è un prasseologo; crede cioè che le persone agiscano con uno scopo, che facciano scelte coscienti di impiegare dei mezzi per arrivare a degli obiettivi. Quindi, se una tariffa dell'acciaio è passata, egli suppone che l'industria siderurgica ha spinto per essa; se un progetto di lavori pubblici viene creato, suppone che sia stato promosso da un'alleanza di imprese edili e sindacati che hanno goduto dei contratti per i lavori pubblici, e di burocrati che hanno espanso le loro attività e i loro redditi. Sono gli avversari dell'analisi “cospirazionista” a professare di credere che tutti gli eventi – almeno nel governo – siano casuali e non pianificati e che quindi le persone non si impegnino in scelte e piani con uno scopo.

Ci sono, naturalmente, buoni analisti della cospirazione e cattivi analisti della cospirazione, proprio come ci sono buoni e cattivi storici o professionisti in qualsiasi disciplina. Il cattivo analista della cospirazione tende a fare due tipi di errore, che effettivamente lo lasciano scoperto di fronte all'accusa istituzionale di “paranoia.” In primo luogo, si ferma al cui bono; se il provvedimento A avvantaggia X e Y, conclude semplicemente che quindi X e Y sono responsabili. Non riesce a rendersi conto che questa è solo un'ipotesi e deve essere verificata scoprendo se X e Y hanno realmente agito in tal senso (forse il più strambo esempio a questo proposito è stato fornito dal giornalista britannico Douglas Reed che, vedendo che il risultato delle politiche di Hitler era la distruzione della Germania, concluse, senza ulteriori prove, che Hitler fosse quindi un agente cosciente di forze esterne che deliberatamente volevano rovinare la Germania). Secondo, il cattivo analista della cospirazione sembra avere una compulsione a raccogliere tutte le cospirazioni, tutti i cattivi blocchi di potere, in una sola gigantesca cospirazione. Invece di vedere che ci sono molti blocchi di potere che cercano di guadagnare il controllo del governo, a volte in conflitto e a volte alleati, egli deve presupporre – sempre senza prove – che un piccolo gruppo di uomini li controlla tutti, e che sembri soltanto che siano in conflitto.

Queste riflessioni sono provocate dal fatto quasi plateale – così plateale da essere rilevato dai principali settimanali – che virtualmente l'intero gruppo dirigente della nuova gestione di Carter, da Carter e Mondale in giù, è formata da membri della piccola, semisegreta Commissione Trilaterale, fondata da David Rockefeller nel 1973 per proporre politiche per gli Stati Uniti, l'Europa occidentale ed il Giappone, e/o da membri della Fondazione Rockefeller. Il resto è legato a interessi corporativi di Atlanta e particolarmente alla Coca-Cola Company, la società principale della Georgia.

Bene, come giudichiamo tutto ciò? Diciamo che gli sforzi prodigiosi di David Rockefeller in favore di certe politiche pubbliche sono soltanto il riflesso di un indeterminato altruismo? O che c'è in ballo l'inseguimento dell'interesse economico? Jimmy Carter è stato nominato membro della Commissione Trilaterale non appena è stata fondata perché Rockefeller e gli altri desideravano ascoltare la saggezza di un oscuro governatore della Georgia? O è stato estratto dall'oscurità e fatto presidente con il loro supporto? J. Paul Austin, capo della Coca-Cola, è stato uno dei primi sostenitori di Jimmy Carter soltanto per la sua preoccupazione per il bene comune? Tutti i Trilateralisti e la gente della Fondazione Rockefeller e della Coca-Cola sono stati scelti da Carter semplicemente perché le ha ritenute le persone più capaci per il lavoro da fare? In caso affermativo, è una coincidenza che fa trasecolare. O ci sono più sinistri interessi politico-economici in questione? Io sostengo che i naïf che rifiutano testardamente di esaminare l'interazione dell'interesse politico ed economico nel governo stanno gettando via uno strumento essenziale per analizzare il mondo in cui viviamo.
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Murray N. Rothbard (1926-1995) è stato rettore della Austrian School.
Vedi il suo archivio. Commenta sul blog.

Posa il fiasco!

“Double, double toil and trouble; Fire burn, and cauldron bubble”
(William Shakespeare)
Infinita è la scorta di buonumore a cui si può accedere leggendo gli articoli degli “esperti di economia.” Quest'ultima perla, pubblicata da MSN Money, è di tale Scott Burns, che non riesco a capire se l'ha scritta da ubriaco, sotto la minaccia di una pistola, e se è proprio imbecille di suo. La sua domanda è:
Avendo appena passato cinque giorni nel disastro che è il mercato immobiliare della Florida, mi domando: è possibile che gli attacchi terroristici del 11 settembre 2001 siano stati la causa alla radice del crollo dei prezzi delle case?
Incredibile vero? Se non fosse stato per gli arabi cattivi, tutto sarebbe andato nel migliore dei modi, i prezzi delle case avrebbero continuato a salire all'infinito, anche i mendicanti storpi avrebbero acceso un mutuo, e tutti sarebbero vissuti felici e contenti senza bisogno di lavorare, solo rifinanziando l'ipoteca. Ma l'arabo invidioso odia la nostra felicità e ha rovinato tutto. Continua l'ubriaco:
È possibile che i mutui subprime e la speculazione su costruzione/acquisto siano stati nient'altro che degli strumenti, l'equivalente degli aerei di linea dirottati?
Come i pazzi, anche gli alcolizzati talvolta giungono alla verità, purtroppo però non riescono ad afferrarla: se è vero che quelli sono strumenti, non sono certo in mano agli “islamisti radicali,” ma a qualcuno che il povero derelitto evita accuratamente di nominare.
Eravamo durante il secondo anno di un brutale declino triennale del mercato azionario quando i terroristi islamici radicali hanno distrutto il WTC. Nondimeno, i soldi presi in prestito non erano esageratamente a buon mercato. Il tasso d'interesse federale, sceso da quasi il 6% degli anni del boom di Internet, era nell'agosto 2001 del 3.65%.

È caduto a 1.75% nelle settimane degli attacchi terroristici. Gli amministratori hanno lottato per impedire all'economia di fermarsi.
[Gli eroi!]
Il tasso federale ha continuato a scendere, toccando un livello di 0.98% nel dicembre 2003. Questo più di due anni dopo gli attacchi. Eravamo entrati in un forte recupero del mercato azionario. Il tasso d'interesse federale è rimasto intorno all'1% abbastanza a lungo per provocare un boom nei mutui a basso costo e nei prezzi delle case.
E cosa c'entrano in tutto questo i terroristi kamikaze, o sommo sacerdote dell'economia? Forse perché anche loro fanno “boom”?
I compratori di case scoprirono che con stipendi molto ordinari potevano ora comprare case straordinarie. La gente con contanti in deposito scoprirono che i loro soldi non avevano guadagnato virtualmente niente.
La bolla, questa sconosciuta. Ma il meglio deve ancora venire:
Potremmo, naturalmente, incolpare la Riserva Federale di aver mantenuto i tassi di interesse troppo bassi per troppo a lungo. Potremmo anche incolpare Wall Street. O i prestatori di mutui ed i loro mediatori. E potremmo incolpare i mutuatari di essere stati insensati.
Potremmo incolpare chi ha provocato la bolla prestando denaro finto anche al messicano illegale e disoccupato mantenendo l'interesse artificialmente basso, ma non lo facciamo, perché ci hanno appena servito la seconda bottiglia di Dom Pérignon ghiacciato...
Ma un grande dato di fatto rimane: nessuna di questa miserie sarebbe accaduta se l' 11 settembre non fosse accaduto in primo luogo.
Come no, sarebbero ancora ebbri e felici, Scott Burns, Bernanke, Alice e il Bianconiglio, e il Cappellaio Matto servirebbe a tutti quanti il Dom Pérignon dalla teiera.

Thursday, February 14, 2008

Favorisca i documenti

I documenti dei servizi di sicurezza sono talvolta così segreti che gli stessi agenti finiscono per dimenticarsi dove li hanno messi. Probabilmente non dovremmo preoccuparci, perché tutto serve a renderci più sicuri, ciò nonostante ho talvolta l'impressione che si scada nel ridicolo. Notizia di questi giorni:


Gli Stati Uniti perdono la documentazione sull'autista di Bin Laden

Gli avvocati dell'autista, Salim Ahmed Hamdan, hanno richiesto la documentazione per appoggiare il loro argomento che l'isolamento e le molestie prolungate nella prigione di Guantanamo lo hanno mentalmente danneggiato e compromesso la sua capacità di aiutare la sua difesa sui crimini di guerra di cui è accusato.

“Tutta la documentazione conosciuta è state prodotta con l'eccezione delle annotazioni di Gitmo del 2002,” ha detto alla corte uno dei procuratori, il comandante della marina Timothy Stone. “Non riescono a trovarli.” [...]

Hamdan è stato bloccato in Afghanistan nel novembre 2001 e lo attende l'ergastolo se condannato sulle accuse di cospirazione e di aver fornito supporto materiale per il terrorismo. Ha detto di non essersi mai unito ad Al Qaeda ma di aver lavorato come autista di Bin Laden in Afghanistan perché aveva bisogno dello stipendio mensile di 200 dollari.

La sorte dell'autista di Bin Laden (a 200 dollari al mese, alla faccia del terrorista miliardario!) forse non sarà molto importante, ma è una buona occasione per rinfrescare la memoria su alcuni dei molti casi simili avvenuti in un passato più o meno recente.


I nastri perduti possono incastrare la CIA

Con la sua ammissione della settimana scorsa di aver distrutto gli interrogatori registrati dei sospettati di terrorismo, la CIA ha fatto chiedere se la sua tendenza alla segretezza si sia trasformata in condotta illegale, a detrimento degli investigatori del congresso, delle parti in causa private e del comitato per l'undici settembre.


Il caso George Polk

La CIA ha perso la documentazione sul reporter della CBS assassinato in Grecia nel 1948 e ha distrutto l'incartamento FOIA sul caso.


La CIA ha distrutto i documenti sul golpe in Iran del 1953

La Central Intelligence Agency, che si è impegnata ripetutamente per più di cinque anni affinché rendesse pubblica la documentazione della sua missione segreta per rovesciare il governo dell'Iran nel 1953, ha rivelato oggi di aver distrutto o perso quasi tutti i documenti decine di anni fa.


Inchiesta Wright, interrogato agente del MI5

L'inchiesta è stata afflitta da lacune significative nelle prove documentarie, compresa la distruzione di migliaia di archivi della prigione. I documenti di sicurezza di Maze su Wright e su due dei suoi assassini sono fra i documenti mancanti.


Caso Moro: i fatti del 1992

Il Corriere della Sera pubblica una intervista a Vincenzo Scotti in cui il ministro dell' Interno torna a parlare dei documenti del caso Moro ed afferma che "Quei documenti, al Viminale non ci sono. Li ho fatti cercare ma non li ho trovati. Tutto il resto (sono scomparsi? sono stati distrutti? qualcuno li ha portati via?) sono illazioni, supposizioni senza riscontro. Io non posso fare altro che ribadire il fatto che i documenti da noi non ci sono.
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Non c'è che dire, la nostra “sicurezza” è davvero in ottime mani. Vale la pena di continuare a pagare per i servizi...

(Nell'immagine, studenti iraniani ricostruiscono documenti dell'ambasciata USA durante l'occupazione del 1979)

Wednesday, February 13, 2008

Macroeconomics for dummies

Se avete sempre pensato che l'economia è una materia astrusa e noiosa, provate questa lezione di Gary North. (segnalata da Fabio Gallazzi.)
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Un'introduzione alla macroeconomia

Di Gary North


[Questa è la lezione di oggi ad una classe in macroeconomia in un'università il cui presidente non è stato avvertito che io avrei parlato e che non lo scoprirà fino a molto dopo che me ne sarò andato. Questa si chiama istruzione superiore “colpisci-e-fuggi.”]

Signore e signori. . . .

Sono stato invitato a parlare a questa classe dal vostro distinto professore che, non essendo di ruolo, probabilmente sta mettendo a rischio la sua carriera accademica. Ma, dal momento che è abbastanza anziano che, se mai gli venisse assegnata la cattedra, per allora risiederà in una casa di riposo, ha pensato: “perchè no?”

Questo è un corso sulla macroeconomia. Mi domando che cosa accadrebbe se, al vostro esame trimestrale, la prima domanda fosse questa:

Discuti la differenza fra microeconomia e macroeconomia, con esempi dal libro di testo.

Nessuno fa mai questa domanda ad un esame perché i due corsi non sono seguiti consecutivamente. Questo è un importante aspetto dell'insegnamento dell'economia moderna, poiché dagli allievi del primo anno non ci si aspetta mai che capiscano la differenza, né sono incoraggiati a capirla.

Come si è arrivati a questa situazione? Principalmente perché i macroeconomisti odiano la microeconomia quasi quanto i microeconomisti odiano la macroeconomia. Ciascun gruppo fa tutto il possibile nella facoltà per rimuovere l'altro corso dalla lista dei requisiti indispensabili per guadagnare una laurea in economia.

L'unica cosa che mantiene entrambi i corsi nella lista è che il reparto di economia ne ha bisogno per generare un numero sufficiente di allievi per raggiungere la quota di assunzione della facoltà. Ci può essere disaccordo sulla metodologia economica, ma c'è unanimità sull'obiettivo fondamentale della formazione universitaria, vale a dire, impedire di essere congedati.

Se comprendete l'economia, comprendete questo principio.

In effetti, potete capire la differenza fra microeconomia e macroeconomia comprendendo le ragioni per le quali c'è un'unanimità dipartimentale per quanto riguarda la politica di offrire sia la microeconomia che la macroeconomia.

Il microeconomista spiega l'azione umana in termini di interesse personale. Crede nell'efficacia della strategia di contrattazione conosciuta come “chi la fa l'aspetti,” una strategia che rende possibile la cooperazione a lungo termine dei competitori. Così, egli vota per mantenere il corso macro nel programma di studi, nella speranza che i macroeconomisti voteranno per mantenere il corso micro.

Anche il macroeconomista spiega l'azione umana in termini di interesse personale. È nel suo interesse mantenere il flusso di fondi dell'università nella facoltà, visto che, almeno per il momento, i macroeconomisti non hanno abbastanza voti per eliminare i microeconomisti. Il suo principio operativo non è “chi la fa l'aspetti,” è “aspettare il momento giusto.”


Definizioni

Questo mi conduce alle definizioni convenzionali di microeconomia e macroeconomia. Devo avvertirvi in anticipo. Se, all'esame di economia, vi venisse chiesto di scrivere un saggio su microeconomia e macroeconomia, non sarebbe saggio scrivere le mie definizioni. Sarebbe meglio se poteste rigurgitare una certa definizione convenzionale, possibilmente da Wiki. Ma se davvero desiderate capire cosa sono la microeconomia e la macroeconomia, le mie definizioni vi faranno risparmiare molto tempo di ricerca e memorizzazione.

Microeconomia: lo studio di chi ha i soldi e di come posso metterci le mani sopra.

Macroeconomia: lo studio di quale ente governativo ha la pistola e di come possiamo metterci le mani sopra.

Ci sono, naturalmente, posizioni intermedie. Nell'occidente, lo studio su queste posizioni intermedie è denominato economia politica. Ha due manifestazioni importanti: il capitalismo democratico ed il capitalismo socialdemocratico.

Capitalismo democratico: impresa cooperativa per guadagnare sufficiente denaro per comprare sufficiente influenza congressuale per ottenere il controllo delle pistole del governo in modo da ottenere ancor più denaro per il vostro gruppo di interesse particolare.

Capitalismo socialdemocratico: impresa cooperativa per promettere sufficienti benefici governativi ad un numero sufficiente di elettori per ottenere il controllo delle pistole del governo in modo da impedire a qualunque altro gruppo di interesse particolare di ottenere tanto potere quanto il vostro.

L'obiettivo sociale primario di entrambi i sistemi di economia politica è che uomini di mezza età attraggano donne piacenti più giovani di loro.

I capitalisti democratici credono che le giovani donne piacenti siano attratte principalmente dai soldi.

I capitalisti socialdemocratici credono che siano attratte principalmente dal potere.

In America, i capitalisti democratici sono principalmente repubblicani. I loro modelli sono Rudolph Giuliani e Newt Gingrich, ciascuno con tre mogli, anche se in sequenza. I capitalisti socialdemocratici sono principalmente democratici. Il loro modello è Bill Clinton, che non ha fatto sesso con quella donna, la sig.na Lewinsky, né ha inalato.


I principi della macroeconomia

La macroeconomia si basa su una serie di presupposti, nessuno dei quali è mai discusso in un testo del primo anno di economia. Questi rappresentano i principi di fondo della macroeconomia.

Ecco l'assunto primario: due dozzine di individui che si sono dimostrati incapaci di fare più di 60.000 dollari all'anno in un mercato libero non regolato possiedono la capacità, quando servono come membri di un comitato congressuale, di regolare una sottosezione dell'economia che genera almeno cento miliardi di dollari l'anno.

Si basa su un assunto secondario, vale a dire che, dopo che una disegno di legge congressuale è stato firmato, esso sarà fatto rispettare ragionevolmente ed efficientemente da impiegati stipendiati di uno o più enti federali, che sono apparentemente sotto l'autorità del presidente, ma i cui impiegati sono protetti dalla legislazione dell'amministrazione civile e non possono essere licenziati per alcun motivo tranne l'abuso d'ufficio, che nella maggior parte dei casi dev'essere al livello di aver lanciato involontariamente un missile nucleare.

Da nessuna parte nel vostro testo vi sarà indicato il principio operativo fondamentale di ogni burocrate. Soltanto in rari casi i burocrati discutono questo principio in pubblico. Un'eccezione è avvenuta nel 1976, nell'anno in cui facevo parte del personale per il membro del Congresso Ron Paul del Texas. Mi ricordo molto bene di questo avvenimento.

Una donna, considerata il burocrate con la massima anzianità di servizio a Washington, stava per andare in pensione. Questa sembrava un'interessante storia umana ideale, così un reporter del “Washington Star” – R.I.P. – venne inviato ad intervistarla.

Inevitabilmente, il reporter le fece la domanda standard fatta ad ogni superstite di lungo corso di qualcosa. “Come avete fatto a durare così tanto in questo dipartimento?” Visto che stava per andare in pensione, ella decise di rivelare il segreto fondamentale della sopravvivenza, che ha governato ogni burocrazia dall'era dei faraoni del Medio Regno.

“Qualunque cosa chiunque dall'esterno del dipartimento mi chiedesse se gli fosse permesso fare, la mia risposta era sempre ‘no’.”

Il reporter, non rendendosi conto di essere vicino alla pietra filosofale dell'amministrazione burocratica, chiese perché. La sua risposta risuonerà attraverso le ere. Sarà ancora riconosciuta come il principio operativo centrale di tutte le burocrazie di governo il giorno che i quattro cavalieri dell'apocalisse cavalcheranno sui loro stalloni. Ella disse:

“Dicevo inizialmente ‘no’ perché, se più tardi fossi stata costretta dalle regole a ritirarmi sul ‘sì’, mi sarei fatta un amico. Ma se fossi stata costretta a ritirarmi sul ‘no’ dopo aver detto ‘sì’, mi sarei fatta un nemico. Da queste parti, nessuno vuole farsi dei nemici inutilmente.”

Il quarto assunto della macroeconomia è che i cambiamenti in economia avverranno all'interno dei parametri presupposti dal Congresso come prontamente applicabili dal sistema di coercizione del governo. In un altro senso, esso assume che non avrà luogo alcun cambiamento da qualche parte nell'economia capace di distorcere imprevedibilmente la coordinazione della macroeconomia così che niente di pericoloso o nocivo potrà accadere prima che una nuova legislazione possa essere approvata e nuove regole amministrative pubblicate nel “Registro Federale.”

Ho distribuito una pagina campione del “Registro Federale.” Pochi americani ne hanno sentito parlare, e tanto meno ne hanno vista una pagina. Come potete vedere, è larga tre colonne. Il corpo 8 dei caratteri è più adatto a persone della vostra età che della mia. Ho selezionato una pagina dall'edizione del 31 dicembre 2007: 74193.

Notate: il “Registro Federale” non include virgole nella sua impaginazione, un'importante mossa verso l'efficienza commas in its pagination, in a major move toward tipocomposizione. Ogni piccolo bit è utile.

Voglio che sappiate che questo Sommario è più coerente della maggior parte dei sommari che ho letto nel “Registro Federale,” semplicemente perché si applica a qualcosa che è almeno vagamente immaginabile dai non specialisti: il test della droga per gli impiegati della ferrovia. Noi ne reciteremo ora tutti insieme il primo paragrafo. Pronti? Via:

Usando i dati dai rapporti annuali dei servizi informativi dell'amministrazione, il FRA ha determinato...

[qui il .pdf]

Ecco qua! Ritenete ora che più di 74.000 pagine all'anno di regolazioni ugualmente coerenti abbiano reso la vostra vita più sicura, più redditizia e possibilmente anche più piena di significato?

D'altra parte, pensate che leggere 20 di queste pagine al giorno ai prigionieri a Guantanamo potrebbe essere considerato equivalente del waterboarding e quindi proibito dalla convenzione di Ginevra? Il Procuratore Generale Mukasey non ha ancora reso un'opinione sull'una o l'altra pratica, ma io un'idea ce l'avrei.


Il problema delle SKU

Una delle abituali difese della macroeconomia è questa:

“A causa della crescente complessità di un'economia moderna, la società richiede un sistema imparziale di regolazioni, amministrato da esperti, per coordinare il sistema generale, per impedire grandi spaccature che avrebbero effetti negativi sugli economicamente indifesi.”

Questa discussione è fatta da gente per cui la complessità sono tre pagine nel “Registro Federale.” Non farà male considerare brevemente la complessità di un'economia di mercato.

I macroeconomisti sottovalutano lil livello di complessità del mercato. Offro i seguenti esempi da un recente libro di Eric Beinhocker, “L'origine della ricchezza.” Per per mantenere l'argomento all'interno dei limiti della comprensione umana, il dott. Beinhocker ha limitato la sua discussione a New York City.

I commercianti usano un sistema amministrativo di inventario chiamato "stock keeping unit" o SKU. Un numero è assegnato ad ogni articolo in magazzino. Per cinque tipi di jeans ci vogliono cinque SKU. Ci sono, naturalmente, molti più modelli di jeans – nessuno dei quali mi sta come al tempo in cui c'erano ancora i bottoni metallici al posto delle zip e un uomo elegante avrebbe portato un risvolto non più alto di 5 centimetri.

Secondo la valutazione dichiaratamente non scientifica del dott. Beinhocker, il numero di SKU nell'economia di New York City è qualcosa nella scala di 10 miliardi (p. 9).

Egli precisa che il sistema di SKU copre i prodotti. Non riguarda i servizi. La percentuale del settore dei servizi nell'economia americana è nella scala del 60%.

Complessità? Davvero.

I macroeconomisti ci assicurano che i comitati congressuali possono fornire, e lo fanno, la struttura giudiziaria generale che governa la coordinazione del mercato, che gli impiegati protetti del pubblico servizio possono quindi fare rispettare coerentemente, così da non rischiare le spaccature importanti.

I macroeconomisti inoltre ci assicurano che non inalano.


Legarsi le scarpe

La macroeconomia si basa su legislazione scritta applicabile in un tribunale o in una corte di legge amministrativa, che è il nome ufficiale dato ad un tribunale interno installato dalle agenzie esecutive per trattare presunte violazioni delle regole scritte dalle agenzie ed interpretate da giudici della legge amministrativa (viene in mente la frase “giudice, giuria e carnefice”).

La macroeconomia assume che le regole scritte devono essere chiare. Se non sono chiare, allora le agenzie possono fare rispettare una legge nel modo che ritengono giusto.

Come esercitazione nella pianificazione macroeconomica, formerei squadre di due persone. Sfiderei ogni membro a scrivere le regole per legarsi le scarpe. Quindi ciascuno passerebbe le istruzioni scritte all'altro, che è tenuto a legarsi le scarpe con nessun'altra procedura che quella scritta sul foglio.

Questa è la parte facile. Renderei le cose più realistiche formando le squadre con un destrorso e un mancino. Ogni membro sarebbe tenuto a scrivere le regole per una persona con una mano dominante differente. Le istruzioni della persona destrorsa dovrebbero essere seguite, parola per parola, da un socio mancino.

Non chiederei alla persona destrorsa di scrivere le regole per una persona mancina. Non mi aspetto i miracoli.

I macroeconomisti, d'altra parte, pensano che i comitati congressuali possano e scrivano un'efficace legislazione in grado di governare un'economia con (qualcosa come) 20 miliardi di prodotti e un numero sconosciuto di servizi.


Conclusione

La macroeconomia è diventata dominante nell'accademia dopo la pubblicazione del libro di John Maynard Keynes, la “Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta,” nel 1936. Non molte persone hanno letto la “Teoria generale.” Io l'ho fatto. Suggerisco quanto segue. Imparerete di più, pagina per pagina, leggendo il “Registro Federale.” Se rifiutate di seguire il mio consiglio a questo proposito, allora suggerisco ancor più fortemente che non leggiate il libro fumando a letto.

La premessa fondamentale della macroeconomia è che possiamo far affidamento sulla capacità dei membri del Congresso di passare legislazioni che esperti burocrati amministreranno ragionevolmente, coerentemente e sicuramente, così che il principio di ripartizione del mercato libero “l'offerta più alta vince” non possa trasformarsi nel principio governante della distribuzione economica.

Se pensate al cammello come ad un cavallo progettato da un comitato, comincerete a capire il funzionamento di un'economia amministrata sotto il controllo vigile delle agenzie regolatrici di governo, che alternativamente dirigono domanda ed offerta via dai disorientati offerenti alla grande asta americana e verso i banditori, che naturalmente sono autorizzati dal governo per proteggere i deboli.

D'ora in poi, quando pensate alla “macroeconomia,” pensate, “vengo per conto del governo e sono qui per aiutarvi.”

«Aw, my balls!»

Ve lo dico subito: Idiocracy (Mike Judge '06) non è un gran film. Avrebbe forse potuto essere una simpatica commedia, invece dà l'impressione di un film pesantemente tagliato dalla produzione, che poi sembra essersi persino pentita del progetto, visto che, caso più unico che raro, non ha fatto la minima pubblicità al film; ha anche aggiunto una voce fuori campo che spiega tutto, come se gli eventuali spettatori fossero idioti come i personaggi del film. Sì, perché la trama si svolge 500 anni nel futuro, allorché l'umanità è irrimediabilmente rincretinita, incapace di risolvere anche il minimo problema. Peccato che non si approfitti dell'occasione per indagarne i motivi, a parte quello, piuttosto debole, secondo cui gli idioti si riproducono di più degli intelligenti: magari una lettura dei testi di John Taylor Gatto avrebbe potuto aggiungere solidità al soggetto, ma tant'è. Vale comunque la pena di vederlo, se non altro per la strana sensazione che si prova uscendo per strada o accendendo la tv dopo averlo visto: vien da chiedersi se quei 5 secoli non siano forse passati senza che ve ne siate resi conto. Come commenta uno spettatore americano sul sito IMDB:

“Just listen to the yahoos in your movie audience whooping it up for President Camacho's State of the Union just like their counterparts on screen, and you'll know that we're all doomed.”


Tuesday, February 12, 2008

Sulla cattiva strada

“The fact that all streets and land areas would be private would by itself solve many of the seemingly insoluble problems of private operation. What we need to do is to reorient our thinking to consider a world in which all land areas are privately owned.”
(Murray N. Rothbard)

Uno degli argomenti più abusati dai sostenitori dello stato e della legittimità delle tasse è sicuramente quello delle strade. L'assunto, generalmente, così recita: “senza lo stato le strade sarebbero tutte private e si pagherebbe il pedaggio anche per andare a comprare il latte.” Ora, a me pare ovvia l'assurdità di questa affermazione, ma così sovente la sento ripetere che, per quanto si possano facilmente trovare ottime confutazioni (vedi ad esempio: Walter Block: Public Goods and Externalities: The Case of Roads, pdf o Rothbard: For a New Liberty), voglio provare a smontarla nel modo più semplice e chiaro possibile, in modo da poterla copincollare comodamente alla prima occasione.

Tanto per cominciare, com'è noto, in un mondo di risorse scarse non esiste un pasto gratis. Di conseguenza, se io su una strada pubblica non pago il pedaggio, vuol semplicemente dire che i soldi necessari per la sua costruzione e manutenzione sono arrivati da un'altra parte. In effetti, questi soldi sono stati ottenuti in due modi: con le tasse, e questo metodo non ha bisogno di ulteriori spiegazioni; con la stampa di denaro a costo zero, ovvero tassando occultamente a mezzo inflazione: lo stato stampa – o chiede alla banca centrale di stampare – denaro fresco e lo usa per finanziare “opere pubbliche,” nel nostro caso la strada, diminuendo in questa maniera il potere d'acquisto del denaro nelle tasche di tutti i sudditi, che quindi hanno in questo modo pagato il “pedaggio” in anticipo.

Quindi non c'è nessun costo aggiunto in una strada privata: sia lo stato che il privato pagano un prezzo per costruire e mantenere una strada, e riversano questo costo sui consumatori. La differenza, importante, sta in chi sono i consumatori che pagano nei due casi. Nel caso di una strada pubblica, pagano tutti, anche quelli che non useranno mai quella strada né mai ne riceveranno qualche beneficio. È legittimo pensare che avrebbero potuto fare un uso diverso e più utile di quel denaro. Nel secondo caso, quello di una strada privata, a pagare sarebbero solo coloro che la useranno o ne riceveranno benefici, come ad esempio dei commercianti o di ristoratori.

Proprio per questo, non è affatto detto che si dovrà “pagare il pedaggio anche per andare a comprare il latte:” una strada cittadina potrebbe essere pagata dai commercianti per aumentare l'affluenza ai loro negozi e ottenere così maggiori profitti. Chiedere un pedaggio, in questo caso, sarebbe controproducente: altri negozianti, in una zona diversa, potrebbero sottrargli clientela offrendo libero accesso. È più probabile che un pedaggio si chieda su strade interurbane, cosa peraltro che già avviene, nonostante il prezzo già pagato con la tassazione.

C'è da aggiungere che un soggetto privato deve necessariamente costruire le strade solo laddove servono un numero sufficiente di persone: non potrebbe farlo in località dove solo pochi ne trarrebbero benefici, a meno che costoro non si accollassero personalmente l'intero costo dell'operazione. Lo stato, invece, può costruire ovunque. È sufficiente, quindi, corrompere un funzionario con denaro o promesse di voti per farsi costruire una strada in qualsiasi sperduta località, favorendo uno o pochi soggetti a spese di tutti gli altri, e non solo: anche a spese dell'ambiente! Infatti, quante amene località, quanti caratteristici villaggi sono stati trasformati, rovinati, dal turismo di massa consentito dalla presenza di una strada? Quante di queste strade sarebbero state costruite senza l'intervento dello stato?
Strano che i verdi non se ne siano mai accorti, per loro la devastazione del territorio – udite, udite! – è opera del mercato.

Un argomento che viene sollevato a questo punto è che i benefici apportati da una strada in una certa località si estenderebbero su tutta la collettività, per esempio con un calo dei prezzi di una determinata merce grazie alla concorrenza dei produttori raggiunti dalla strada. Ora, questo ragionamento è molto discutibile: infatti, se questo può essere un vantaggio per il consumatore di quella data merce, non lo è certo per il produttore, eppure entrambi devono finanziare la strada. Inoltre, seguendo questa logica, qualunque produttore avrebbe il diritto di attendersi qualsiasi servizio da parte dello stato, perché il beneficio che ne otterrebbe si rifletterebbe nella società tutta.

In realtà, i benefici per tutti sono solo un'ottimistica ipotesi, quello che è certo, invece, è che come in tutti i casi in cui lo stato decide di intervenire, qualcuno viene favorito arbitrariamente a scapito di altri, senza offrire niente in cambio se non al politicante di turno.

Monday, February 11, 2008

Riscaldamento virtuale

Nonostante il grande spazio che la propaganda dell'ONU e di Gore continua ad avere sui media, l'ipotesi apocalittica sulla causa umana del riscaldamento globale trova sempre meno consenso nella comunità scientifica. Il Canada's National Research Council ed il Max Planck Institute tra gli altri si dedicano allo studio dell'attività solare e prevedono un possibile raffreddamento globale, e il dott. Arthur Robinson, co-fondatore dell'istituto dell'Oregon di Scienza e Medicina, mette in guardia sul pericolo della “scienza per consenso” praticata dalle Nazioni Unite.

Il dott. Robinson, in collaborazione con altri scienziati, è stato uno dei primi critici delle teorie apocalittiche sul riscaldamento globale. Ha scritto articoli e creato video presentazioni che dimostrano come l'ipotesi del riscaldamento globale causato dall'uomo sia errata, mostrando che l'ipotesi non è sostenuta da prove osservabili. Per giungere a questa conclusione, il professor Robinson ed i suoi colleghi hanno raccolto i risultati di centinaia di studi su ogni aspetto dell'ipotesi del riscaldamento.


Questa intervista è stata raccolta da William F. Jasper di The New American.
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The New American: Accendi un qualsiasi canale, apri qualunque giornale o rivista ed è chiaro che siamo bombardati dal messaggio che la terra sta riscaldando. C'è qualche base per questo proclama?

Dott. Arthur Robinson: Sì, ma la temperatura sta aumentando soltanto di 0.5° C al secolo. Inoltre, questo aumento non è causato dall'attività umana.

TNA: Coloro che incolpano l'umanità di causare il riscaldamento globale risponderebbero a questo punto dicendo che la temperatura della terra è la più calda in 400 anni e che questo è significativo.

Dott. Robinson: Hanno ragione, ma vi mostrano soltanto i dati degli ultimi 400 anni. Se si considerano i dati per un intervallo di tempo più lungo, si vede che le temperature oggi non sono particolarmente calde. La temperatura attuale è intorno alla media per i 3.000 anni scorsi. Era molto più caldo durante l'optimum climatico medioevale di 1.000 anni fa (si veda figura 1). Il clima, come sappiamo dalle annotazioni storiche, era perfettamente buono durante quel periodo caldo. In effetti, era un po' migliore. Così, sì, è il periodo più caldo negli ultimi 400 anni. Inoltre, la temperatura, che sta aumentando molto lentamente, è correlata con l'attività del sole, non con l'uso degli idrocarburi (si veda figura 3).

TNA: Quelle stesse persone direbbero che la scienza ha parlato, che la CO2 è la causa. Cosa ne dite?

Dott. Robinson: Gore, ed altri, ci dicono che la CO2 è una sostanza inquinante e che gli esseri umani hanno causato questo terribile problema. Ma realmente l'atmosfera contiene un sacco di anidride carbonica. L'anidride carbonica, l'acqua e l'ossigeno sono necessari per la vita. Senza queste sostanze nell'atmosfera, la vita non sarebbe possibile. Tutto il carbonio nei nostri corpi inizia come anidride carbonica atmosferica. In più, noi stiamo aggiungendo soltanto moderatamente e temporaneamente ai livelli della CO2.

L'anidride carbonica si muove attraverso l'atmosfera nella sua strada verso gli oceani e la biosfera. L'uso umano ha causato un aumento transitorio durante il secolo passato – da circa lo 0.03 per cento allo 0.04 per cento delle molecole atmosferiche. L'uomo sta producendo circa 8 gigatons all'anno, ma ci sono 40.000 gigatons nella biosfera e negli oceani.


TNA: Da dove vengono?

Dott. Robinson: Sono già lì – generati come parte della natura. Fra il 1880 ed il 1890, il livello di CO2 nell'atmosfera era di circa 295 ppm [parti per milione]. Per un confronto, questo ufficio ora sta aumentando verso 1.000 ppm perché stiamo tutti esalando anidride carbonica.

L'aumento causato dall'uomo nell'atmosfera non è permanente, ma provvisorio. Questo aumento è mantenuto soltanto dalla nostra produzione e, non appena smetteremo di produrne in qualche momento futuro in cui la nostra tecnologia avanzerà, tornerà al suo livello naturalmente controllato.

Quando usiamo gli idrocarburi, l'anidride carbonica risultante passa attraverso l'atmosfera nel suo moto verso agli oceani e la biosfera, così c'è un aumento nell'atmosfera. L'anidride carbonica sta un periodo molto corto di circa sette anni nell'atmosfera. Tuttavia, quando è nella più alta concentrazione, è meraviglioso per noi perché fa crescere le nostre piante più velocemente, il che aumenta sensibilmente la quantità e la diversità della vita animale e vegetale.

TNA: Al Gore inoltre dice che la IPCC dell'ONU ha parlato ed il dibattito è finito, perché c'è un consenso. Cosa ne dite?

Dott. Robinson: Ora l'ONU sostiene di avere circa 2.500 persone e circa 600 scienziati seriamente coinvolti. Questo è ciò che Al Gore indicherebbe ad oggi.

Abbiamo più di 22.000 scienziati firmatari della nostra petizione sul riscaldamento che hanno visionato la questione e concluso essenzialmente l'opposto di questa gente delle Nazioni Unite. Questo non dice niente sulla scienza. La scienza non dipende dai voti. Che ne abbiamo 22.000 e l'ONU può averne 600, non importa. L'unica cosa che la nostra petizione dimostra è che non c'è consenso fra gli scienziati a sostegno delle asserzioni dell'ONU.

Le questioni scientifiche non vengono mai risolte in questo modo. La scienza riguarda la verità naturale. La verità non necessita di alcun avvocato. Si impone da sé.

Nella scienza, uno scienziato può scoprire la verità su qualcosa. Allora sviluppa un'ipotesi e l'ipotesi è esaminata attraverso vari mezzi. A condizione che l'ipotesi superi le prove sperimentali, essa diventa più forte e più ci si conta – a meno che venga a mancare una prova sperimentale. Se è un'ipotesi molto buona con una vasta utilità, può spargersi in tutta l'intera comunità scientifica e trasformarsi in una parte della base della conoscenza scientifica. Il processo tramite cui questo è fatto non è la cosa importante. La verità è importante. La verità scientifica non si determina con votazioni o convocando riunioni.

TNA: Ma guardando alle dichiarazioni di Nazioni Unite, IPCC e media, il pubblico medio può essere portato a credere che abbiano calcolato il riscaldamento globale.

Dott. Robinson: La scienza del clima è una scienza molto primitiva. L'atmosfera è un sistema complicato, in qualche modo simile alla biochimica umana. Conosciamo alcune cose, ma non conosciamo la maggior parte dei fatti necessari. Com'è noto, i climatologi hanno difficoltà a predire il tempo con una settimana o due in anticipo. Certamente non possono predire il clima per molti anni a venire.

Ci sono alcuni scienziati molto bravi, come Richard Lindzen al MIT, che lavorano sui particolari della teoria del clima e tentano di capire dettagliatamente l'atmosfera. Stanno avanzando lentamente verso la soluzione finale di questo sistema molto complesso. Oggi, questo sistema può essere valutato soltanto empiricamente perché ancora non è compreso.

Possiamo mostrare che l'ipotesi di riscaldamento globale causato dall'uomo è falsa, tuttavia, perché abbiamo abbastanza dati empirici per falsificare questa ipotesi. Il riscaldamento globale causato dall'uomo è un'ipotesi a cui sono venute a mancare tante prove sperimentali da essere chiaramente senza valore.

TNA: Alla persona media, quei rapporti della IPCC paiono molto autorevoli, molto preoccupanti. A noi sembra come una battaglia fra due schieramenti di esperti. Come possiamo sapere a chi credere?

Dott. Robinson: In primo luogo, solo perché l'ONU ha speso un'enorme quantità di denaro per convocare riunioni di 600 persone principalmente interessate – molte delle quali stanno ricevendo concessioni di ricerca ed altri benefici accessori per partecipare – per provare a determinare qualcosa che non è conoscibile con i dati e le tecniche attuali e per produrre un rapporto, non dimostra niente.

Inoltre, molti di questi 600 non sono d'accordo con le conclusioni a cui l'ONU-IPCC fa pubblicità. Agli scienziati non è mai permesso di approvare o disapprovare la relazione finale e molte delle osservazioni che presentano per la pubblicazione nel rapporto sono rifiutate dai burocrati dell'ONU.

In primo luogo, il rapporto che inizialmente è stato rilaciato al pubblico dall'ONU-IPCC è un sommario esecutivo messo assieme da una manciata di persone compresi burocrati, politici, operatori dell'ONU ed alcuni scienziati. Pubblicano un resoconto sommario con propaganda dell'ONU dentro. Quindi ritornano ai rapporti dei 600 scienziati ed inseriscono delle frasi in quei rapporti in modo che siano conformi al sommario.

In nessun momento in questo processo i 600 votano l'approvazione o la disapprovazione del loro stesso rapporto o del resoconto sommario. Così questo rapporto non è neppure approvato dalle persone che si sostiene l'abbiano creato. Questo è un processo fraudolento.

TNA: Non usano lo stesso vostro insieme dei dati?

Dott. Robinson: Sì, per la maggior parte. Salvo che spesso non eticamente omettono quella parte dei dati che non collima con la loro ipotesi. Selezionano la parte dei dati che favorisce la loro conclusione e scartano il resto.

Se giocate con i dati, potete falsificare. Così l'ONU raccoglie solo parte dei dati. Noi li consideriamo tutti.

TNA: Gli scienziati che non hanno timore di parlare sono accusati tipicamente dagli ambientalisti di essere pagati dalle compagnie petrolifere.

Dott. Robinson: Bene, non siamo mai stati abbastanza fortunati da ricevere soldi da loro e intendo in ogni senso, personalmente, professionalmente nel nostro laboratorio, o in qualsiasi maniera. Non abbiamo ricevuto mai una moneta da dieci centesimi di dollaro da qualcuno che avesse un interesse economico specifico in questa questione. Tuttavia, il potere dell'ONU di controllare e razionare l'energia nel mondo – il reale obiettivo della loro attività - avrebbe un effetto terribile e negativo sulle vite di tutti gli americani. In questo senso, tutti i nostri sostenitori hanno un interesse economico.

TNA: Al Gore inoltre fa una grande questione della recessione dei ghiacciai.

Dott. Robinson: Ma mostra soltanto i dati per intervalli limitati di tempo che sembrano sostenere le sue affermazioni. Qui c'è la curva dei ghiacciai mondiali (si veda figura 2) basata su una media dei ghiacciai di tutto il mondo per cui ci sono buone annotazioni. Alcuni ghiacciai in realtà stanno aumentando, ma in media i ghiacciai stanno diminuendo – verso lunghezze più normali tipiche delle temperature globali medie di lunga durata. Questa curva è compensata entro 20 anni perché c'è un ritardo di circa 20 anni fra l'aumento di temperatura e la riduzione dei ghiacciai.

Così l'aumento di temperatura riflesso nelle lunghezze dei ghiacciai comincia circa nel 1800. I ghiacciai si stanno riducendo da 200 anni. Hanno cominciato a ridursi un secolo prima che quantità significative di CO2 fossero prodotte dall'attività umana. Noti inoltre che la riduzione è lineare. L'uso degli idrocarburi è aumentato di sei volte e il tasso di fusione dei ghiacciai non è cambiato affatto.

I ghiacciai hanno cominciato a ridursi molto prima che usassimo quantità significative di idrocarburi e, quando abbiamo sestuplicato la nostra produzione, il tasso di riduzione non è cambiato. Di conseguenza, l'uso umano dell'idrocarburo non è evidentemente la causa della riduzione dei ghiacciai o del leggero aumento naturale della temperatura che sta causando quella riduzione.

TNA: Quindi che cosa sta causando il riscaldamento della terra?

Dott. Robinson: Un buon indizio è contenuto nei dati che mostrano la temperatura dell'aria artica contro l'attività solare (si veda figura 3). C'è una buona correlazione. Anche la temperatura in superficie contro i dati sull'attività solare correlano bene (si veda figura 4).

TNA: Cosa pensa della dimostrazione di Gore nel suo film, con quei grafici molto grandi, che la temperatura segue la traccia della CO2 ed è, quindi, la causa di quel riscaldamento?

Dott. Robinson: In quelle curve, la temperatura sale prima della CO2 e scende prima della CO2. La CO2 è in ritardo sulla temperatura. Ed il motivo è che l'aumento della CO2 è causato dall'aumento di temperatura piuttosto che viceversa. Quando le temperature aumentano, l'anidride carbonica viene rilasciata dagli oceani, proprio come l'anidride carbonica dalle bibite analcoliche quando la loro temperatura aumenta. Gore mostra le curve con povera risoluzione, di modo che questo non può essere notato dall'osservatore. Il suo film è pieno di dozzine di altri errori e false dichiarazioni intenzionali.

Il mio favorito è la parte in cui Gore dice che “gli scienziati che si specializzano nel riscaldamento globale hanno i modelli al computer che molto tempo fa hanno predetto questa scala di aumento di temperatura.” Quindi visualizza un grafico delle loro presunte “previsioni” e delle pretese temperature reali.


Questo grafico è fasullo in diversi sensi, ma il più notevole è che la curva prevista dal computer comincia nel 1938 – prima che sia Al Gore che il computer fossero stati inventati. A meno che Al Gore abbia inventato il computer prima di nascere, e non lo abbia mostrato a nessuno tranne che ai modellatori del clima fino a dopo la II Guerra Mondiale, questo è impossibile, perché non c'erano
computer nel 1938!

TNA: Parlando dei computer, permettere che l'ONU assuma la direzione dell'energia mondiale avrebbe un grande effetto sul nostro livello di vita, o no?

Dott. Robinson: Uno stimato nove per cento dell'energia degli Stati Uniti oggi è usato per alimentare i computer ed Internet. Questa tecnologia non può esistere senza energia. Le automobili richiedono energia. Non potete riscaldare la vostra casa senza energia.

Se l'ONU controlla, raziona e tassa l'energia, avrà il potere di decidere se potete far funzionare una stufa a legno, se potete far funzionare un'automobile, o se potete usare la tecnologia che permette la nostra vita moderna. Quando lo dite alla gente, vi guardano strano. Non credono che possa accadere.

Il potere di tassare e razionare l'energia è il potere di controllare il mondo – di avere il controllo della vita e della morte su ogni essere umano sul pianeta. Nessun governo dovrebbe mai avere questo potere. Il programma di Nazioni Unite e IPCC non riguarda il clima o la salvezza dell'ambiente. Riguarda il potere e il denaro – montagne di denaro.


Se Gore e l'ONU avranno successo, l'effetto non sarà solo la diminuita prosperità negli Stati Uniti. Nei paesi sottosviluppati, miliardi di persone si stanno sollevando dalla povertà grazie all'energia degli idrocarburi. Se la loro disponibilità di energia sarà razionata e tassata, scivoleranno indietro nella povertà, nella miseria e nella morte. Questo soddisfa il programma di controllo della popolazione delle Nazioni Unite.


Se l'abuso e la falsificazione del metodo scientifico che guida la mania del riscaldamento causato dall'uomo avrà successo, causerà i più grandi atti di genocidio umano che il mondo abbia mai conosciuto.


Deve essere fermato.

Sunday, February 10, 2008

Storia del politicamente corretto

Com'è nato il politicamente corretto? Ma soprattutto, il suo scopo era davvero di migliorare le nostre vite?

La pesca miracolosa

In questi tempi in cui si parla molto di crisi globale della pesca, ho trovato oltremodo curiosa la storia di Bluefields (segnalata da Cryptogon), una cittadina sulla costa del Nicaragua che con la pesca si sta arricchendo oltre ogni fantasia: si costruiscono nuove, lussuose case, si edificano scuole, addirittura si ripara il tetto della chiesa. Ma non pescando molluschi, pesci o cetacei, bensì... cocaina!

Proprio così: basta inoltrarsi nelle lagune che bagnano la costa per imbattersi, presto o tardi, in qualche bel pacchetto di coca di ottima qualità. Il mistero è presto svelato: la località si trova proprio sulla rotta dei motoscafi che dalla Colombia trasportano la bianca polvere verso l'insaziabile naso dello zio Sam, e quando le autorità statunitensi riescono ad intercettarli, i trafficanti gettano tutto o parte del carico, per eliminare le prove o anche solo per alleggerire i veloci scafi e sfuggire alla cattura. Il gioco di correnti trasporta i pacchi verso le spiagge di Bluefields, dove i pescatori li raccolgono e li vendono poi ad altri trafficanti sulla costa o anche a turisti di passaggio:
L'applicazione di legge in Bluefields è praticamente invisibile “una turista svizzera mi ha appena detto che quando è andata al supermercato hanno provato a venderle cocaina,” dice Orozco.

La polizia e la marina hanno poche risorse e ancor meno fiducia dal pubblico locale. Bluefields è effettivamente una nazione anarchica: nessun governo, nessuna istituzione organizzata e le regole sono fatte dai gruppi della comunità.

Considerata la grande quantità di cocaina in città, la violenza è sorprendentemente rara. Gli scontri a fuoco sono quasi assenti e la maggior parte della città sembra gironzolare o giocare a baseball tutto il giorno per esplodere di energia la sera, fornita dal Flor de Cana, un rum nicaraguense, dal pesce fresco, da una fornitura infinita di ostriche locali, e “dall'aragosta bianca”.
Se non altro, c'è almeno un posto al mondo in cui la grande truffa della “guerra alla droga” è sicuramente un bene. Chissà come sono le leggi per l'immigrazione, a Bluefields...

Saturday, February 9, 2008

Plan R

(R for Rosolio)

La capsula temporale ha riportato il nostro inviato Giovanni Pesce dalle nostre parti, alla fine del secolo appena passato, ad occuparsi ancora una volta di quella dovizia di Piani e programmi che l'hanno caratterizzato, e i cui effetti si intravedono ancora negli eventi correnti. Ah, l'inebriante sensazione dell'ingegnere sociale quando appone gli ultimi tratti di penna al suo progetto! Come preoccuparsi per qualche milione di vite di fronte ai Nobili Scopi, alle grandi utopie?

R come Rinascita, R come Rivoluzione; e Grandi Maestri, generali, presidenti: ma che mondo meraviglioso è questo? Come non appassionarsi, e come sarebbe triste e noiosa la vita senza di loro!

Lasciatevi condurre dal corrispondente da Laputa in questa vertigine eno-progettista, da parte mia e del Gongoro il solito augurio di buona lettura e di un sereno fine settimana.
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Di Giovanni Pesce


Ho apprezzato moltissimo la foto scelta da Paxtibi per clickare sui “The Laputa Dispatches”; la foto viene da un film a me caro e il Direttore ha evidenziato in giallo sull’originale bianco e nero, il passaggio di mano in mano del “Plan R/Piano R”.

Artisticamente la scena del passaggio di consegne ricorda molto il dipinto della Creazione di Adamo nella Cappella Sistina ; ma torniamo alla sequenza del film.

Nel fantastico mondo del dr Strangelove, gli uomini del bombardiere strategico B-52, agli ordini del Maggiore Kong, si predispongono per mettere in atto il piano R; infatti il Comando Generale aveva predisposto una serie di piani operativi tra i quali occorreva scegliere quello più opportuno da eseguire.

Per effettuare la tecnica di quest'ultima scelta bisogna spiegare la metodologia o “dottrina” della risposta flessibile: tu colpisci con uno schiaffo e la Nato risponderà con un pugno, l'USSR colpisce con un attacco nucleare e la Nato risponderà con un attacco termo-nucleare.
Il piano R, scelto dal generale Jack D. Ripper, prevedeva la ritorsione nucleare (R for Revenge), ovvero la risposta nucleare ad un primo attacco sovietico che in realtà non era avvenuto.

Molto ironicamente il “casus belli” era, anzi, da ritenersi imputabile ad un certo disequilibrio del generale Jack D. Ripper.

Il piano R prevedeva come obiettivo primario la mitica città di Laputa ma le contingenze costrinsero gli uomini del maggiore Kong a puntare verso un obiettivo secondario.

Ma osserviamo l'Italia, dove abbiamo avuto alcuni Piani R e tra questi il più famoso è il Piano di Rinascita Democratica della P2 di Licio Gelli; qualora siate interessati alla lettura di questo documento qui ne potete trovare il testo.

Rispetto al Piano R, Licio Gelli stesso argomenta così:
il Piano di Rinascita Democratica non è mai esistito, posto che ciò che fu trovato nella borsa di mia figlia Maria Grazia non era altro che una quantità di appunti, che dovevano servire da scaletta per una serie di articoli e relazioni sul tipo del mio “Piano R”, che consegnai nelle mani del Presidente della Repubblica Giovanni Leone; non era altro che un'esposizione sullo stato della nazione, lecita per qualsiasi cittadino che voglia esprimere il suo punto di vista sull'andamento generale del paese".
Assieme al “Piano R” a Maria Grazia Gelli fu sequestrato un Memorandum esplicativo databile più o meno alla primavera 1976 ovvero un periodo nel quale negli Usa veniva prodotto il Memorandum “NSSM 242 Policy Toward Italy” (4 Maggio 1976), ed è ipotizzabile che i due Memorandum abbiano avuto qualche punto in comune.
Inoltre il 14 marzo 1977 un altro Memorandum “Policy Toward Italy” fu preparato da Cyrus Vance per il Presidente USA; ho reperita una copia di quest'ultimo documento.

In rete si trova questo bel pezzo che mette in relazione il Piano di Rinascita Democratica con il Comitato di Resistenza Democratica, organizzato il 30 maggio 1970 da Edgardo Sogno; questi aveva costituito, negli anni della Resistenza 1943-45 in Lombardia, la “Franchi Brigade”, che supportata finanziariamente dall’inglese SOE (Special Operation Executive), coordinava i partigiani delle formazioni “azzurre” nella conduzione di una guerra “non tradizionale… nel territorio nemico, oltre le linee del fronte”.
Nel 1973 Edgardo Sogno organizzò a Firenze sotto l'egida del suo “Comitato di resistenza democratica”, nei locali della “Nazione” del golpista Attilio Monti, un convegno sulla “rifondazione dello stato”.
…. Omissis…..
Nel concludere i lavori Edgardo Sogno, soddisfatto della generale accoglienza avuta dalla sua proposta di seconda repubblica presidenziale, mandò un messaggio a Giovanni Leone perché intervenisse anticipando i tempi, aggiungendo nella sua qualità di ambasciatore che ciò era auspicato anche negli Usa.
…. Omissis…..
Il 28 luglio 1974, durante il congresso del PLI, Partito Liberale Italiano, Sogno denunciò il pericolo di un golpe marxista e propose di attuare un colpo di stato liberale per prevenire i tempi.
…Omissis…..
In un'abitazione del faccendiere Ferdinando Mach di Palmstein, arrestato nel 1994, fu trovato un dossier di sessanta pagine, intitolato “Costituzione rivista e rivoluzionata”, redatto da Salvatore Spinello, Gran Maestro della Massoneria, che agli inquirenti confessò di avere scritto il documento, lautamente ricompensato. Si tratta di un documento molto simile al “Piano di Rinascita Democratica”, che prevede la stessa riforma della magistratura e l'avvento della Repubblica presidenziale, le stesse riforme oggi annunciate da Berlusconi.
Guerre calde, guerre “non convenzionali”, guerre fredde, opposti estremismi tutti coordinati da “Piani R” dei quali era pieno il mondo intero; un filo “rosso” li teneva uniti e un capocorda di questo filo si trovava a Londra.

Nel caso che sia ora in atto un Piano R Plus, spero che il mio fedele “CRM 114 Discriminator” sia ancora in buone condizioni d’uso.

Nel frattempo al comando “Sursum gomita”, rispondete alzando i gomiti e, evitando quello lasciato, semipieno dalla Principessa al momento della partenza, e ritrovato un anno dopo nell’identico posto, concedetevi un bicchierino di “Rosolio.”

Friday, February 8, 2008

La cosa stanca

L'ennesima tournée degli allegri saltimbanchi (così detto di coloro che son abili a saltare da un banco all'altro, pur di continuare ad occuparli) è di nuovo ripartita: sotto il fantasioso nome di “campagna elettorale” i guitti, i giullari, i fenomeni da baraccone più famosi dell'italico stivale si preparano a rinnovare il rito picaresco che tanto successo ha sempre conseguito nelle numerose precedenti rappresentazioni.

Cambiano le maschere, nuove insegne appaiono, i ranghi si arricchiscono di nuovi menestrelli, le battute son le stesse, un poco rinfrescate, ma son quelle che tanto piacciono al pubblico italiano. C'è chi arruola vescovi e chi dei travestiti, c'è la solita macchietta dei vecchi democristiani che cambiano casacca ma sono sempre uguali; e c'è una grande attesa, gli strilloni avvertono, per l'ultima trovata, la nuova parodia: la tragica epopea degli eroi della Weiße Rose trasformata in farsa da un affiatato duo, i Tabaccini Brothers.

Infiammato è già il dibattito, si spinge il popolo ad esprimer preferenze: visibilità è la parola d'ordine, e partecipazione. Ché l'unica possibile è quella della croce, d'apporre nel silenzio mistico del confessionale laico, in cui il cittadino ligio con grande compunzione affronta nell'attimo solenne la sua responsabilizzazione. È tutto un carnevale, ma un carnevale sacro, si ride e si sghignazza, ma nel massimo contegno, si applaude a dei pupazzi, e di questa sarabanda non resterà alcun segno.

Rimarrà il ricordo di Padron Spocchia, della coppia Fisco & Frodi: la grande compagnia di giro dei lieti Bamboccioni; ma presto hanno stancato e il pubblico reclama, si acclama la rentrée del nano Berlusconi. Perdonate il tono lieve, in questo topico momento in cui la storia nazionale affronterà la svolta, c'è bisogno di riforme, lo stato le richiede: perché tutto era sbagliato, la legge in confusione, il mercato sregolato. Però noi si pagò lo stesso, e loro han guadagnato!

Ma non è il caso di lagnarsi se la borsa è più leggera: è il prezzo del biglietto, il buffone va pagato.

Thursday, February 7, 2008

«La repressione è il nostro vaccino!»

Oscar per il miglior film straniero, Gran Premio della Giuria a Cannes, David di Donatello a Gian Maria Volonté; Nastri d'Argento a Petri, Gian Maria Volonté e Ugo Pirro. Altri tempi per il cinema italiano, capace di creare capolavori criticando il sistema repressivo ed i poteri costituiti. Rivedere oggi, dopo quasi 40 anni, un film come Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto ('70) di Elio Petri consente di stimare il disarmante declino della nostra cultura, e anche, forse, di intuirne le ragioni. Maestosa l'interpretazione di Volonté.